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L'impatto dell'euro sulla variazione dei prezzi e sulla distribuzione dei redditi in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Avanzato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e finanza
  Relatore: Fabio Prof. Mazzola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

Il lungo percorso di riforma, a seguito del quale nel gennaio 1999 undici paesi hanno adottato una moneta e una politica monetaria comuni è stato completato, tre anni dopo, nel 2002, dalla sostituzione della moneta espressa nelle valute nazionali con quella in Euro.
Il passaggio alla moneta unica ha eliminato l’instabilità derivante dalla variabilità dei tassi di cambio all’interno dell’area. In Italia, come in altri Paesi, essa ha favorito la discesa dei tassi di interesse su livelli molto bassi, riducendo l’onere del debito pubblico e rendendo più convenienti le condizioni di finanziamento per le famiglie e le imprese. L’introduzione delle banconote e monete in Euro, un processo di dimensioni senza precedenti nella storia recente e altamente complesso dal punto di vista tecnico e logistico, è avvenuta in maniera ordinata, senza ripercussioni negative sul funzionamento dei mercati.
Nel periodo successivo all’introduzione del contante in Euro in molti paesi dell’area si è diffusa la percezione che la nuova moneta abbia determinato un cospicuo aumento del livello dei prezzi, nettamente superiore al rialzo moderato registrato dall’Istat.
Questo lavoro, eseguito attraverso un’attenta analisi del materiale a disposizione, mira a verificare se nel periodo di transizione dalla Lira all’Euro (Dicembre 2001 – Gennaio 2002) è effettivamente avvenuto un aumento dei prezzi e se questo ha portato ad una variazione della distribuzione dei redditi.
Il lavoro è strutturato in tre capitoli.

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1 INTRODUZIONE Il lungo percorso di riforma, a seguito del quale nel gennaio 1999 undici paesi hanno adottato una moneta e una politica monetaria comuni è stato completato, tre anni dopo, nel 2002, dalla sostituzione della moneta espressa nelle valute nazionali con quella in Euro. Il passaggio alla moneta unica ha eliminato l’instabilità derivante dalla variabilità dei tassi di cambio all’interno dell’area. In Italia, come in altri Paesi, essa ha favorito la discesa dei tassi di interesse su livelli molto bassi, riducendo l’onere del debito pubblico e rendendo più convenienti le condizioni di finanziamento per le famiglie e le imprese. L’introduzione delle banconote e monete in Euro, un processo di dimensioni senza precedenti nella storia recente e altamente complesso dal punto di vista tecnico e logistico, è avvenuta in maniera ordinata, senza ripercussioni negative sul funzionamento dei mercati. Nel periodo successivo all’introduzione del contante in Euro in molti paesi dell’area si è diffusa la percezione che la nuova moneta abbia determinato un cospicuo aumento del livello dei prezzi, nettamente superiore al rialzo moderato registrato dall’Istat. Questo lavoro, eseguito attraverso un’attenta analisi del materiale a disposizione, mira a verificare se nel periodo di transizione dalla Lira all’Euro (Dicembre 2001 – Gennaio 2002) è effettivamente avvenuto un aumento dei prezzi e se questo ha portato ad una variazione della distribuzione dei redditi. Il lavoro è strutturato in tre capitoli.

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