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D. Lgs. 494/96 – La sicurezza nei cantieri edili (gestione informatizzata nella provincia di Grosseto)

Questo lavoro nasce con il preciso intento di fornire un quadro completo sulla sicurezza del lavoro nei cantieri temporanei e mobili, un argomento, a mio avviso, fino a pochissimo tempo fa troppe volte trascurato.
Ultimamente, dopo il disastroso incidente avvenuto nel cantiere autostradale Siracusa-Catania con un morto e 12 feriti, lo stesso Presidente della Repubblica ha richiamato ad una maggiore attenzione sul problema degli infortuni sul lavoro ed in particolare alla prevenzione dell’evento infortunistico troppo spesso culminante nella morte del lavoratore.
Ad oggi non è più ammissibile morire per lavorare ovvero morire per guadagnarsi da vivere.
Certo è una strada impervia che richiede tempo e pazienza, gradualità e tenacia, che non dà visibilità e non piace ai mass-media, il più delle volte assetati di scoop, di polemiche, di gossip estivi e quindi poco interessati alle sorti del lavoro che non fa “audience”.
E’ di uso comune dire che “prevenire è meglio che curare”, ma mentre questa frase è facile associarla alla parola tumore è molto più difficile farlo per la parola infortuni.
Prevenire significa agire prima, impedire che una determinata patologia si sviluppi o che un evento negativo si verifichi.
La prevenzione non riguarda un’azione incentrata solo su agenti patogeni specifici, ma si allarga fino a coinvolgere gli aspetti comportamentali del singolo individuo (educazione), ed aspetti più ampi di tipo sociale, economico e culturale (promozione).
Essa si fonda sul principio dell’evitabilità della malattia o dell’evento dannoso e dell’evoluzione dei fattori di rischio, si rivolge specialmente a tutti coloro che sono a rischio o che possono mettere a rischio gli altri, ponendosi tra l’individuo e il suo ambiente, prima dell’instaurarsi dell’evento dannoso.
Ma non vi può essere prevenzione se non si programmano interventi specifici che mirano ad un’azione educativa che modifichi consapevolmente e durevolmente atteggiamenti e comportamenti della popolazione, dove l’individuo giochi un ruolo attivo di attore sociale.
Quindi l’obiettivo primario che si pone un’attività preventiva sta nell’agire sullo spazio vitale del soggetto, il che comprende tutti quei sistemi con i quali la persona entra in contatto quali, ad esempio, la scuola, il lavoro, la famiglia, gli amici, ecc…
Sono un Tecnico della Prevenzione e l’esperienza personale, di sei anni nel settore delle costruzioni, troppo spesso mi ha posto davanti a chi trascura le norme di prevenzione sulla sicurezza nelle costruzioni edili: committenti, datori di lavoro, lavoratori autonomi, coordinatori e lavoratori.
Per quanto sopra, ho pensato di analizzare il decreto legislativo n.494 del 1996, rispettando, per facilitare la lettura, la successione degli articoli del decreto stesso cercando di mettere in evidenza tutti gli aspetti, positivi e negativi, che la direttiva 92/57/CEE, da cui appunto nasce il decreto, ha introdotto in materia di sicurezza nei cantieri.
Nell’ultima parte della tesi, è messo in evidenza il fenomeno infortunistico del settore a livello nazionale, Toscano e della provincia di Grosseto, attraverso i dati raccolti da fonti INAIL, ed infine lo stato d’attuazione delle norme grazie al monitoraggio informatizzato, da me realizzato, che è stato introdotto dal 2003 fino ad oggi, per la vigilanza nei cantieri edili nella provincia di Grosseto.

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4 Premessa Questo lavoro nasce con il preciso intento di fornire un quadro completo sulla sicurezza del lavoro nei cantieri temporanei e mobili, un argomento, a mio avviso, fino a pochissimo tempo fa troppe volte trascurato. Ultimamente, dopo il disastroso incidente avvenuto nel cantiere autostradale Siracusa-Catania con un morto e 12 feriti, lo stesso Presidente della Repubblica ha richiamato ad una maggiore attenzione sul problema degli infortuni sul lavoro ed in particolare alla prevenzione dell’evento infortunistico troppo spesso culminante nella morte del lavoratore. Ad oggi non è più ammissibile morire per lavorare ovvero morire per guadagnarsi da vivere. Certo è una strada impervia che richiede tempo e pazienza, gradualità e tenacia, che non dà visibilità e non piace ai mass-media, il più delle volte assetati di scoop, di polemiche, di gossip estivi e quindi poco interessati alle sorti del lavoro che non fa “audience”. E’ di uso comune dire che “prevenire è meglio che curare”, ma mentre questa frase è facile associarla alla parola tumore è molto più difficile farlo per la parola infortuni. Prevenire significa agire prima, impedire che una determinata patologia si sviluppi o che un evento negativo si verifichi. La prevenzione non riguarda un’azione incentrata solo su agenti patogeni specifici, ma si allarga fino a coinvolgere gli aspetti comportamentali del singolo individuo (educazione), ed aspetti più ampi di tipo sociale, economico e culturale (promozione). Essa si fonda sul principio dell’evitabilità della malattia o dell’evento dannoso e dell’evoluzione dei fattori di rischio, si rivolge specialmente a tutti coloro che sono a rischio o che possono mettere a rischio gli altri,

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Massimiliano Paolucci Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4774 click dal 31/10/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.