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Analisi di un programma televisivo: Invisibili

“… Mai parlato con uno di questi senza tetto? Tutti dicono che sono pazzi!
Ma provate a vivere in strada per un po’, e vedete che idee vi vengono. Non diventate pazzi, vi dico, incominciate a vedere la verità. E cominciate anche a dirlo in giro, a dire anche come stanno le cose: ecco perché tengono questa gente in strada. Il sistema ha paura di loro. Paura della loro libertà. La libertà è l’opposto della responsabilità. La libertà è una minaccia al sistema.
Ecco perché non c’è più nessuno che si fa le canne, la libertà fa paura a tutti.
Hanno paura che se la gente si fuma una canna e diventa un po’ più allegra capisce che merda di vita fa…e manda tutto per aria. È per questo che ho smesso di fare arte, capito? Non c’è più speranza. Che cosa si può fare in una situazione del genere?
Mettiamo anche che scriviate un libro, il migliore che sia mai stato scritto, che vada in classifica e lo leggano tutti. Due mesi dopo è dimenticato, e c’è qualche altro capolavoro che tutti devono leggere.
O che scriviate una canzone, bellissima e che finiate in super classifica. Che cosa pensate che vi aspetti dopo? al massimo un jingle per uno spot di qualche birra.
O che dipingiate un quadro: lo compra un milionario e se lo appende negli uffici della sua compagnia. In passato, i ricchi appendevano alle pareti teste di leoni, tigri. Li facevano sentire potenti, sicuri.
Oggi il sistema colleziona le menti degli artisti, capite?
La notte dorme meglio sapendo che i migliori, i più svegli sono morti dal collo in su.
Ecco perché non gli do nessuna soddisfazione, la mia mente me la tengo dentro la testa, dove non possono venire a prendermela.
Tutto diventa parte del sistema, capite?
E l’unico modo per sfuggire al sistema è fare nulla. Come faccio io!
Voglio dipingere un quadro? Voglio scrivere qualcosa? Lo faccio nella mia testa, dove non possono vedere.
Se sapessero quello che penso, amici, sarei già morto!”

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4 Introduzione La televisione ed i media in genere, rappresentano un nuovo linguaggio che ridefinisce lo spazio sociale, le situazioni di interazione umana, l’ambiente nel quale gli esseri umani costituiscono la propria realtà. Lo statuto stesso di realtà, però, tende ad essere modificato e somma di più elementi, il risultato di precise dinamiche di costruzione: una realtà autonoma che prescinde dalle logiche e dalle rappresentazioni dei media non è più immaginabile. Il sociologo Giovanni Bechelloni, in un suo saggio sul rapporto tra televisione e cultura, scriva che “Non c’è sfera dell’azione umana e sociale che resti estranea al mondo dei media. La realtà della nostra vita e della nostra cultura, in modi sempre più pervasivi e impercettibili man mano che la neutralizzazione del nostro rapporto coi media procede, è sempre più intrecciata a quella dei media”. La tesi “Analisi di un programma televisivo: Invisibili” parte dalla definizione di neotelevisione per arrivare alle testimonianza degli unici protagonisti della trasmissione Invisibili: i barboni. La comparsa della neotelevisione alla fine degli anni ’70 aumenta la tendenza alla non estraneità dei media all’azione umana, grazie alla quotidianizzazione del mezzo: il palinsesto diventa giornaliero, non esistono più appuntamenti rivolti a singole fasce di pubblico, ma si impone un modello di tv di flusso che riduce le differenze tra i generi con l’obiettivo di coinvolgere più persone possibili. La neotv vede un aumento nell’uso sociale del medium ed entra a far parte della vita del pubblico e gradualmente a trasformarla. Si possono distinguere tre ondate nella neotelevisione: nella prima fase si sviluppa il talk show che è una forma di intrattenimento parlato;

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Tiziana Tesone Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.