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La comunicazione interna come strumento aziendale - Il caso Ericsson-Marconi

Un’analisi corretta ed esaustiva della comunicazione d’impresa non può prescindere dallo studio della struttura sociale sottesa all’organizzazione del lavoro all’interno dell’azienda .
La società complessa (con questa espressione ci riferiamo al complesso di ruoli ed interazioni caratteristico della modernità, contraddistinta dalla tendenza al rapido cambiamento ed in cui ciascun individuo assume ruoli e stili comunicativi differenti a seconda dei contesti e dei soggetti con cui interagisce) sembra articolarsi su una linea parallela che la contrappone alla semplicità strutturale di società forzate ed artefatte come le microsocietà dei reality show, in cui ogni concorrente assume un ruolo ed uno soltanto, consapevole di essere in un panopticon in cui tutto è visibile a tutti. Nonostante il loro essere micro, tanto quanto lo è la società del GF, gli ambienti sociali delle realtà organizzative hanno molto più in comune con la società nel suo complesso che non con le microrealtà dei reality: nella vita in azienda, ogni dipendente assume in sé molteplici ruoli (un manager di medio livello, ad esempio, è contemporaneamente capo, collega, dipendente…).
E’ facile a questo punto, capire come la conoscenza delle dinamiche comunicative sia fondamentale e come, ancora più importante, sia saperle usare correttamente nell’ambito del microambiente lavorativo stesso.
Una seconda considerazione avvalora ulteriormente la tesi da noi sostenuta ed espressa nelle prime righe del presente scritto, ed introduce un altro concetto chiave, strettamente correlato a quello di struttura sociale organizzativa: ogni impresa differisce dalle altre, e questa differenza ha origine dal proprio interno, caratterizzato da una precisa identità, un proprio sistema di valori, di norme, di orientamenti all’azione e di regole di comportamento che la distinguono da qualunque altra. Tutto questo fa parte della cultura organizzativa dell’impresa che va sfruttata come strumento per rafforzare il livello di integrazione interno, elemento imprescindibile per conferire credibilità e competitività all’azienda nei suoi contatti con l’esterno, a dispetto della tendenza dilagante a considerare le imprese come delle aziende produttrici di beni o servizi, dando alla loro gestione una mera finalità economica.

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1 INTRODUZIONE Un’analisi corretta ed esaustiva della comunicazione d’impresa non può prescindere dallo studio della struttura sociale sottesa all’organizzazione del lavoro all’interno dell’azienda . La società complessa (con questa espressione ci riferiamo al complesso di ruoli ed interazioni caratteristico della modernità, contraddistinta dalla tendenza al rapido cambiamento ed in cui ciascun individuo assume ruoli e stili comunicativi differenti a seconda dei contesti e dei soggetti con cui interagisce) sembra articolarsi su una linea parallela che la contrappone alla semplicità strutturale di società forzate ed artefatte come le microsocietà dei reality show, in cui ogni concorrente assume un ruolo ed uno soltanto, consapevole di essere in un panopticon in cui tutto è visibile a tutti. Nonostante il loro essere micro, tanto quanto lo è la società del GF, gli ambienti sociali delle realtà organizzative hanno molto più in comune con la società nel suo complesso che non con le microrealtà dei reality: nella vita in azienda, ogni dipendente assume in sé molteplici ruoli (un manager di medio livello, ad esempio, è contemporaneamente capo, collega, dipendente…).

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Patrizia Di Filippo Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.