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Geisha, vita e arte del misterioso mondo fluttuante

La geisha era ed è un'artista del mondo fluttuante, termine coniato nel 1661 dallo scrittore Ryoi Asai e che definiva lo stile di vita sviluppatosi all'interno dei quartieri del piacere, luoghi in cui emerse, verso la seconda metà del 1700, la professione di geisha. La geisha, che letteralmente significa "figlia delle arti", era ed è un'artista dell'intrattenimento tradizionale, esperta ed istruita nella conoscenza delle arti tradizionali giapponesi, quali la musica e la danza tradizionali (meglio associate alla sua professione), la cerimonia del tè, il portamento. Come tale, necessita di un "pubblico" a cui mostrare le proprie abilità, ma solo pochi possono accedere nel suo misterioso mondo.

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1 CAPITOLO I Storia della geisha Ono no Komachi incarna una delle prime antenate delle geishe. Vissuta verso la metà del IX secolo d. C., durante i primi anni del periodo Heian (794-1195), era una dama di compagnia presso la corte dell’imperatore. Donna educata, colta e di incredibile bellezza, fu poetessa e famosa seduttrice, tant’è che il suo fascino e la sua tragica fine hanno ispirato molti autori drammatici del teatro Noh. Ono, corteggiata da numerosi uomini e scrittrice di waka, poemetti di trentuno sillabe all’interno dei quali descriveva le sue passioni, si sarebbe concessa soltanto a un uomo degno di lei. Sottopose il più passionale dei suoi ammiratori, il comandante della guardia imperiale Fukasa no Shi’i no Shosho, alla prova più dura: prima di accettarne il corteggiamento, lo costrinse a dormire al ghiaccio per cento notti sopra la panca usata per sorreggere le stanghe del suo carro. Il povero comandante per novantanove notti evitò la sorveglianza dei guardiani, sfidò pioggia, vento e neve, ma al centesimo giorno morì. Komachi fu severamente punita: dopo la morte del capitano, fu scacciata dal palazzo, condannata a invecchiare, a non morire giovane e bella e costretta a elemosinare. Le leggende popolari e i drammi Noh la rappresentano come una brutta vecchia coperta di rughe, perseguitata dai fantasmi degli uomini morti per il suo amore, dimostrando che la bellezza è effimera come i fiori del ciliegio. Questa è la morale della storia di Komachi. Ai tempi della bella Ono, quando ancora non esistevano le geishe, Heian-Kyo era la capitale dell’impero, descritta dai poeti come la città dalle colline viola e dai fiumi di cristallo, e oggi conosciuta come Kyoto. La guerra era un ricordo lontano e i nobili di Heian diedero vita a quella cultura decadente che toccò il suo picco circa un secolo dopo le avventure di Komachi, dove l’amore, più che desiderio carnale, stava diventando una forma d’arte e mostrava i sentimenti attraverso la poesia. Infatti il corteggiamento fra uomo e donna era estremamente ritualizzato: quando un aristocratico veniva a conoscenza della bellezza o della stupenda calligrafia di una donna, scriveva un waka su carta profumata, allegava a seconda della stagione un ramoscello di salice o un fiore di ciliegio, sigillava la lettera e la consegnava a un messaggero. Una volta ricevuta, la dama esaminava accuratamente il colore della carta, la calligrafia e il valore

Tesi di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Alessandra Cardelli Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.