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Metodi e criteri per l'analisi della dinamica e degli effetti ambientali della fluitazione dei sedimenti dai bacini artificiali

La fluitazione dei sedimenti dai bacini artificiali comporta un aumento delle concentrazioni dei solidi sospesi nei corsi d'acqua emissari, con conseguenze negative sull'ecosistema fluviale ed in particolare sulla fauna ittica. La rimozione dei sedimenti dal bacino di Valgrosina (SO), oggetto di studio, è stata eseguita nel corso di 13 giorni consecutivi, dal 28 agosto al 9 settembre 2006. Le modalità operative attuate per la fluitazione sono state pianificate con il fine di contenere i potenziali danni ecologici al corpo idrico recettore.
Nel presente lavoro sono riportati i risultati del monitoraggio biologico ed idraulico eseguito nel corso delle operazioni di fluitazione. Gli obiettivi principali della ricerca sono stati quelli di acquisire le basi teoriche e sperimentali relative alle principali tecniche di monitoraggio dei solidi sospesi e di definire l'entità dell'eventuale impatto ambientale nei termini di concentrazione di solidi sospesi e durata delle operazioni.
Sul corpo idrico recettore (T. Roasco) è stata misurata una concentrazione media di 4,7g/l, con picchi superiori a 40 g/l ma per un tempo cumulativo inferiore alle due ore. Nel F. Adda, a valle della confluenza, le concentrazioni sono state almeno tre volte inferiori a quelle registrate sul T. Roasco.
Gli effetti sulla fauna ittica sono stati valutati per la specie dominante (Salmo (trutta) trutta); i giovani sono stati i più colpiti, con un calo della densità fino al 78%, mentre si assiste a una diminuzione del coefficiente di condizione (k) per gli adulti. La comunità macrobentonica ha subito un impatto negativo in seguito alla fluitazione dei sedimenti, ma dopo 6 mesi mostrava segni di
completo recupero.
La valutazione degli effetti ha consentito di validare un modello appropriato (Severity Effect Value - SEV) per fornire una stima orientativa dell'entità degli effetti biologici indotti dal rilascio dei sedimenti nel sito studiato.

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Riassunto La fluitazione dei sedimenti dai bacini artificiali comporta un aumento delle concentrazioni dei solidi sospesi nei corsi d'acqua emissari, con conseguenze negative sull'ecosistema fluviale ed in particolare sulla fauna ittica. La rimozione dei sedimenti dal bacino di Valgrosina (SO), oggetto di studio, è stata eseguita nel corso di 13 giorni consecutivi, dal 28 agosto al 9 settembre 2006. Nel presente lavoro sono riportati i risultati del monitoraggio chimico, fisico e biologico eseguito nel corso delle operazioni di fluitazione. Gli obiettivi principali della ricerca sono stati quelli di acquisire le basi teoriche e sperimentali relative alle principali tecniche di monitoraggio dei solidi sospesi, sia per l’attività di laboratorio che di campo, e di definire l'entità dell'eventuale impatto ambientale nei termini di concentrazione di solidi sospesi e durata delle operazioni. Il monitoraggio dei solidi in sospensione durante le operazioni è stato realizzato mediante l’utilizzo di apposite sonde e di coni Imhoff. Nel contempo, sono stati prelevati dei campioni d'acqua da destinare alle successive analisi di laboratorio. Le due tecniche utilizzate per la misura in tempo reale delle concentrazioni non si sono dimostrate del tutto affidabili; queste non possono perciò sostituire completamente le misure analitiche, ma possono portare vantaggi come misure ausiliarie per regolare la frequenza di campionamento (per le analisi di laboratorio) e l'attività di fluitazione in base ai limiti prefissati, che non potrebbero altrimenti essere verificati se non successivamente. I campioni prelevati in campo per la validazione dei dati sono stati analizzati mediante l’utilizzo di coni Imhoff per la porzione sedimentabile e tramite filtrazione per la restante parte. Il metodo APAT, IRSA-CNR per i Solidi Sospesi Totali non è infatti applicabile in tutto l'ambito di concentrazione normalmente sperimentato in occasione di fluitazione dai bacini (0- 100g/l). Sul corpo idrico recettore (T. Roasco) è stata misurata una concentrazione media di 4,7g/l, con picchi superiori a 40 g/l ma per un tempo cumulativo inferiore alle due ore. Nel F. Adda, a valle della confluenza, le concentrazioni sono state almeno tre volte inferiori a quelle registrate sul T. Roasco. Gli effetti sulla fauna ittica sono stati valutati per la specie dominante (Salmo (trutta) trutta); i giovani sono stati i più colpiti, con un calo della densità fino al 78%, mentre si assiste a una diminuzione del coefficiente di condizione (k) per gli adulti. La comunità macrobentonica ha subito un impatto negativo in seguito alla fluitazione dei sedimenti, ma dopo 6 mesi mostrava segni di completo recupero. La valutazione degli effetti ha consentito di validare un modello appropriato per fornire una stima orientativa dell'entità degli effetti biologici indotti dal rilascio dei sedimenti nel sito studiato. Le soglie di concentrazione e durata adottate si sono dimostrate adeguate per la conservazione della capacità di recupero dell'ecosistema. 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Elena Castelli Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

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