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Framing effect e percezioni di un bonus sulle tasse. Una ricerca sperimentale in psicologia fiscale

L’obiettivo del lavoro è quello di indagare le percezioni e le reazioni dei contribuenti all’introduzione di un bonus fiscale ed individuare le principali variabili capaci di influenzarle, con particolare attenzione al frame con cui l’iniziativa è presentata (aumento dei guadagni/riduzione delle perdite) ed alla categoria contributiva cui i soggetti appartengono (dipendenti/autonomi). A tal fine è stata condotta un’analisi teorica dell’evoluzione della Psicologia Fiscale, dei suoi principali costrutti e delle sue caratteristiche metodologiche, per definirne lo stato dell’arte e le recenti linee evolutive. In seguito sono state analizzate le teorie di riferimento ed i risultati degli studi sperimentali presenti in letteratura in merito alle due variabili centrali per la ricerca, con riferimento al framing effect ed alla Prospect Theory (Kahneman e Tversky, 1979), ed all’insieme di caratteristiche psicosociali, opinioni ed atteggiamenti che differenziano le categorie di contribuenti. Infine è presentato lo studio sperimentale di tipo quantitativo, realizzato tramite un questionario somministrato a 252 soggetti, tra lavoratori autonomi, dipendenti e studenti. I risultati mettono in luce come sia stato il frame ad influire sulla rilevanza attribuita dai soggetti al bonus, più elevata nel caso fosse descritto come riduzione delle perdite, e ad orientarne le intenzioni di utilizzo; ciò è stato interpretato sostanzialmente in luce della Prospect Theory e del mental accounting (Thaler, 1999).

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INTRODUZIONE 5 INTRODUZIONE La tassazione costituisce uno degli elementi basilari nel funzionamento di qualsiasi Stato, ponendosi come strumento indispensabile alla gestione dell’economia, al finanziamento delle spese pubbliche e delle politiche sociali, nonché alla ridistribuzione della ricchezza tra i cittadini. Tale importanza è andata crescendo rapidamente, a partire dagli anni ’70, nella maggior parte dei paesi economicamente sviluppati, ove si è registrato un costante incremento tanto del prelievo fiscale, quanto della spesa pubblica (Ferrari e Romano, 1999). E’ sufficiente un rapido confronto con la situazione dei paesi più poveri, inoltre, per notare uno stretto legame tra tasse e sviluppo civile: alla fine degli anni ’90 la media del gettito fiscale era, in America Latina, del 16,5 %, nell’Africa subsahariana del 16,7% e nella media dei paesi in via di sviluppo del 15,8%, contro il 29,3% dei paesi più ricchi dell’Ocse; da dati più recenti, inoltre, emerge come la pressione fiscale 1 abbia raggiunto nel 2003, nei paesi aderenti alla UE, la quota media del 41,5% (Petrini, 2005). Se, da un lato, la questione fiscale appare dominio della materia economica, dall’altro essa assume evidenti implicazioni politiche e sociali. Basti citare il fatto che le decisioni in materia di spesa pubblica ed entità dei prelievi hanno ripercussioni rilevanti sul grado di popolarità di cui un governo gode. Si parla, a riguardo, di “ciclo politico-economico”, facendo riferimento proprio all’utilizzo, non sempre indiscutibile dal punto di vista etico, delle riforme in campo fiscale a fini elettorali, volto ad aumentare il consenso verso la propria parte incrementando le spese e/o i benefici, veri o percepiti 2 . Oltre ai risvolti di carattere politico e sociologico, però, non si può trascurare come la gestione della materia fiscale risulti strettamente dipendente dalle modalità con cui i provvedimenti perpetrati si impongono alla percezione dei singoli cittadini, influenzandone vissuti, opinioni e atteggiamenti che, traducendosi in concrete decisioni ed azioni, tra le quali particolare evidenza e rilevanza assume l’evasione, contribuiscono a determinare gli esiti delle manovre fiscali e, più in generale, l’andamento macroeconomico di una nazione. Da ciò la forte componente psicologica delle scelte 1 Indicatore che esprime il rapporto tra tutte le imposte/contributi previdenziali ed il Pil di un paese. 2 Infatti se, da un lato, la scelta di innalzare il carico fiscale determina, a livello immediato, impopolarità, dall’altro l’aumento delle spese pubbliche che ne consegue accresce il consenso per l’operato del governo; d’altro canto, nel breve periodo, la riduzione delle tasse è un’arma utilizzabile per incrementare il sostegno dei cittadini verso il partito che la attua.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Sonia Carrera Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.