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Un percorso nella fantascienza italiana: la manipolazione del tempo

le caratteristiche della manipolazione del tempo nelle opere degli scrittori italiani di fantascienza: il viaggio nel tempo nelle sue articolazioni, dal grado zero dell'elaborazione letteraria cioè la pura avventura, passando per l'ucronia o storia alternativa e gli universi paralleli sedi di corsi storici diversi da quello dato, fino al grado massimo del gioco ludico col modello e del divertissement. L'apporto della paraletteratura, e della fantascienza in particolare, essendo essa un "contenitore" di tutti gli altri generi, alla formazione dell'immaginario contemporaneo, la sua capacità di potenziarlo, sottraendolo alla colonizzazione omologante della società consumistica, grazie alla sua intrinseca natura massimalista, la capacità, cioè, di riflettere sul presente e le sue aporie grazie all'elaborazione metaforica.

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1. Introduzione In Italia esiste un mercato editoriale per la letteratura di genere come in tutti gli altri paesi, che si estende dal noir al giallo, dal romanzo rosa alla fantascienza. Ciò che accomuna questa produzione narrativa è la stretta osservanza di una serie di modelli prestabiliti e l’adesione a strutture narratologiche altamente formalizzate, per cui si parla genericamente di paraletteratura, che viene collocata “accanto”, o meglio, gerarchicamente in un gradino inferiore rispetto alla letteratura vera e propria, che invece per definizione è liberamente ispirata da intenti poetici e non di semplice intrattenimento. Perlustrando il mondo della letteratura di genere si incappa in un paradosso: l’Italia, che pure ha un mercato specializzato per la narrativa settoriale che spazia dalle serie delle grandi case editrici come i “Gialli Mondadori” alle pubblicazioni dei piccoli e medi editori, sembra non aver avuto praticamente una produzione fantascientifica consapevole dei suoi mezzi fino ad un passato molto recente. Per anni è stata ribadita la sfiducia nella possibile fortuna di questo filone della letteratura fantastica: fu proprio uno dei più importanti curatori di “Urania” (la pubblicazione di specializzata della Mondadori a tuttoggi più longeva), Carlo Fruttero (che la diresse assieme a Franco Lucentini) che, ai giornalisti che lo stavano intervistando durante una rassegna sui Fumetti a Lucca negli anni Settanta, alla domanda su come mai gli autori italiani non venissero quasi mai pubblicati sulla rivista, dichiarò: “…ma ve lo immaginate un disco volante che atterra su Lucca?”. Questa frase fra i fantascientisti è divenuta celeberrima, con ciò che in senso traslato significa rispetto alle potenzialità di una narrativa autoctona, cioè la difficoltà quasi “endogena” dello sviluppo delle ispirazioni e delle risorse, ed è stata ribadita per anni presso le occasioni di incontro e le conventions 1 organizzate da appassionati ed addetti al settore: sembrava che l’“habitat” italiano fosse fisiologicamente inadeguato alla nascita delle atmosfere e delle ambientazioni che hanno ispirato tanta letteratura popolare, dal noir al romanzo hard-boiled. Mentre la fantascienza anglosassone a partire dagli anni Cinquanta raggiungeva il traguardo del successo commerciale, gli autori italiani si trovavano di fronte alla difficoltà di trovare un pubblico che superasse la pregiudiziale della firma italiana apposta in calce ad un loro scritto. 1 La convention, termine mutuato dal gergo anglosassone inerente alle attività dei gruppi di appassionati, o fans, che ruotano attorno a fenomeni popolari e mediatici contemporanei, indica una serie di incontri e di scambi culturali fra appassionati e addetti al settore, e generalmente occupa un lasso di tempo di pochi giorni, reiterati annualmente. 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Claudia Gaudenzi Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1453 click dal 26/11/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.