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Appello e revisione nei sistemi di giustizia penale internazionale

i modelli remediali continentali l’appello è visto come conseguenza fisiologica del processo di primo grado,in quanto è la stessa efficacia di giudicato,che sopravviene solo all’esaurirsi delle vie d’impugnazione ordinarie.Questo particolare atteggiamento non ha lo stesso approccio dei modelli di common law,infatti l’appello, [...]Questa divergenza di prospettiva sulle impugnazioni, ordinarie e straordinarie,ha avuto un pesante riflesso nell’elaborazione dei modelli remediali per i tribunali pen.internaz., sia x i trib. ad hoc che x la Corte pen. internazionale.[...]. tutti i progetti presentavano un modello impugnatorio vicino al paese proponente, o comunque rapportato alle tradizioni che prima ho illustrato. L’unica “scheggia impazzita” del gruppo di proposte fu quella della Conferenza dei Paesi Islamici, la quale propose e la parità delle armi, e la possibilità di appellare per motivi di fatto e di diritto le sentenze, anche di assoluzione, da parte del prosecutor. [...] Si badi bene, che la Camera d’appello è l’ultimo organo giudicante.L’allora segr. gen. dell'ONU Bouthros Ghali decise x l’adozione di un modello che accontentava tutti e nessuno, ossia quello proposto dalla Conferenza dei Paesi Islamici, che era l’unico, tra l’altro, a non essere accompagnato da una motivazione.X fare un quadro generale, il modello processuale approntato per i Tribunali ad hoc è veramente originale, in quanto presenta un primo grado molto vicino all’adversarial system [...].La seconda fase è invece particolarmente vicina alle tradizioni di civil law[...].E’chiaro che questa struttura“ad innesto”abbia suscitato non poche critiche,e, nei casi pratici abbia anche determinato qualche malfunzionamento.Difatti,nei Trib. ad hoc diverse sono state le pecche succedutesi nella prassi giudiziaria[...]Miglioria che è intervenuta,emblematicamente nel secondo modello adottato di tribunale penale internazionale,affrontato con la redazione dello Statuto di Roma e con la Creazione della Corte Pen. Internaz..
Le forme di impugnazione previste per i Trib. ad hoc sono l’impugnazione della sentenza [nel senso anglofono di verdetto] e la revisione quale mezzo, neppure ben inquadrato come straordinario. Lo approfondiremo.Basta una semplice lettura dei 2 articoli che li prevedono rispetto ai 4 ben più corposi dello STATUTO DI ROMA x capire il notevole passo in avanti, ma andiamo x gradi: come abbiamo già detto, l’art. 25 dello Statuto del Trib. Penale Internaz. per l’Ex Yugo. disciplina l’appello nei confronti delle Sentenze. Questo può essere esperito x motivi di diritto che hanno invalidato la decisione e X motivi di fatto che hanno determinato un errore giudiziario. Questo 2° motivo si offre invece alla critica in quanto, se sollevato dalla pubblica accusa, da un punto di vista dei common lawyers condurrebbe ad un vero e proprio retrial [...] Questa particolare tipologia d’appello,che a noi non stupisce affatto, è stata accolta nella prassi giurisprudenziale dei tribunali, ogni qualvolta si è dovuto procedere al test della RAGIONEVOLEZZA della decisione di 1° grado. I maggiori problemi operativi che si riscontrano sorgono quando si paragonano con la REVISIONE, questa è disciplinata dall’articolo 26 dello STATUTO. [...] mette in serio rischio di bis in idem o double jeopardy la posizione dell’imputato.Infatti l’unico limite alla revisione previsto nei confronti dell’accusa è TEMPORALE E NON QUALITATIVO, questa infatti può fare istanza di REVISIONE pro culpa entro un anno dalla decisione. Per capire il quadro confusionale basta poter dire che la Revisione negli Statuti degli ad hoc Tribunals non è ben inquadrata,a livello di tempi processuali, come MEZZO DI IMPUGNAZIONE STRAORDINARIO,nella prassi questo rimedio infatti è stato esperito addirittura in pendenza d’appello,[...]Appello e Revisione, nello Statuto di Roma,sono previsti dagli articoli 81 all’84. In questo Statuto sono divenute littera legis alcune regole che sbilanciano l’accesso ai mezzi d’impugnazione in favore del condannato:innanzi tutto la menzione esplicita del divieto di reformatio in pejus nel caso di rimedio esperito dal condannato o dall’accusa per conto di questi;secondo poi,la previsione esplicita di un motivo di impugnazione meno tassativo degli altri previsti che sono “errore di rito, errore di diritto, errore di fatto”,CHE SI SOSTANZIA IN QUESTA DICITURA: “OGNI MOTIVO CHE PREGIUDICHI L’EQUITÀ O LA REGOLARITÀ DEL PROCEDIMENTO”. Questo motivo, è necessario commentarlo, è esperibile dal condannato o dall’accusa in favor rei e può condurre all’annullamento della decisione dei giudici di prime cure anche quando, questo errore di fairness, non è grave, come invece devono esserlo gli altri [ai sensi dell’articolo 83 dello Statuto di Roma].[...]

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APPELLO E REVISIONE NEI SISTEMI DI GIUSTIZIA PENALE INTERNAZIONALE CAPITOLO I 1 Appello e revisione come misure per ottenere una riparazione (rimedi giudiziali e stragiudiziali) Il diritto di un individuo di ricorrere in appello contro la condanna o contro la pena inflittagli è normalmente considerato un diritto fondamentale. 1 Agli albori della procedura penale, non era previsto che l’accusato potesse esperire un appello nei confronti di un verdetto di condanna, né tanto meno esisteva un più generale diritto ad ottenere un riesame della precedente pronuncia a suo carico. 2 Appello e revisione non erano regolati come autonomi diritti; piuttosto, questi erano parte di un reclamo generalizzato volto ad una riconsiderazione o della pena inflitta o del verdetto di colpevolezza da parte del sovrano. 3 Successivamente, questi diritti furono previsti come autonomi, istituzionalizzati e organizzati in diverse procedure con forme 1 Cfr. ANTONIO CASSESE, Lineamenti di diritto internazionale penale, II Diritto Processuale, Bologna, il Mulino, 2006, 143 2 Sia nei paesi di civil law che nei paesi di common law le procedure di appello e revisione sono state introdotte in tempi relativamente recenti; cfr. WAINE R. LA FAVE, Appeal, in SANFORD KADISH (ed. gen.) Encyclopaedia of Crime and Justice, New York, the free press, 1983, 62 – 67 e RICCARDO ORESTANO, Appello, a) diritto romano, in Enciclopedia del diritto, Milano, Giuffrè, 1958, 708 – 714. 3 Con riferimento a quel tempo probabilmente non è del tutto appropriato riferirsi ad un diritto quanto ad una possibilità. Vd. Ibidem. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Angelo Cianchi Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

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