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Antisocial personality disorder and psychopathy: storical tradition, diagnosis, perspectives

Informazioni tesi

Traduttore: Laura Negrini
  Tipo: Traduzione
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Psicologia
  Relatore: Bruno Baldaro
  Lingua: Inglese
  Num. pagine: 35

Questo documento è una traduzione dall'originale:

"Disturbo antisociale di personalità e psicopatia: tradizione storica, diagnosi, prospettive"

This dissertation talks about antisocial personality disorder and psychopathy, their differences, their sociological impact, perspectives and etiology. Some specifications are made regarding psychopathy in cinematography and a real clinical case of a serial killer.

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Introduction: the evolution of the concept of antisocial disorder and psychopathy Par. 0.0. introduction The purpose of this relation, after having outlined the characteristics of the antisocial disorder of personalities and of psychopathy and their diagnostic principles, is to deepen the argument in the light of the latest updating in literature. We should report to traditional theorizations, to differential diagnosis and above all to the latest researches and prospects of treatment. A further study in depth has been made regarding social representation of psychopathy in the cinema and in reality, making reference to a clinical case. Par.0.1. Evolution of the concepts of antisocial disorder in personality and psychopathy in DSM. The term “psychopathic” was coined with Cleckley’s work (1976), The Mask of Sanity, in which he outlined the main features of psychopathic personality ( I will afterwards talk in detail of this work); this term fell in to disuse in the decades that followed its publication. The term “sociopathic” had been used for a certain period of time, apparently as a reflection of the social rather than psychological origins of some of the troubles shown by these individuals. After the presentation of DSM-II in 1968 the term “antisocial personality” became the favourite denomination. Following the publication of DSM-III in 1980, the concept of antisocial personality disorder has been significantly modified with respect to Cleckley’s original description: the principles of DSM-III have given more diagnostic details in this regard then in any other personality disorder, but have restricted the focal point of the disorder to a criminal population probably related to oppressed and economically disadvantaged lower social classes (Halleck, 1981: Meloy, 1988; Modlin, 1983). Some researchers pointed out that, when the principles of DSM III were applied to criminals in prison, in most cases (50-80%) it was possible to diagnose an antisocial personality disorder (Hare 1983; Hart, Hare, 1998). However completely different results were obtained using diagnostic principles strictly in relation with Cleckley’s statements in which it was emphasized psychopathy. For example, if Hare’s Psychopathy Checklist-Revised was used, only in 25% of the 3

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Parole chiave

absence of regret
absence of sense of guilt
aggressiveness
antisocial
cinema
clinical case
criminality
diagnosis personality disorder
dsm-iv
environment factors
etiology
genetic factors
hospitalization
impulsiveness
irresponsibility
lack of empathy
narcisistic personality
pathogenesis
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perspectives
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