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Slow Food da movimento a istituzione

Informazioni tesi

  Autore: Manuela Carletti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Giuseppe Bonazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

La tesi da me sostenuta è che Slow Food rappresenta oggi un modello di organizzazione che si è progressivamente istituzionalizzato diventando una fonte di legittimazione e di riconoscimento sociale sull’ambiente in cui si trova ad operare. Questo lavoro è stato concepito con l’obiettivo di indagare , descrivere e valutare questo percorso.
La ricerca svolta in queste pagine è frutto di una scelta ambiziosa e non priva di difficoltà legate soprattutto alla raccolta dei dati e all’accesso al campo. In effetti, sebbene fino ad oggi sia stata prodotta un’ampia letteratura che descrive come la filosofia di Slow Food sia diventata un pensiero collettivamente condiviso, non esiste ancora nessun studio di sociologia che analizzi i profondi cambiamenti strutturali che hanno accompagnato la sua evoluzione. Questi hanno riguardato ogni aspetto di Slow Food: dagli assetti regolativi e istituzionali, alle strutture territoriali; dalle logiche operative alle tematiche sostenute. Ho cercato di esaminarli un po’ tutti. La mia analisi non si è limitata a ricostruire le dinamiche di cambiamento “ strutturale” che si possono cogliere semplicemente confrontando l’evoluzione dell’organizzazione interna dalla sua nascita ad oggi, ma si sofferma anche sul cambiamento intervenuto tra i soggetti che lavorano presso Slow Food. Attraverso le interviste compiute ho cercato di offrire uno spaccato di come i diversi attori interpretano la cultura slow, i cambiamenti organizzativi avvenuti e il relativo impatto sulle loro attività.

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1 Introduzione Questa tesi nasce dal desiderio di affrontare in una prospettiva storica e sociologica l’ascesa di un’organizzazione che ha conosciuto soprattutto negli ultimi anni un successo senza precedenti a livello economico, culturale e anche politico. Ad essa va riconosciuto il merito di aver fatto comprendere all’esterno il valore dell’enogastronomia mettendo in discussione l’entroterra culturale e sociale che per secoli aveva dato poca importanza a questo concetto. Partendo dalla celebrazione del gusto, nel corso degli anni Slow Food è giunta ad affrontare nuove tematiche che concernono la biodiversità e l’agricoltura sostenibile. Oltre ad aver introdotto l’idea di ecogastronomia proponendosi come strumento di forte innovazione culturale, l’Associazione ha anche ricevuto un ampio consenso che coinvolge oggi gran parte del mondo politico ed accademico. Mi sono resa conto partecipando personalmente all’ambiente sociale di Slow Food, associandomi e prendendo così parte agli eventi che l’Associazione promuoveva, che l’originalità di questa organizzazione non era mai stata affrontata in termini sociologici, in particolare da un punto di vista organizzativo. Attraverso il mio lavoro di ricerca e raccolta delle informazioni, che ha richiesto il tempo e la disponibilità dei soggetti che ho contattato per intervistare, ho constatato che la maggior parte della letteratura su Slow Food teneva in gran conto la filosofia, la mission e la storia dell’Associazione ma trascurava il ruolo della sua dimensione organizzativa.

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