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La dieta di un mondo possibile. L'insostenibilità dell'alimentazione carnea e la svolta vegetariana

Il presente lavoro affronta la tematica dell'insostenibilità multilivello dell'alimentazione a base di alimenti animali. Sono descritti i problemi ambientali -nei singoli argomenti: acqua, foreste...-, economici, sociali derivanti, a vario titolo, dalla presenza di allevamenti e di altre modalità di procacciamento di alimenti di origine animale. Sono proposte alcune strategie politiche per affrontare il problema. E' presente un resoconto delle motivazioniprincipali per l'adozione di una dieta vegana.

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3 Introduzione “ Prima viene lo stomaco, poi la morale.” Bertold Brecht 1 “I crimini più grandi sono commessi non in nome della necessità ma in nome del superfluo. Gli uomini non diventano tiranni per difendersi dal freddo.”. Aristotele, Politica La dimensione alimentare permea innegabilmente tutto il sistema sociale. Anche oggi, nella nostra società occidentale, in cui crediamo di aver superato le barriere culturali che legano un popolo alle sue particolari abitudini alimentari, ciò che mangiamo c’identifica, ci differenzia dagli altri, ci dà uno status. Da sempre l’antropologia ha distinto le società anche in base alle abitudini alimentari, osservando come il cibarsi di un alimento piuttosto che di un altro sia correlato a tutta una serie di caratteristiche nell’organizzazione di una certa comunità (siano esse cause o conseguenze) 2 . Quel che però oggi c’interessa maggiormente, vista la progressiva omologazione culturale connessa all’estrema velocità delle informazioni e dei flussi di merci e di persone e considerata l’incessante crescita della popolazione mondiale, seppure a ritmi ultimamente meno allarmanti, è un altro aspetto della questione alimentare: l’impatto sociale, economico, ambientale di questi stili alimentari. E’ necessario chiedersi quali sono le 1 Bertold Brecht, Opera da tre soldi. Einaudi, Torino, 1963, p.72. 2 L’interesse delle culture agricole è rivolto alla crescita e alla rigenerazione; quello delle culture venatorie, all’uccisione e alla morte. Questi due differenti approcci al ‘nutrirsi della terra ’ comportano due contrapposte visioni del mondo. Le seconde sono presenti in economie dominate dal maschio (divinità maschili, patrilinearità, gerarchie di genere che pongono il maschio al vertice della piramide sociale; qui le donne hanno la quota maggiore di carico di lavoro ed eseguono quasi tutte le attività manuali ‘a basso valore aggiunto’ ), mentre quelle fondate sui vegetali sono più orientate verso il polo femminile (matrilinearità e maggior egualitarismo sotto il profilo economico, in quanto le donne hanno un ruolo fondamentale nella raccolta del cibo e sono perciò in grado di raggiungere una posizione di relativa eguaglianza con l’uomo nelle relazioni sociali). Carol J. Adams, The sexual politics of meat. New York, Continuum, 1990, p.189; J. Campbell, Le maschere di Dio. Introduzione alle culture primitive. Milano, Bompiani, 1962, p.133.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberta Secli Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

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