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Trattamento endovascolare della stenosi carotidea: indicazioni e follow-up.


L’aterosclerosi carotidea costituisce, allo stato attuale, la principale causa di ictus ischemico, mediante un meccanismo prevalentemente di tipo embolico ma anche emodinamico diretto. L’endoarterectomia (TEA), in pazienti con stenosi carotidea, rappresenta il trattamento elettivo per la prevenzione di eventi cerebro-vascolari, con possibilità di successo nettamente superiori alla terapia medica. Lo sviluppo di tecniche endovascolari sempre più raffinate come lo stenting carotideo (CAS) oggi rappresenta una valida alternativa alla TEA. Lo scopo del nostro studio quindi è stato quello di valutare le indicazioni e l’efficacia del trattamento endovascolare con CAS in termini di complicanze cerebrali e cardiache e verificare se criteri relativi alla caratterizzazione ecogenica di placca ci permettano di definire pazienti ad alto rischio di Stroke durante CAS. E’ stato considerato come end-point combinato, la morte, la comparsa di nuovi eventi cerebro-vascolari e la ristenosi. In una popolazione di 51 pazienti, sono stati osservati 5 casi di complicanze neurologiche minori (3 TIA ed 1 “minor Stroke”) di cui 3 (5,8%) come complicanze peri-procedurali (< 30 giorni); e 2 (3,9%) come complicanze post-procedurali al follow up a medio termine (1 anno). Tutte le complicanze si sono verificate per pazienti sintomatici. Nella nostra casistica la comparsa di Stroke e morte a 30 giorni dalla rivascolarizzazione è stata quindi inferiore ai limiti di “sicurezza procedurale” definiti dalle linee guida dell’American Heart Association, ovvero <6% in pazienti sintomatici e <3% in pazienti asintomatici. Come predittori di rischio di eventi avversi i pazienti che si presentavano sintomatici prima della procedura e quelli con occlusione carotidea controlaterale manifestavano in maniera statisticamente significativa (p<0,5) eventi dopo la rivascolarizzazione, mentre sebbene non siano state riscontrate differenze statisticamente significative per il limitato numero di pazienti, tendevano a manifestare eventi dopo la rivascolarizzazione quelli con lesioni aterosclerotiche di tipo calcifico e la cui estensione coinvolgeva la biforcazione carotidea. Al contrario non abbiamo riscontrato alcuna correlazione positiva con l’entità della stenosi, l’età del paziente e con alcuni fattori di rischio aterosclerotico, risultati che potrebbero ulteriormente essere in favore dell’utilizzo della procedura di rivascolarizzazione con CAS, sebbene i dati debbano essere confermati da uno studio su una popolazione più estesa.
In conclusione quindi, i nostri dati confermano la validità del trattamento con CAS delle stenosi carotidee.

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Stenting Carotideo ___________________________________________________________________ 3 RIASSUNTO L’aterosclerosi carotidea costituisce, allo stato attuale, la principale causa di ictus ischemico, mediante un meccanismo prevalentemente di tipo embolico ma anche emodinamico diretto. L’endoarterectomia (TEA), in pazienti con stenosi carotidea, rappresenta il trattamento elettivo per la prevenzione di eventi cerebro-vascolari, con possibilità di successo nettamente superiori alla terapia medica. Lo sviluppo di tecniche endovascolari sempre più raffinate come lo stenting carotideo (CAS) oggi rappresenta una valida alternativa alla TEA. Lo scopo del nostro studio quindi è stato quello di valutare le indicazioni e l’efficacia del trattamento endovascolare con CAS in termini di complicanze cerebrali e cardiache e verificare se criteri relativi alla caratterizzazione ecogenica di placca ci permettano di definire pazienti ad alto rischio di Stroke durante CAS. E’ stato considerato come end-point combinato, la morte, la comparsa di nuovi eventi cerebro-vascolari e la ristenosi.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Ornella Varrucciu Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6181 click dal 25/10/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.