Skip to content

L'eccesso inoperoso del piacere nella filosofia contemporanea

Informazioni tesi

  Autore: Cristian Bertoli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Gianluca Solla
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

Ciò che insiste, in questo testo, è il tentativo di aprire uno spazio in cui emergano alcune delle questioni fondamentali riguardo al piacere. Più che un tentare, più che un tentativo, questa apertura rappresenta un lasciarsi tentare, una tentazione. La tentazione che qui ci viene offerta, è quella di una riflessione intorno al piacere e intorno a ciò che esso mette in gioco, ciò che esso sollecita, ciò che mette in discussione, ciò che mette in crisi. Questa apertura è anche una riflessione sulla natura dell’uomo: del resto, la tentazione stessa non smette di incalzare l’umana natura, di riguardare l’uomo nella sua fragilità, di toccarlo, di coinvolgerlo. L’uomo è animale razionale non più di quanto sia esposto alla tentazione. Il piacere concerne proprio questo principio espositivo, questa radicale, costitutiva esposizione. Esso è un’esperienza che non possiamo valutare: “è ciò di cui nulla riuscirà mai a rendere conto” : ogni valutazione, ogni criterio, ogni misura, rappresenta una chiusura nei confronti del piacere, perché il piacere è sempre eccessivo. Se valutassimo l’utilità, la convenienza, i rischi, se tentassimo un bilancio, saremmo in una logica produttiva (nel mondo del lavoro) che impedisce di fatto l’accesso al piacere, il quale, al contrario, rappresenta una cieca perdita, un movimento animale al di fuori di ogni logica della sopravvivenza e della convenienza. Che il piacere non sia valutabile significa anche che non lo si può mettere sul piano dei valori, in quanto esso non è una merce (che si possa scambiare o misurare), non è un oggetto, perché non lo si può possedere né tanto meno gestire. Il piacere non è una cosa.
Questo dato di fatto incalcolabile è un’esperienza non riconducibile a quel tipo di conoscenza che mette in gioco le categorie di soggetto e oggetto : se il piacere non è un oggetto, la sua esperienza non può in nessun modo derivare dalla conoscenza oggettiva, così come esso non può dar luogo ad una conoscenza propriamente detta. Del resto non è possibile provare piacere se non entrandovi, lasciandoci prendere, abbandonandoci ad esso (è quindi impossibile farne esperienza restandone fuori). Come dice Nancy, “la scienza del piacere è impossibile” , ed è impossibile non tanto (o non solo) perché il piacere è per essenza eccessivo (e quindi eccede ogni determinazione), è fuggevole, irrazionale, ma (anche) perché il metodo di ricerca adottato dalla scienza non può che mancarlo costitutivamente: il tentativo di appropriarsene, di afferrarlo, lo dissolve magicamente senza lasciarne traccia.
Il piacere sovverte l’autorità del soggetto su se stesso: abbandonarsi ad esso significa esserne presi, significa rinunciare al ruolo della volontà e dell’Io, che alimentano l’illusione di avere il controllo su noi stessi e sulla nostra vita, significa uscire dalla logica di dominio e di possesso, significa accettare che (per larga parte) non possiamo gestire ciò che siamo e ciò che ci accade, significa riconoscere la nostra impotenza, la nostra instabilità, la nostra fallibilità, la nostra debolezza, la nostra fragilità. Il piacere è quella apertura che lacera l’identità. È l’apertura di una ferita: l’abbandono che esso richiede apre al piacere quanto al dolore.
Il piacere è anche un modo di stare nel tempo, una temporalità, una dimensione temporale. Il problema del tempo è sempre un nodo difficile da dissipare, un enigma che merita di essere rivelato (più che svelato, giacché svelare un enigma è sempre svilire un enigma). Il piacere mette in gioco l’istante che si perde, si consuma, l’adesso che non consente rimandi, rinunce, trattenimenti, esitazioni. È l’istante che si contrappone al progetto salvifico, alla promessa (la promessa di riscossa, di riscuotere, di un riscatto, di un risarcimento): il qui e ora, contro la pesantezza delle nostalgie del passato e delle appropriazioni indebite del futuro.
Il piacere ha a che fare con la vita: c’è un’eccedenza costitutiva, un’esuberanza che ci impedisce di oggettivarla (malgrado il nostro tentativo di controllarla e normalizzarla). La vita tende all’eccesso, all’anarchia. Come il piacere, essa è un puro accadimento: succede, insiste, avviene. La vita è essenzialmente movimento, irrisarcibile perdita: tentare di afferrarla, di fissarla, è già tentare di negarla. Per questo, al di là di ciò che si propone esplicitamente, la logica immunitaria vorrebbe preservarci dalla vita stessa. Ogni vita infatti è, contemporaneamente, piacere e dovere, ossia caotica e irrefrenabile danza, e fonte di profitto: la società tenta di estirpare l’eccesso, l’elemento osceno, l’indecenza della vita per poterne fare un’efficace strumento di profitto, ossia perché essa non si perda, non si consumi. Ma in questo modo, con la scusa di dare dignità alla vita, e di proteggerla da se stessa, dal proprio scomporsi e consumarsi, il potere sacrifica la vita in nome della sopravvivenza.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Ciò che insiste, in questo testo, è il tentativo di aprire uno spazio in cui emergano alcune delle questioni fondamentali riguardo al piacere. Più che un tentare, più che un tentativo, questa apertura rappresenta un lasciarsi tentare, una tentazione. La tentazione che qui ci viene offerta, è quella di una riflessione intorno al piacere e intorno a ciò che esso mette in gioco, ciò che esso sollecita, ciò che mette in discussione, ciò che mette in crisi. Questa apertura è anche una riflessione sulla natura dell’uomo: del resto, la tentazione stessa non smette di incalzare l’umana natura, di riguardare l’uomo nella sua fragilità, di toccarlo, di coinvolgerlo. L’uomo è animale razionale non più di quanto sia esposto alla tentazione. Il piacere concerne proprio questo principio espositivo, questa radicale, costitutiva esposizione. Esso è un’esperienza che non possiamo valutare: “è ciò di cui nulla riuscirà mai a rendere conto” 1 : ogni valutazione, ogni criterio, ogni misura, rappresenta una chiusura nei confronti del piacere, perché il piacere è sempre eccessivo. Se valutassimo l’utilità, la convenienza, i rischi, se tentassimo un bilancio, saremmo in una logica produttiva (nel mondo del lavoro) che impedisce di fatto l’accesso al piacere, il quale, al contrario, rappresenta una cieca perdita, un movimento animale al di fuori di ogni logica della sopravvivenza e della convenienza. Che il piacere non sia valutabile significa anche che non lo si può mettere sul piano dei valori, in quanto esso non è una merce (che si possa scambiare o misurare), non è un oggetto, perché non lo si può possedere né tanto meno gestire. Il piacere non è una cosa. Tuttavia non si può negare che esso si dia, che esso insista, che sia un dato di fatto: come dice Bataille, “in noi si danno momenti di eccesso, e questi momenti mettono in gioco il fondo stesso della nostra vita; se negassimo tali momenti disconosceremmo quello che siamo”. Sono “momenti che la ragione ignora. Per definizione, l’eccesso è estraneo alla ragione (che pondera). La ragione si collega al lavoro, all’attività laboriosa, che è l’espressione delle sue leggi… Rispetto ai calcoli in cui entrano in considerazione l’utilità e lo spreco di energia, l’attività voluttuosa è ritenuta eccessiva nella sua essenza. Tanto più che in generale la voluttà non si preoccupa delle conseguenze” 2 . Preoccuparsi delle conseguenze è già inserirsi in una logica immunitaria, è già calcolare, valutare: è già uscire dalla dinamica del piacere. 1 Georges Bataille, L’erotismo, Milano, ES, 1997 (p. 39). 2 Ibid., p. 160.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

animalità
bataille
debolezza
desiderio
dismisura
dolore
eccesso
erotismo
esporsi
ferita
fragilità
identità
immanenza
impotenza
inappropriabile
incalcolabile
nancy
natura umana
paura
piacere
tentazione

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi