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Il conflitto iracheno visto dall'Italia. La stampa di sinistra tra accuse e giustificazioni

Nel caso specifico, è stata considerata la terza guerra del Golfo e, tra tutti gli eventi riportati dai media su di essa, ne abbiamo scelti due che potessero essere significativi: la vicenda di Enzo Baldoni, l’ostaggio italiano ucciso dai terroristi in Iraq il 27 agosto 2004, e la vicenda della soldatessa Lynndie England, divenuta il simbolo dello scandalo delle torture compiute da militari americani nel carcere di Abu Ghraib.
Sfogliando i quotidiani e leggendo le cronache del conflitto iracheno, sono emerse ai nostri occhi due realtà diverse e spesso contrastanti tra loro: Enzo Baldoni uomo di pace che, con i suoi reportages, raccontava l’orrore della guerra o Enzo Baldoni pubblicitario sprovveduto convinto di potersi improvvisare inviato di guerra; la soldatessa Lynndie England e i suoi “compagni di torture” simboli di un’America che con la scusa di importare la democrazia invade un Paese o la soldatessa Lynndie England e i suoi “compagni di torture” “casi isolati” che infangano l’onore di una nazione che, da sola, si è fatta carico di rendere il mondo un posto migliore e più sicuro.

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3 INTRODUZIONE Le domande a cui si vuole dare una risposta con questa tesina sono sostanzialmente due: esiste l’obiettività nell’informazione? Ogni fatto è di per sé assolutamente unico (in quel tempo, in quel luogo e con quei protagonisti) o la sua natura e le sue conseguenze variano a seconda di chi lo racconta? La libertà di stampa e il pluralismo informativo che caratterizzano lo scenario mediatico italiano portano inevitabilmente a porsi questi quesiti. Tanto più se, a essere preso in analisi per trovare delle risposte, è un contesto di guerra. Nel caso specifico, è stata considerata la terza guerra del Golfo e, tra tutti gli eventi riportati dai media su di essa, ne abbiamo scelti due che potessero essere significativi: la vicenda di Enzo Baldoni, l’ostaggio italiano ucciso dai terroristi in Iraq il 27 agosto 2004, e la vicenda della soldatessa Lynndie England, divenuta il simbolo dello scandalo delle torture compiute da militari americani nel carcere di Abu Ghraib. Sfogliando i quotidiani e leggendo le cronache del conflitto iracheno, sono emerse ai nostri occhi due realtà diverse e spesso contrastanti tra loro: Enzo Baldoni uomo di pace che, con i suoi reportages, raccontava l’orrore della guerra o Enzo Baldoni pubblicitario sprovveduto convinto di potersi improvvisare inviato di guerra; la soldatessa Lynndie England e i suoi “compagni di torture” simboli di un’America che con la scusa di importare la democrazia invade un Paese o la soldatessa Lynndie England e i suoi “compagni di torture” “casi isolati” che infangano l’onore di una nazione che, da sola, si è fatta carico di rendere il mondo un posto migliore e più sicuro. Secondo l’ipotesi di questo lavoro, le opposte “verità” alle quali ci si trova di fronte al momento della lettura dei quotidiani di destra e di sinistra, momento centrale della ricerca, sono riconducibili ai diversi orientamenti ideologici di ciascuna testata. L’obiettivo è proprio quello di verificare se e quanto la presenza di un preciso orientamento politico, nei giornali e nei giornalisti, possa incidere sul “confezionamento” delle notizie. La tesina è divisa in tre capitoli. Il primo capitolo definisce innanzitutto il ruolo fondamentale che l’informazione ha nel corso di un conflitto, tanto più in un

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessia Livio Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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