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Motivazione e successo scolastico

Nella tesi indago il problema della motivazione e della sua influenza sul successo scolastico.
Ho ritenuto necessario affrontare lo studio a partire dalla definizione di motivazione, per consentire ai lettori la possibilità di orientarsi sui diversi approcci; indicare i fattori connessi al successo scolastico e giungere alla fine del lavoro, per fornire indicazioni su una didattica motivante.
Obiettivo centrale delle prassi educative e didattiche è incoraggiare e sviluppare la motivazione.
Un elemento importante per la costruzione della motivazione ad apprendere, è lo sviluppo della percezione di competenza e di efficacia.
Tutti abbiamo bisogno di sentirci capaci in qualsiasi attività che svolgiamo, per cui anche un alunno ha bisogno di provare questo senso di efficacia, per impegnarsi e riuscire in un compito.
Dunque, obiettivo primario è incoraggiare e nutrire fiducia e stima nei confronti degli alunni.
Bisogna tener conto delle loro “diversità”: ognuno porta con sé un bagaglio esperenziale e culturale differente; ognuno ha capacità, attitudini, stili e tempi di apprendimento diversi, eppure tutti possiedono un certo grado di curiosità, interesse, desiderio di migliorare, motivi per imparare.
E’ ovvio che lo sviluppo del sé è condizionato dalle interazioni con gli altri. Ognuno di noi, infatti, si crea un’immagine dell’altro, che, consciamente o inconsciamente, incide sulla personalità del soggetto per cui opinioni positive degli altri rafforzano l’autostima, viceversa, valutazioni negative la indeboliscono.
Ognuno di noi si forma una rappresentazione dell’altro, valutando le sue caratteristiche esteriori, le impressioni e i giudizi sulla sua personalità.
Anche se dell’altro conosciamo poco, utilizziamo schemi cognitivi preesistenti, come nel caso dell’effetto alone, che ci rimanda allo schema della persona buona, se di essa abbiamo una minima informazione positiva, e, viceversa, rievochiamo lo schema della persona cattiva se di essa abbiamo un’informazione negativa.
Le aspettative, però, non influiscono solo sul comportamento, possono avere effetto anche sull’immagine di sé, con possibile calo dell’autostima e degli obiettivi posti.
Riferito al contesto scolastico, comprendiamo come il rendimento degli alunni appare condizionato dalle aspettative degli insegnanti, non solo come distorsione della valutazione ( a parità di rendimento, gli insegnanti tenderebbero a valutare più positivamente un allievo del quale abbiano una buona opinione), ma come modificazione effettiva del rendimento, nel senso che, alla fine dell’anno, i ragazzi, verso i quali si nutrivano aspettative alte, risultano realmente migliori di quelli verso i quali nutrivano aspettative basse.
Occorre essere consapevoli delle conseguenze delle proprie attese, per non lasciarsi influenzare da informazioni poco pertinenti come classe sociale, razza, sesso, curriculum scolastico precedente.
E’ importante soffermarsi sulla valutazione, in quanto essa può avere delle ripercussioni sul percorso di studi dell’alunno e, soprattutto, depotenziare o rinforzare la fiducia nelle proprie possibilità, condizionando il rapporto col docente.
Una valutazione “sbagliata” incide sul rendimento di un alunno e, in misura maggiore, sulla sua personalità, sulle motivazioni e sulle attitudini.
Dunque, si consiglia l’uso prove oggettive, legate a criteri fissi e uguali per tutti, allo scopo di ottenere valutazioni il più possibile aderenti alla realtà.
La relazione insegnante-allievo è fondamentale ai fini dell’apprendimento.
Dal momento che i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di un rapporto sereno e affettuoso con chi dispensa il sapere, è necessario che il docente instauri relazioni positive, sia attento alle esigenze degli alunni, obiettivo e giusto nelle valutazioni, carismatico, motivato e appassionato alla sua materia.
Inoltre, dato che, non sempre gli studenti, posti di fronte ad un argomento, si impegnano e non tutte le discipline scolastiche possono far nascere interesse spontaneo, bisogna puntare su una didattica motivante mediante mediatori didattici, attività ludiche, laboratoriali e di gruppo.
In pratica, la scuola deve far emergere la voglia di imparare, di scoprire, di crescere e di migliorare, per vincere la dura battaglia contro insuccessi, abbandoni, fuoriuscite precoci dal circuito scolastico.

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Introduzione Il problema affrontato in questo lavoro riguarda gli aspetti motivazionali connessi all’apprendimento. La scelta di questo tema è legata alla rilevanza che l’insuccesso scolastico ha acquisito, non solo in ambito educativo, ma, anche psicologico, sociologico e giuridico. In ambito psicologico sono state dimostrate le conseguenze che i ripetuti insuccessi possono provocare in soggetti in età evolutiva, ci riferiamo a deficit di autostima e ad un forte calo della motivazione. Inoltre, studi sociologici sulla gioventù, particolarmente disadattata, hanno individuato il forte legame tra l’inadempienza dell’obbligo scolastico e la devianza giovanile. A livello giuridico sono stati molti i provvedimenti adottati (vedi l’articolo 34 della Costituzione) 1 . Nonostante l’insuccesso scolastico sia affrontato da diversi punti di vista, ritengo che spetta a noi, educatori e insegnanti, motivare allo studio, nel senso di progettare modalità efficaci di affrontare il problema. Stupisce che, in una società così evoluta, con una diminuzione del tasso di analfabetismo, una grande ricchezza culturale, un progresso scientifico e tecnologico, col diritto di tutti di accedere a scuola, siano sempre più frequenti i giovani che abbandonano gli studi, demotivati e disinteressati. 1 Tale articolo dichiara che la scuola è aperta a tutti ed è gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Lo Stato provvede alla rimozione degli ostacoli materiali. V

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Caterina Di Lella Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.