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Imprese vitivinicole e strategie competitive nel Trevigiano

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Russo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giovanna Trevisan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

Tramite questo lavoro si è cercato di spiegare come il mercato della domanda e dell’offerta siano cambiati in questi anni, come le imprese vitivinicole italiane e, soprattutto, quelle della Provincia di Treviso si siano adeguate al cambiamento e quali strategie stanno adottando per consolidare e/o acquisire nuove quote di mercato.
Nel primo capitolo si evidenziano i tre aspetti che, a mio parere, più influenzano le scelte delle imprese: l’offerta di mercato, la domanda di mercato, il settore distributivo.
Per quanto riguarda l’offerta di mercato si confrontati i dati degli ultimi 15 anni, cercando di comprendere come l’influenza delle autorità locali, nazionali e sovranazionali (U.E.) abbiano contribuito alla formazione di una nuova tipologia di offerta.
La domanda, cioè il consumo, è forse il perno cruciale sul quale ruota tutta l’attività del produttore vitivinicolo. Con le continue evoluzioni incorse negli ultimi decenni ha obbligato le imprese vitivinicole ad interessarsi di più all’aspetto economico-strategico del settore.
La distribuzione del prodotto rientra tra le funzioni più importanti che un’impresa deve assolvere, perché il valore di un prodotto non è caratterizzato solo dalle sue caratteristiche intrinseche ed estrinseche, ma anche dai tempi di consegna, dai luoghi e dalle modalità mediante le quali viene reso disponibile ai consumatori. E’ proprio per questo motivo che si è ritenuto opportuno, visto la trasformazione del settore distributivo e l’importanza che ha assunto per le imprese del comparto vitivinicolo, delinearne le caratteristiche.
Nel secondo capitolo si è cercato di spiegare quali sono le principali strategie possibili per un’impresa, rifacendosi alla ormai consolidata teoria di Porter sulla leadership di costo e la differenziazione del prodotto, e proponendo una visione più attuale e particolareggiata del processo strategico di queste imprese creata da Pilati. Già dalla prima lettura ho capito che il suo pensiero si adattava perfettamente al caso che stavo per analizzare e quindi l’ho proposto come teoria principale da prendere in considerazione. Nonostante ciò in molti passaggi si riconosce la base teorica del modello di Porter, per cui anche quest’ultimo risulta fondamentale per la comprensione del primo.
Egli mette in evidenza tre tipi di strategie fra loro differenti a seconda del contesto in cui l’impresa viene collocata di volta in volta.
Le strategie di mercato vengono utilizzate dopo aver decifrato i più importanti segnali derivanti dall’analisi della domanda e dell’offerta.
Con le strategie di filiera, invece, si pone l’accento sulle possibili economie che possono derivare dal posizionamento dell’impresa in uno stadio della filiera grazie all’applicazione di determinate politiche.
Attraverso le strategie di canale si vuole abbandonare il concetto astratto di filiera e sostituirlo con il concetto di canale distributivo. Quest’ultimo è il mezzo attraverso cui il prodotto fruisce al consumatore e in quanto tale crea delle situazioni sfruttabili dall’impresa attraverso l’utilizzo di tattiche particolari.
Nell’ultimo capitolo si è preso in considerazione l’intero mercato vitivinicolo della Regione Veneto, se ne sono delineati gli aspetti principali con riferimento anche alle zone di produzione della Marca Trevigiana.
Di seguito si sono analizzati i dati raccolti di alcune imprese vitivinicole della Provincia di Treviso (in particolare di imprese medio-grandi appartenenti ai distretti di produzione controllati dai tre Consorzi: Conegliano e Valdobiadene, Montello e Colli Asolani e Piave).
L’indagine rivolta alle principali aziende di trasformazione è stata svolta attraverso un questionario sottoposto alla visione del titolare/Presidente dell’impresa o al responsabile della comunicazione/marketing, che ha provveduto alla compilazione. E’ utile precisare che questo lavoro non è stato facile e nemmeno immediato.
Ad ogni modo sono venuto in possesso di un numero di questionari tale da poter essere in grado di catturare le caratteristiche fondamentali della tipica impresa presente nella Provincia. Inoltre, ho spesso fatto ricorso ad informazioni tecniche fornitemi da operatori del settore.

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Introduzione "Vino" ha origine dalla parola sanscrita "vena", formata dalla radice ven (amare, da cui Venus, Venere). Questa parola ha dato luogo alle altre definizioni: "oinos", in greco; "vinum", in latino; "wein" e "wine" nelle lingue germaniche e anglosassoni. Il vino è, dunque, storicamente per tutte le civiltà, fonte di vita, di gioia, d'amore e di voglia di vivere. La "sacralità" della vite e del vino è evidente e sviluppata nelle tradizioni religiose e letterarie sia dei Greci che dei Latini. Nell'Olimpo delle divinità greche, un posto importante era riservato a Dionisio, figlio di Zeus e protettore della natura, ed a Roma, la devozione verso Bacco, il dio dell'uva e della felicità, era molto diffusa: spesso le gioiose cerimonie in suo onore, i baccanali, si coloravano di aspetti molto popolareschi e goderecci (poi regolamentate per reprimere gli eccessi). Il vino era riservato solo agli uomini: le donne non potevano avvicinarsi a questo liquido sacrificale, per loro impuro. All'inizio, il vino era poi un vero e proprio "status symbol": un prodotto elitario per l'elevato costo e quindi riservato alle classi ricche e nobili. Il vino fu anche una delle prime merci ad essere barattate dalle prime civiltà unite dal commercio internazionale; allora come oggi, furono coloro che abbracciarono la filosofia della qualità che ottennero più successo nel mercato. Il Novecento è poi il secolo del calo dei consumi ("bere poco, ma bere bene"), della riscoperta degli effetti benefici del vino sulla salute, dello scandalo al metanolo (1986), della guerra per i vini da taglio tra Italia e Francia (metà degli anni Settanta), del lancio dell'enoturismo e della socialità del vino, del matrimonio tra vino e finanza, e, di recente, della corsa alla valorizzazione dei vitigni autoctoni. 1

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