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La politica europea dei trasporti: il rilancio della ferrovia

Oggi il trasporto è uno dei settori più importanti dell’attività economica dell’Unione Europea;.
Già dai primi anni dell’Integrazione, la politica europea dei trasporti aveva cercato di diventare uno dei punti fondamentali dei Trattati, ma il forte ruolo giocato dagli interessi nazionali per obiettivi sociali e regionali ha impedito una politica comune.
Dalla metà degli anni ottanta il trasporto è diventato uno dei principali punti di dibattito della Comunità Europea. Il trasporto è la chiave della creazione del mercato comune: conta circa il 10% in termini di PIL (Prodotto Interno Lordo), il 7% dell’attività lavorativa, il 40% dell’investimento pubblico e il 25% dell’energia consumata (2001).
L’80% dei spostamenti dell’Unione Europea viene su strada, producendo elevate emissioni di anidride carbonica, il principale gas causa dell’effetto serra e la frequente congestione nella circolazione stradale costa il 2% del PIL annuo, mentre le ferrovie, sicuramente un mezzo di trasporto più ecologico, sono in forte declino, riducendo la loro quota di mercato, dal 1970 al 2001, dal 10% al 6% per il traffico dei passeggeri e dal 21% al 8% per quello merci.
Questi problemi hanno risvegliato una particolare attenzione nell’Unione Europea e negli stati membri nell’individuazione di nuovi modi in grado di rendere il trasporto più efficiente e sicuro e riducendo allo stesso tempo l’impatto negativo sull’ambiente. Il trattato di Maastricht ha conferito all’Unione Europea la capacità concreta di intervenire sul settore dei trasporti, pubblicando il libro bianco “ Il momento delle scelte: la politica europea dei trasporti” ( 2001).
Il Libro bianco contiene diversi orientamenti da adottare per riequilibrare il settore dei trasporti: il settore strategico dal quale dipende questo riequilibrio, soprattutto per quanto riguarda comparto delle merci, è il settore ferroviario.
Per rilanciare il settore ferroviario occorre che le imprese operino in reciproca concorrenza aprendo le porte all’arrivo di nuove imprese che possono contribuire a rafforzare la competitività del settore e deve essere accompagnato da misure atte a promuovere la ristrutturazione delle compagnie ferroviarie già esistenti.
Si tratta di riuscire a realizzare l’apertura dei mercati per il trasporto internazionale delle merci e dei passeggeri dando la necessaria credibilità in termini di regolarità e puntualità dei propri servizi.

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4 INTRODUZIONE Oggi il trasporto è uno dei settori più importanti dell’attività economica dell’Unione Europea;. Già dai primi anni dell’Integrazione, la politica europea dei trasporti aveva cercato di diventare uno dei punti fondamentali dei Trattati, ma il forte ruolo giocato dagli interessi nazionali per obiettivi sociali e regionali ha impedito una politica comune. Dalla metà degli anni ottanta il trasporto è diventato uno dei principali punti di dibattito della Comunità Europea. Il trasporto è la chiave della creazione del mercato comune: conta circa il 10% in termini di PIL (Prodotto Interno Lordo), il 7% dell’attività lavorativa, il 40% dell’investimento pubblico e il 25% dell’energia consumata (2001). L’80% dei spostamenti dell’Unione Europea viene su strada, producendo elevate emissioni di anidride carbonica, il principale gas causa dell’effetto serra e la frequente congestione nella circolazione stradale costa il 2% del PIL annuo, mentre le ferrovie, sicuramente un mezzo di trasporto più ecologico, sono in forte declino, riducendo la loro quota di mercato, dal 1970 al 2001, dal 10% al 6% per il traffico dei passeggeri e dal 21% al 8% per quello merci. Questi problemi hanno risvegliato una particolare attenzione nell’Unione Europea e negli stati membri nell’individuazione di nuovi modi in grado di rendere il trasporto più efficiente e sicuro e riducendo allo stesso tempo l’impatto negativo sull’ambiente. Il trattato di Maastricht ha conferito all’Unione Europea la capacità concreta di intervenire sul settore dei trasporti, pubblicando il libro bianco “ Il momento delle scelte: la politica europea dei trasporti” ( 2001). Il Libro bianco contiene diversi orientamenti da adottare per riequilibrare il settore dei trasporti: il settore strategico dal quale dipende questo riequilibrio, soprattutto per quanto riguarda comparto delle merci, è il settore ferroviario. Per rilanciare il settore ferroviario occorre che le imprese operino in reciproca concorrenza aprendo le porte all’arrivo di nuove imprese che possono contribuire a rafforzare la competitività del settore e deve essere accompagnato da misure atte a promuovere la ristrutturazione delle compagnie ferroviarie già esistenti.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Simona Barello Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2898 click dal 04/10/2007.

 

Consultata integralmente 18 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.