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La programmazione complessa: il progetto urbano San Lorenzo

Il governo del territorio è uno dei settori dove le decisioni pubbliche raggiungono il più alto livello di conflittualità, a causa della presenza di innumerevoli interessi. La sfida culturale di questa sperimentazione sul progetto urbano San Lorenzo pone le radici proprio in questa affermazione. Quello che propone la mia ricerca è un continuo e “pacifico” processo di negoziato, con la presenza sin dall’inizio delle diverse ‹‹anime›› all’interno di una strategia di azione condivisa. Una “costruzione” della procedura di formazione del progetto urbano San Lorenzo che si sviluppi su una forte matrice consensuale, contrattata e partecipata. Un percorso che parte da lontano, in cui ogni sua fase si pone l’obiettivo di ‹‹estrapolare›› gli strumentari possibili per la “politica” da me perseguita: la “messa in opera” di un forte partenariato come ‹‹slogan›› per San Lorenzo. Per cercare di comprendere ciò, è necessario il ‹‹supporto›› di un “filo conduttore” in cui lo scenario attuale della società post-industriale è il punto di partenza: un passaggio di “consegne” da una fase di pieno sviluppo ad una fase di conservazione e di valorizzazione dell’esistente. Infatti, il rallentamento della domanda (di mercato) di nuove abitazioni, di nuove costruzioni, di espansioni urbane, è accompagnato da un nuovo interesse, culturale oltre che economico, verso il riuso, il recupero e la conservazione dei tessuti urbani, di parti di città, di centri più o meno storici, di porzioni di territorio già costruito e dello stesso territorio nelle sue valenze ambientali e paesaggistiche.

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INTRODUZIONE ‹‹Il governo del territorio è uno dei settori dove le decisioni pubbliche rag- giungono il più alto livello di conflittualità, a causa della presenza di innumerevoli interessi›› (1) . La sfida culturale di questa sperimentazione sul progetto urbano San Lo- renzo pone le radici proprio in questa affermazione. Quello che propone la mia ricerca è un continuo e “pacifico” processo di negoziato, con la presenza sin dall’inizio delle diverse ‹‹anime›› all’interno di una strategia di azione condivisa. Una “costruzione” della procedura di formazione del progetto urbano San Loren- zo che si sviluppi su una forte matrice consensuale, contrattata e partecipata. Un percorso che parte da lontano, in cui ogni sua fase si pone l’obiettivo di ‹‹estrapolare›› gli strumentari possibili per la “politica” da me perseguita: la “messa in opera” di un forte partenariato come ‹‹slogan›› per San Lorenzo. Per cercare di comprendere ciò, è necessario il ‹‹supporto›› di un “filo con- duttore” in cui lo scenario attuale della società post-industriale è il punto di par- tenza: un passaggio di “consegne” da una fase di pieno sviluppo ad una fase di conservazione e di valorizzazione dell’esistente. Infatti, il rallentamento della domanda (di mercato) di nuove abitazioni, di nuove costruzioni, di espansioni urbane, è accompagnato da un nuovo interesse, culturale oltre che economico, verso il riuso, il recupero e la conservazione dei tessuti urbani, di parti di città, di centri più o meno storici, di porzioni di territorio già costruito e dello stesso territorio nelle sue valenze ambientali e paesaggisti- che (2) . (1) CASINI L., L’equilibrio degli interessi nel governo del territorio, A. Giuffrè editore, Milano 2005, intr., IX. (2) Sui quotidiani e non solo sulle riviste specializzate appaiono sempre più spesso notizie su nuove proposte d’interventi in ambito urbano, sia di riconversione di parti consolidate sia di nuova espansione, con l’esposizione dei progetti e delle planimetrie che ci segnalano che le aree urbane sono diventate un enorme cantiere progettuale. In merito è interessante l’attivismo progettuale di Urbanpromo, iniziativa culturale nel 2006 alla sua terza edizione, che si svolge a Venezia con il pa- trocino dell’Inu. Al centro dell’attenzione sono l’innovazione nella trasformazione urbana e le moda- lità partenariali per la sua realizzazione. Precedentemente in merito al tema dei centri storici si veda FALINI P., CIARDINI F., I centri storici, Milano, 1980; BELLICINI L., I centri minori e la costruzione del territorio, in Clementi A., et al. (a cura di), Le forme del territorio italiano, Roma, 1996.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Luigi Piro Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.