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Il dosaggio dell'apolipoproteina E mediante nefelometria: controllo di qualità e significato diagnostico

L’apolipoproteina E è una glicoproteina plasmatica e tissutale codificata da un gene polimorfico situato, nell’uomo, sul cromosoma 19. Il ruolo biologico e fisiopatologico di questa proteina è sotto indagine da circa 12 anni e, stando ai risultati attuali, lo si può riassumere in due parole chiave: funzione regolatoria e strutturale nell’ambito sia del metabolismo lipidico che della rigenerazione di vari tessuti. Per quanto riguarda il metabolismo lipidico, il polimorfismo del gene che codifica per l’ApoE rende conto di una frazione di variabilità inter-individuale nei livelli medi di colesterolo-LDL e di altre frazioni lipidiche come i VLDL-remnants, che sono fortemente aterogeni. In oltre uno dei tre alleli principali dell’apolipoproteina E, l’epsilon-2 in stato di omozigosi, è un fattore necessario ma non sufficiente per la comparsa di una grave dislipidemia ereditaria: la iperlipidemia familiare di tipo III. Il ruolo dell’ApoE nello sviluppo dell’ateroscleròsi e, in particolare, della cardiopatia ischemica, è stato indagato a fondo e con risultati, in parte, contrastanti. Attualmente l’ipotesi più accreditata è che la conoscenza del genotipo dell’ApoE di un individuo asintomatico ma a rischio per la cardiopatia ischemica, non migliorerebbe la capacità predittiva, in termini di probabilità, della malattia delle coronarie. In ogni caso l’analisi delle isoforme dell’ApoE è ancora appannaggio di pochi laboratori specializzati. Per favorire gli studi sulla valutazione del significato clinico-biologico della concentrazione sierica dell’ apolipoproteina E, abbiamo allestito un lavoro sperimentale sul controllo di qualità del dosaggio nefelometrico di tale proteina. Attualmente l’importanza diagnostica della concentrazione sierica dell’ApoE non è nota. L’immuno-nefelometria automatizzata si è dimostrata una tecnica analitica efficiente ed attendibile, non solo nel dosaggio dell’ApoE ma anche di altri numerosi analiti proteici, e il suo ruolo nei laboratori di medie e grandi dimensioni è a tutt’oggi insostituibile. L’attendibilità delle misure nefelometriche dipende dal rispetto di una modalità operativa riassumibile in tre punti:
1) conoscenza dei parametri di conservazione ottimale dei campioni biologici;
2) attuazione del controllo di qualità giornaliero e mensile;
3) partecipazione al controllo di qualità inter-laboratori almeno una volta l’anno.

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4 INTRODUZIONE Il ruolo biologico dell’ApoE in sintesi L’apolipoproteina E è una glicoproteina plasmatica e tissutale di 299 amminoacidi, codificata da un gene polimorfico (3 alleli principali) situato sul cromosoma 19 (1, 10, 11) . Sullo stesso cromosoma sono stati pure identificati i geni per l’ApoC-II e il recettore LDL (10) . L’RNA messaggero dell’ApoE, che è lungo 1163 bp, deriva dalla trascrizione di un tratto di DNA lungo 3.7 Kbasi e contenente 4 esoni (1) . Sono anche state identificate la sequenza promotrice , a monte della prima base trascritta, e alcune sequenze di controllo e regolazione della trascrizione (1) . L’mRNA della apoproteina codifica per una singola catena amminoacidica di 317 residui, dei quali gli ultimi 18 all’estremità ammino-terminale costituiscono il peptide segnale (1, 10, 11) . Siccome il trascritto primario è prodotto a livello del reticolo endoplasmico rugoso, il peptide segnale serve anche per il trasporto della catena amminoacidica all’interno del “labirinto” costituito dal reticolo stesso e, successivamente, dall’apparato di Golgi, nel quale avviene la maturazione della proteina (11) . I principali eventi di questa maturazione sono essenzialmente due: glicosilazione (principalmente con acido sialico) a livello del residuo n.194 e clivaggio del peptide segnale (11) . A seconda del tipo di cellula e del tessuto in cui viene prodotta, l’ApoE può essere secreta: a) per semplice esocitosi come proteina libera nel fluido interstiziale (1) ; b) associata a fosfolipidi e lipidi neutri in particelle piccole e discoidali (1) ; c) come costituente della frazione proteica delle VLDL di origine epatica (1, 10, 11) . L’RNA messaggero della apolipoproteina E è stato

Diploma di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Andrea Andrenelli Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.