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Competenza giurisdizionale ed illecito civile in Europa

Il Trattato sull’Unione europea si prefigge di mantenere e sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia in cui siano garantite comuni regole di esercizio della giurisdizione e una libera circolazione delle sentenze. Questo progetto di creare uno spazio unitario è stato realizzato inizialmente attraverso l’adozione della Convenzione di Bruxelles del 1968, che ha fornito una disciplina uniforme per la competenza giurisdizionale in materia civile e commerciale, allargata poi, in virtù della Convenzione di Lugano del 1988, anche agli Stati appartenenti all’A.E.L.S.
Tale percorso normativo è stato proseguito con l’adozione del Regolamento CE n. 44/2001, entrato in vigore il 1° marzo 2002. Le modiche introdotte dal Regolamento non hanno inciso sulla struttura generale e sui principi sui quali è fondato il riparto di competenza in materia civile e commerciale nella Comunità europea. Tuttavia, sono stati apportati dei miglioramenti sia per quanto riguarda la forma del Regolamento, in quanto, a differenza della Convenzione, direttamente applicabile agli Stati membri, sia per i suoi contenuti. Infatti, nonostante i criteri generali e speciali che regolano l’applicazione della competenza giurisdizionale siano rimasti sostanzialmente invariati, si è tenuto conto dei sempre più ampi rapporti tra i vari Stati e del conseguente aumento degli illeciti transfrontalieri.
Il sistema “Bruxelles I” (i.e. Convenzione di Bruxelles e Regolamento n. 44/2001) ha avuto successo, tanto che la stessa legge di diritto internazionale privato italiana ha accolto soluzioni quasi identiche a quelle adottate dalla Convenzione di Bruxelles (art. 3 Legge n. 218/1995).
Un ulteriore passo in avanti verso una sempre maggiore omogeneità tra gli Stati europei è stato fatto con la proposta di Regolamento sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma II), che segue il Regolamento sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali del 1980 (Roma I).
E’ proprio nell’analisi delle problematiche inerenti agli illeciti civili transfrontalieri che il presente lavoro si concentra, con particolare riferimento ai problemi attinenti all’individuazione del giudice competente, senza tuttavia trascurare il tema della legge applicabile.
Attraverso l’analisi della giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee ed, in particolare, di due casi, sono stati analizzati i problemi di diritto internazionale privato (giurisdizione e legge applicabile) con specifico riferimento agli illeciti a mezzo stampa ed alla più recente questione della violazione dei diritti della personalità attraverso internet. Il Regolamento n. 44/2001 non ha considerato in modo specifico questo particolare strumento di diffusione di notizie, sempre più in espansione ed è pertanto interessante notare come la giurisprudenza cerca di ovviare a questa lacuna normativa, adattando le soluzioni normative esistenti alla fattispecie specifica.
Al fine di continuare quel percorso normativo di armonizzazione dei criteri giurisdizionali nell’ambito europeo, iniziato con la Convenzione, è auspicabile che il Parlamento europeo affronti le nuove questioni che vengono poste dall’utilizzazione sempre maggiore del web.

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Prefazione. Il Trattato sull’Unione europea si prefigge di mantenere e sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia in cui siano garantite comuni regole di esercizio della giurisdizione e una libera circolazione delle sentenze. Questo progetto di creare uno spazio unitario è stato realizzato inizialmente attraverso l’adozione della Convenzione di Bruxelles del 1968, che ha fornito una disciplina uniforme per la competenza giurisdizionale in materia civile e commerciale, allargata poi, in virtù della Convenzione di Lugano del 1988, anche agli Stati appartenenti all’A.E.L.S. Tale percorso normativo è stato proseguito con l’adozione del Regolamento CE n. 44/2001, entrato in vigore il 1° marzo 2002. Le modiche introdotte dal Regolamento non hanno inciso sulla struttura generale e sui principi sui quali è fondato il riparto di competenza in materia civile e commerciale nella Comunità europea. Tuttavia, sono stati apportati dei miglioramenti sia per quanto riguarda la forma del Regolamento, in quanto, a differenza della Convenzione, direttamente applicabile agli Stati membri, sia per i suoi contenuti. Infatti, nonostante i criteri generali e speciali che regolano l’applicazione della competenza giurisdizionale siano rimasti sostanzialmente invariati, si è tenuto conto dei sempre più ampi rapporti tra i vari Stati e del conseguente aumento degli illeciti transfrontalieri. Il sistema “Bruxelles I” (i.e. Convenzione di Bruxelles e Regolamento n. 44/2001) ha avuto successo, tanto che la stessa legge di diritto internazionale privato italiana ha accolto soluzioni IV

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefania Pittaluga Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1546 click dal 06/11/2007.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

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