Skip to content

Il principio di sussidiarietà del trattato di Maastricht

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Busetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Manlio Frigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

Nel febbraio del 1991, esattamente un anno prima della firma del Trattato di Maastricht, il dottor Kurt Schelter, direttore generale presso il ministero degli Affari Federali e Europei in Germania, aveva già le idee chiare a proposito di quello che avrebbe dovuto essere uno dei principi generali del Trattato sull'Unione europea: il principio di sussidiarietà.
Secondo Schelter il progetto dell'unificazione europea poteva essere realizzato soltanto attraverso la nozione di sussidiarietà, già sperimentata nella Germania federale. L'Europa ha un futuro solamente come Europa unita. L'integrazione europea è dunque la condizione essenziale per assicurare una pace duratura nel vecchio continente.
Quando si parla di Unità europea non si intende però centralismo europeo. Non si vuole una unione fatta alle spese di tutti quei valori che caratterizzano l'Europa. Il vero obiettivo da raggiungere è un'Europa che garantisca le diversità culturali, il pluralismo delle società e una politica vicina ai cittadini. L'Europa deve riflettere un'immagine chiara nella quale i cittadini possano identificarsi. Si vuole quindi un'Europa dei cittadini nella quale ciascuno avrà un passaporto europeo, ma manterrà la propria patria d'origine.
L'Europa del futuro deve basarsi su quei principi che danno importanza alla coabitazione tra uomini e ai rapporti tra le comunità; questi non sono altro che i principi di sussidiarietà e di federalismo. Il cittadino europeo deve essere un uomo emancipato che costruisce lui stesso la propria vita in modo responsabile e in base alle proprie forze. La sussidiarietà significa quindi auto responsabilità e autodeterminazione.
Federalismo e sussidiarietà vanno di pari passo in quanto il principio guida per uno stato a struttura federale deve essere la sussidiarietà. Jaques Delors aveva più volte sostenuto che in una Comunità europea senza struttura federale il principio di sussidiarietà non potrà mai diventare principio guida.
Per federalismo si intende un governo centrale che spartisca le competenze con tutte le entità esistenti sul territorio controllando che le decisioni siano prese ad un livello il più vicino possibile ai cittadini. L'autonomia sociale e degli stati rappresenta quindi un elemento indispensabile per il federalismo e la sussidiarietà. Soltanto un'Europa costruita sul federalismo potrà mantenere la diversità dentro l'unità in quanto il federalismo:
- garantisce meglio, rispetto ad uno stato centralizzato, la ripartizione ed il controllo del potere statale;
- preserva le tradizioni e le caratteristiche storiche di un paese;
- intensifica il contatto diretto con i cittadini.
Il principio di sussidiarietà trova le sue origini addirittura nelle opere di grandi filosofi del passati come Aristotele e San Tommaso d'Aquino per poi sfociare in alcune encicliche papali. Una concreta applicazione di tale concetto la si trova nella Costituzione tedesca. Infatti è il principio di sussidiarietà che regola il sistema federale tedesco e stabilisce i rapporti tra lo Stato e i Länder (regioni).
A livello europeo la sussidiarietà fa la sua comparsa nel "progetto Spinelli" di Unione europea adottato nel 1982.
Il principio di sussidiarietà non si applica a quelle materie che sono di competenza esclusiva della Comunità come per esempio la disciplina del Mercato Unico o la Politica agricola comunitaria. Il campo di applicazione di tale principio riguarda tutte quelle nuove competenze comunitarie non esclusive, previste dal Trattato, per le quali la Comunità ha il compito di incoraggiare la cooperazione tra stati membri e se necessario di intervenire per completarne l'operato. A tale proposito vengono usati nel Trattato i termini di "appoggio" e di "azione complementare" i quali sottolineano il carattere suppletivo dell'intervento comunitario in diversi campi come: l'istruzione, la formazione professionale, la cultura, la sanità pubblica, la protezione dei consumatori, le reti transeuropee e l'industria. In tutti questi settori le competenze sono distribuite tra la Comunità e gli stati membri; la Comunità no può sostituirsi agli stati membri nella disciplina di tali materie, ma deve collaborare con loro cercando di instaurare un rapporto abbastanza stretto come accade in Germania tra Stato federale e i Länder. Proprio in questo contesto opera il principio di sussidiarietà il quale funziona semplicemente da ripartitore delle competenze tra Comunità e stati membri; esso stabilisce che la competenza in una certa materia passa alla Comunità qualora "gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli stati membri e passano dunque a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario". Una volta che la competenza è passata alla Comunità viene anche precisato che la sua azione non deve andare "al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del presente trattato".
Questo è in linea generale quanto stabilito dal principio di sussidiarietà nel Trattato sull'Unione europea; con l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht questo principio sarà inserito espressamente, per la prima volta, come principio strutturale dell'ordinamento giuridico dell'Unione europea e quindi sarà messo nella futura costituzione europea.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Nel febbraio del 1991, esattamente un anno prima della firma del Trattato di Maastricht, il dottor Kurt Schelter, direttore generale presso il ministero degli Affari Federali e Europei in Germania, aveva già le idee chiare a proposito di quello che avrebbe dovuto essere uno dei principi generali del Trattato sull'Unione europea: il principio di sussidiarietà (1) . Secondo Schelter il progetto dell'unificazione europea poteva essere realizzato soltanto attraverso la nozione di sussidiarietà, già sperimentata nella Germania federale. L'Europa ha un futuro solamente come Europa unita. L'integrazione europea è dunque la condizione essenziale per assicurare una pace duratura nel vecchio continente. Quando si parla di Unità europea non si intende però centralismo europeo. Non si vuole una unione fatta alle spese di tutti quei valori che caratterizzano l'Europa. Il vero obiettivo da raggiungere è un'Europa che garantisca le diversità culturali, il pluralismo delle società e una politica vicina ai cittadini. L'Europa deve riflettere un'immagine chiara nella quale i cittadini possano identificarsi. Si vuole quindi un'Europa dei cittadini nella quale ciascuno avrà un passaporto europeo, ma manterrà la propria patria d'origine. L'Europa del futuro deve basarsi su quei principi che danno importanza alla coabitazione tra uomini e ai rapporti tra le comunità; questi non sono altro che i principi di sussidiarietà e di federalismo. Il cittadino europeo deve essere un uomo emancipato che costruisce lui stesso la propria vita in modo responsabile e in base alle proprie forze. La sussidiarietà significa quindi auto responsabilità e autodeterminazione. Federalismo e sussidiarietà vanno di pari passo in quanto il principio guida per uno stato a struttura federale deve essere la sussidiarietà. Jaques Delors aveva più volte sostenuto che in una Comunità europea senza struttura federale il principio di sussidiarietà non potrà mai diventare principio guida. Per federalismo si intende un governo centrale che spartisca le competenze con tutte le entità esistenti sul territorio controllando che le decisioni siano prese ad un livello il più vicino possibile ai cittadini. L'autonomia sociale e degli stati rappresenta quindi un elemento indispensabile per il federalismo e la sussidiarietà. Soltanto un'Europa costruita sul federalismo potrà mantenere la diversità dentro l'unità in quanto il federalismo: (1) in Revue du Marcé Commun et de l'Union Européenne, febbraio 1991, n. 344, pp. 338 ss.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi