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La percezione del digitale terrestre in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Della Chiesa
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Formazione, comunicazione e innovazione
  Relatore: Giuseppe Anzera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

Ogni media ha subito un “lifting” per adattarsi a nuovi atteggiamenti, comportamenti e cognizioni; ma soprattutto per venire incontro a forme nuove di: produzione, pubblicità, erogazione di servizi , formazione e progettazione di un futuro flessibile e dinamico. Anche la tv è in corso di trasformazione.
Per reinventarsi la televisione si poggerà inevitabilmente sulla sua “antenata”, e sulla percezione sedimentata in più di cinquanta anni negli Italiani. La ricerca ha cercato di capire la percezione del digitale terrestre nella popolazione italiana, per scoprire la rappresentazione mentale, latente e manifesta, nei riguardi della “vecchia televisione”: quell’analogica, e la “neo tv”, cioè quella digitale. Lo scopo era quello di individuare il rapporto tra tecnologie comunicative e i suoi fruitori, studiando le loro aspettative, necessità e motivazioni.
Una comunicazione superficiale, o mal condotta, dovuta forse ad una scarsa fiducia verso la piattaforma digitale, da chi se ne dovrebbe fare portavoce, è ciò che emerge dallo studio. Per il momento, inoltre, la pervasività del decoder digitale non permette, lo spegnimento delle frequenze. Gli Italiani non sono motivati ad acquistare il decodificatore numerico, e ciò sempre a causa di un’ignoranza nei riguardi dei benefici, di tale passaggio. Lo studio della percezione sottolinea che il mezzo nuovo, è visto sì come interattivo e personalizzato, ma latente si evidenzia un’influenza da parte dei molti fantasmi legati alla “vecchia tv”.

Partendo dalla storia della tv, fino alle moderne evoluzioni del digitale il t.learnig, t.banking e t.commerce. Interrgoandomi su carenze e potenzialità, ho analizzato percezione, comunicazione e vuoti tecnologici del nuovo mezzo.
Cenni lesgislativi, informatici/igegnieristici, psicologici/sociologici per vedere a tutto tondo uno dei new media, che non decolla!

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4 ABSTRACT Uno dei problemi centrali nelle scienze cognitive riguarda l’organizzazione dei dati grezzi dell’esperienza in una conoscenza dotata di senso e pronta per essere utilizzata. Gli “stimuli fisici” dai quali inizia il processo cognitivo, si presentano senza una forma ed un significato “veri” a priori, ma devono essere selezionati ed organizzati in un processo che li trasformi in una rappresentazione. Spesso i soggetti delle ricerche non si rendono conto dei processi che mettono in atto, per rendere un nuovo concetto parte del proprio bagaglio conoscitivo. E altrettanto frequentemente, non riescono a dare spiegazione di un vissuto che è ancorato ad un’opinione. Compito del ricercatore è quello di porre domande “giuste”, volte a scoprire in profondità quello che non “salta all’occhio”, nemmeno degli intervistati. Scoprire insieme con loro, ciò che sta dietro le quinte del pensiero. Questo studio partendo da tale presupposto, ha cercato di capire la percezione del digitale terrestre nella popolazione italiana, per scoprire la rappresentazione mentale, latente e manifesta, nei riguardi della “vecchia televisione”: quell’analogica, e la “neo tv”, cioè quella digitale. Lo scopo era quello di individuare il rapporto tra tecnologie comunicative e i suoi fruitori, studiando le loro aspettative, necessità e motivazioni. Tale relazione, è stata considerata reciproca. Questo perché le nuove tecnologie cambiano il nostro modo di percepire l’ambiente e di pensare le relazioni fra interno ed esterno, c’influenzano, e, mutano, come noi mutiamo nei loro confronti. In particolare, la televisione di nuova generazione, potrà essere la proiezione del nostro “inconscio emotivo” e nello stesso tempo- un’esteriorizzazione collettiva della psicologia del pubblico. De Kerckove parla di: ”Accelerazione delle tecnologie e delle comunicazioni, che consentirà di rallentare i nostri ritmi e di scoprire la vera quiete. Quiete che può fornire lo scenario per una necessaria

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