Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il sequestro di persona in Sardegna

Col presente lavoro ci proponiamo di affrontare la problematica dei sequestri di persona a scopo di estorsione in Sardegna. Il fenomeno delittuoso, così radicato nell'ambito della società e cultura sarda, e barbaricina in particolare, verrà esaminato nelle sue cause e motivazioni al fine di dimostrare la validità di alcune tesi formulate circa la genesi del fenomeno; esamineremo principalmente le teorie proposte negli anni '50 e '60 dal Prof. Antonio Pigliaru, già docente di Dottrina dello Stato presso l'Università di Sassari, teorie definite "del passaggio dall'abigeato al sequestro di persona" e "del risentimento". Nel primo capitolo analizzeremo la fenomenologia del sequestro, definendo l'area d'interesse nello studio del delitto, la Barbagia, nonché le ragioni geografiche, storiche e socioeconomiche determinanti il primato barbaricino e sardo nella consumazione del reato. Esamineremo, successivamente, le modalità esecutive del sequestro, analizzando i reati più tipici dell'ambiente agropastorale barbaricino; in particolare l'abigeato (furto di bestiame), per la sua similitudine esecutiva col sequestro, ci introdurrà alla fasi vere e proprie del delitto, nell'ultimo paragrafo del primo capitolo affronteremo, invece, le problematiche dei sequestri, l'ambiente di provenienza dei sequestratori, i collegamenti della criminalità barbaricina con gli ambienti extrapastorali e la criminalità organizzata nonché l'influenza dei sequestri sull'economia della Barbagia. Nel secondo capitolo, dopo aver esaminato l'esistenza in Barbagia di un ordinamento giuridico autonomo, l'ordinamento barbaricino, e di un codice "della vendetta", teoria proposta dal Pigliaru nell'alveo della "pluralità degli ordinamenti giuridici" del Santi Romano, analizzeremo la figura del furto nell'ambito giuridico barbaricino e la sua "irrilevanza" dal punto di vista etico e penale; le ragioni della mancanza di riprovazione pel furto, ci permetteranno di affrontare l'esame della teoria del "passaggio dall'abigeato al sequestro di persona"; i limiti della cennata costruzione teorica, pertanto, rappresenteranno i punti di partenza nell'elaborazione della teoria del risentimento. Il terzo capitolo sarà dedicato all'esame statistico dei sequestri di persona, sulla base dei dati acquisiti presso la Sezione Anticrimine di Cagliari dell'Arma dei Carabinieri; lo studio statistico, altresì, ci permetterà di verificare la validità delle conclusioni proposte dalla teoria del risentimento. Il quarto ed ultimo capitolo sarà dedicato alla formulazione di ipotesi circa lo sviluppo del sequestro di persona ed all'esame delle modalità di prevenzione e repressione adottate nel corso del tempo; verrà svolta, nel contempo, una disamina degli interventi correttivi auspicabili da parte dello Stato, evidenziando i limiti delle soluzioni formulate ed adottate dall'ordinamento statuale e dalle Forze di polizia, in generale.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 I N T R O D U Z I O N E Col presente lavoro ci proponiamo di affrontare la problematica dei sequestri di persona a scopo di estorsione in Sardegna. Il fenomeno delittuoso, così radicato nell'ambito della società e cultura sarda, e barbaricina in particolare, verrà esaminato nelle sue cause e motivazioni al fine di dimostrare la validità di alcune tesi formulate circa la genesi del fenomeno; esamineremo principalmente le teorie proposte negli anni '50 e '60 dal Prof. Antonio Pigliaru, già docente di Dottrina dello Stato presso l'Università di Sassari, teorie definite "del passaggio dall'abigeato al sequestro di persona" e "del risentimento". Nel primo capitolo analizzeremo la fenomenologia del sequestro, definendo l'area d'interesse nello studio del delitto, la Barbagia, nonché le ragioni geografiche, storiche e socioeconomiche determinanti il primato barbaricino e sardo nella consumazione del reato. Esamineremo, successivamente, le modalità esecutive del sequestro, analizzando i reati più tipici dell'ambiente agropastorale barbaricino; in particolare l'abigeato (furto di bestiame), per la sua similitudine esecutiva col sequestro, ci introdurrà alla fasi vere e proprie del delitto, nell'ultimo paragrafo del primo capitolo affronteremo, invece, le problematiche dei sequestri, l'ambiente di provenienza dei sequestratori, i collegamenti della criminalità barbaricina con gli ambienti extrapastorali e la criminalità organizzata nonché

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco De Marchi Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5836 click dal 24/10/2007.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.