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Insegnare la storia del 1968 nella scuola media superiore

Informazioni tesi

  Autore: Michele Grossi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Alberto Preti
  Lingua: Italiano

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

Nella tesi viene affrontato il 1968 sia dal punto di vista storiografico sia da quello didattico. Nella prima parte attraverso l'analisi della trattazione del Sessantotto nelle varie “Storie dell'Italia repubblicana”, nella saggistica e negli articoli delle riviste di storia contemporanea, si può cogliere come il '68 sia difficilmente contestualizzabile a causa della questione della periodizzazione (tuttora aperta), e della problematicità nel definire il soggetto da analizzare; ovvero un movimento che investe parti diverse della società, che attraversa nel giro di pochi anni diversi paesi e continenti e che si manifesta in modi e linguaggi eterogenei ed innovativi.
Nella seconda parte, dopo alcune riflessioni teoriche sull'insegnamento della Storia contemporanea, concernenti la “perdita della memoria storica” da parte delle giovani generazioni e alle difficoltà legate all'insegnamento della storia contemporanea oggi, la tesi assume un taglio didattico.
Sono infatti esaminati e confrontati tre diversi manuali di scuola media superiore, ma anche strumenti didattici differenti dal manuale, come il “modulo didattico” e l’ipertesto, e inoltre, alcune esperienze didattiche di scuole superiori che hanno realizzato laboratori di storia sul tema.
Dopo aver analizzato i vari strumenti a disposizione degli insegnanti della scuola media superiore concludo la tesi con una mia proposta didattica sul 1968, attraverso la costruzione di un “dossier didattico”.
Esso può essere utilizzato per spiegare le cause, lo svolgimento e gli esiti della vicenda sia a livello nazionale che internazionale. Il “dossier” è costituito da una “rete” di paragrafi alla quale segue un ampia raccolta di documenti scritti e iconici, musiche e filmati, tra i quali, docenti e studenti possono scegliere.
Il dossier si è prestato anche alla realizzazione di un “ipermedia-ipertesto” su Cd Rom, allegato alla tesi. Esso contiene i testi dei paragrafi e dei documenti che fanno parte dell'ultimo capitolo più le fotografie, i volantini, i filmati e le canzoni in formata elettronico.
L'ipermedia costituisce uno strumento didattico moderno e flessibile che permette al docente di progettare percorsi specifici, partendo dalla contemporaneità. Esso intende suscitare un interesse, sensibilizzare l'allievo sviluppando il tema storico e concludere con un ritorno al presente avendo maturato una conoscenza e una diversa consapevolezza storica sul Sessantotto.

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3 Introduzione Che senso ha studiare il nostro passato? E’ ancora importante la conoscenza storica? Sono alcune domande, forse retoriche, alle quali qualche studente delle scuole superiori potrebbe obiettare: “Ma se ciò di cui abbiamo bisogno è vivo e operante nel presente, e ancor più nelle promesse tecnologiche del futuro, a che scopo conservare memoria del passato? I problemi da risolvere sono davanti a noi, non dietro le nostre spalle. Qual’è il vantaggio del ricordare?” 1 . E’ infatti coscienza piuttosto comune che lo stile dominante ed i valori del nostro presente tendano ad “appiattire sul presente” ed a rendere accessorio lo studio della storia. Ma proprio ribaltando questa concezione, ridando valore e legittimità alla Storia, e al suo studio, è possibile stabilire un punto di partenza. Ritengo infatti la Storia, e di conseguenza, il suo insegnamento, un elemento fondamentale per la maturazione intellettuale e sociale dei giovani, nonché un passaggio indispensabile al raggiungimento di una coscienza che possa permettere di comprendere e affrontare le problematiche del nostro presente, e del nostro futuro. Andando avanti con le domande, a questo punto, è dunque lecito chiedersi: “perché una tesi in Storia contemporanea, proprio sul Sessantotto?”. Domanda alla quale rispondo, innanzitutto, perché prima di iniziare questa tesi, il Sessantotto era per me una specie di oggetto misterioso, di cui avevo sentito molto discutere, ma del quale possedevo una conoscenza parziale e incompleta. E’ stata quindi una ricerca personale guidata inizialmente dall’interesse e dalla curiosità, ma approfondendo lo studio mi sento di sottolineare inoltre che il Sessantotto è importante perché ha una rilevanza storica. In quanto esso ha rappresentato allo stesso tempo “la fine di un’epoca, 1 P. Bevilacqua, Sull’utilità della storia per l’avvenire delle nostre scuole, Roma, Donzelli, 1997, pag. VII.

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