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La difficile uscita dalle sovvenzioni pubbliche ai servizi di trasporto pubblico imposta dal principio di concorrenza

Informazioni tesi

  Autore: Emanuela Ventura
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Alberto Azzena
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

La nozione di servizio pubblico è "tra quelle più tormentate" poiché non esiste una nozione giuridica valevole in assoluto.
In via generalissima, il riferimento al servizio pubblico allude l’idea di un compito d’interesse generale da realizzare, al quale si preponga un soggetto o un gruppo di soggetti, pubblici o privati .
Il problema, di tipo identificativo, della mancanza di una nozione precisa, secondo autorevole dottrina , è posto innanzitutto dalle norme, eccezion fatta per quelle penali, poiché evitano, in genere, di dare esplicite spiegazioni su tale significato, e solo in alcuni casi questa nozione è accompagnata da qualche indicazione diretta a qualificarne il contenuto.
Si osservi che le norme che pongono le maggiori difficoltà, non sono tanto quelle "sui" servizi pubblici, che spesso attribuiscono o consentono che sia attribuita la relativa qualifica a certe attività, ma piuttosto le norme che dettano una disciplina per i servizi pubblici senza però indicare quali attività siano meritevoli di tale qualifica .
Diventa in questo modo compito arduo l’uso di questo concetto, date anche, e soprattutto, le conseguenze giuridiche che derivano dall’applicazione della nozione di servizio pubblico; come ad esempio la competenza al giudice amministrativo, l’identificazione dell’oggetto meritevole di tutela, i comportamenti sanzionabili, e tutto un insieme di doveri e poteri funzionali allo svolgimento dell’attività.
Oltre a questo problema di natura giuridica, il servizio pubblico, coinvolgendo e interessando anche il settore economico e sociale, acquista una maggiore rilevanza e deve necessariamente essere riconosciuto solo se ritenuto necessario ed opportuno da un’attenta valutazione di natura politica, economica, sociale.

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Introduzione IL SERVIZIO PUBBLICO La nozione di servizio pubblico è << tra quelle più tormentate>>1 poiché non esiste una nozione giuridica valevole in assoluto. In via generalissima, il riferimento al servizio pubblico allude l’idea di un compito d’interesse generale da realizzare, al quale si preponga un soggetto o un gruppo di soggetti, pubblici o privati2. Il problema, di tipo identificativo, della mancanza di una nozione precisa, secondo autorevole dottrina3, è posto innanzitutto dalle norme, eccezion fatta per quelle penali, poiché evitano, in genere, di dare esplicite spiegazioni su tale significato, e solo in alcuni casi questa nozione è accompagnata da qualche indicazione diretta a qualificarne il contenuto. Si osservi che le norme che pongono le maggiori difficoltà, non sono tanto quelle <<sui>> servizi pubblici, che spesso attribuiscono o consentono che sia attribuita la relativa qualifica a certe attività, ma piuttosto le norme che dettano una disciplina per i servizi pubblici senza però indicare quali attività siano meritevoli di tale qualifica4. Diventa in questo modo compito arduo l’uso di questo concetto, date anche, e soprattutto, le conseguenze giuridiche che derivano dall’applicazione della nozione di servizio pubblico; come ad esempio la competenza al giudice amministrativo, l’identificazione dell’oggetto meritevole di tutela, i comportamenti sanzionabili, e tutto un insieme di doveri e poteri funzionali allo svolgimento dell’attività. Oltre a questo problema di natura giuridica, il servizio pubblico, coinvolgendo e interessando anche il settore economico e sociale, acquista una maggiore rilevanza 1 Giannini M.S, Il Pubblico Potere,Bologna, 1986, p.69 2 Salvatore Cattaneo, Servizio Pubblico, Enciclopedia Giuridica,p 355s. 3 Salvatore Cattaneo, Servizio Pubblico, op. loc.cit. 4 << Sono esempi l’art 826 c.c , che dalla destinazione a servizio pubblico fa discendere l’appartenenza di un bene al patrimonio indisponibile, e l’art 88 comma 2 d.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 che esclude dal regime fiscale delle attività commerciali l’esercizio diretto di servizi pubblici in regime di monopolio da parte delle regioni, delle provincie…l’art 5 l. TAR che devolve ai medesimi i ricorsi contro atti o provvedimenti relativi a rapporti di concessione di beni o di servizio.>>, in Enciclopedia giuridica, Salvatore Cattaneo, Servizio Pubblico, op. loc. cit.

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