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Siti e culti dei santi militari da Ravenna alla Pentapoli fra tardoantico e alto Medioevo

Informazioni tesi

  Autore: Emma Di Emidio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Alba Maria Orselli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

Il presente lavoro costituisce il risultato di una ricerca finalizzata al censimento dei luoghi di culto aventi una dedicazione riconducibile ai santi cosiddetti “militari”; i parametri spazio-temporali di tale ricerca sono rappresentati dai territori dell’Esarcato e della Pentapoli marittima, dalla riconquista giustinianea alla caduta dell’Esarcato di Ravenna.
Mio particolare interesse era quello di verificare l’ipotesi che i luoghi di culto intitolati ai santi militari fossero il segno di una specifica devozionalità da parte dell’esercito, che fossero, quindi, in connessione con stanziamenti militari di fondazione bizantina; pertanto le attestazioni di culto da me studiate sono state catalogate in base all’associazione ad un centro urbano, ad un insediamento di tipo sparso o ad uno stanziamento militare bizantino.
Benché il proposito iniziale fosse quello di estendere lo studio a tutta l’area della Pentapoli marittima, problemi di tempo, nell’esigenza di non limitarmi ad una enumerazione superficiale, mi hanno consigliato di restringere l’indagine al solo territorio romagnolo, escludendo pertanto le città merchigiane, e il loro territorio, facenti parte della Pentapoli marittima.
Per giungere ai risultati ottenuti sono stati analizzate in primo luogo le fonti stoiche riferibili al periodo in esame, tra cui il Liber Pontificalis di Agnello, il Breviarium Ecclesiae Ravennatis, le edizioni delle carte del X secolo del Benericetti e quella dei papiri ravennati dello Tjäder, quindi gli svariati studi riconducibili all'argomento, primi tra tutti la Storia di Ravenna, quella di Ferrara, Cesena, etc. e numerosi saggi tratti da riviste e monografie.
I primi due capitoli introducono ai risultati della ricerca, il primo illustrando origini e sviluppo del culto dei santi militari, il secondo facendo un quadro storico del periodo preso in esame.
Questa attività di ricerca ha portato alla catalogazione di 29 luoghi di culto, in un’area che si estende da Ferrara a Rimini e comprende Forlì, Cesena, Faenza e i loro ambiti territoriali, la cui dedicazione sia riconducibile al modello della santità militare e collocabile tra VI e VIII secolo.
A Ravenna le 14 attestazioni classificatevi sono tutte inserite nel tessuto urbano e per nessuna è stata accertata, almeno allo stato attuale, la connessione a stanziamenti militari, la cui presenza ne avrebbe influenzato l’intitolazione; si tratta, invece, di attestazioni di culti giunti a Ravenna dalla pars orientis fra l’elevazione a capitale imperiale della città adriatica e la riconquista giustinianea dopo il periodo di dominazione gota.
In 5 casi le attestazioni di culto analizzate sono parse poste in relazione ad abitati di tipo sparso, si tratta dunque di chiese rurali le cui dedicazioni rimandano a cultualità già presenti nel territorio di appartenenza e in alcuni casi, per esempio per S. Vittore in Valle e S. Mamante di Rocca Granaria, a devozionalità precipuamente ravennati.
Sono stati riscontrati tuttavia 7 casi nei quali il luogo di culto era collocato in relazione ad un insediamento militare; è stato dimostrato tuttavia che nei casi di Argenta e di S. Michele di Melara gli edifici di culto erano esterni ai castra di fondazione bizantina, escludendo pertanto una consequenzialità tra dedicazione al santo titolare e stanziamento militare. Negli altri casi non è invece possibile affermare con certezza che gli edifici sacri si trovassero all’interno dei castra, e che di conseguenza la dedicazione fosse segno di una specifica devozionalità.
Si evince pertanto che non è verificabile nel territorio preso in esame, allo stato attuale della ricerca, un rapporto causa-effetto tra insediamenti militari bizantini ed attestazioni di culto dei santi militari.
Tuttavia la presenza in questo ambito territoriale di tali cultualità, a prescindere dall’esistenza o meno di uno stanziamento di truppe associato, testimonia tangibilmente l’importante fenomeno politico, sociale e culturale di militarizzazione della società che raggiunge il suo culmine con la costituzione dell’Esarcato d’Italia.
Inoltre dalla catalogazione dei luoghi di culto è emerso il quadro delle devozionalità facenti capo alla Chiesa ravennate; si è visto quindi come cultualità giunte a Ravenna direttamente da Costantinopoli si siano successivamente irradiate al territorio cui essa faceva capo: emblematiche l’attestazione del culto a san Giorgio in territorio ferrarese, cui viene intitolata l’episcopio della capitale del ducato, e la presenza in tutto il territorio studiato di cultualità specifiche della città di Ravenna, come quelle di san Mama, san Vitale e san Vittore, ulteriore indice del radicamento della Chiesa ravennate nel territorio della sua arcidiocesi.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro costituisce il risultato di una ricerca finalizzata al censimento dei luoghi di culto aventi una dedicazione riconducibile ai santi cosiddetti “militari”; i parametri spazio-temporali di tale ricerca sono rappresentati dai territori dell’Esarcato e della Pentapoli marittima, dalla riconquista giustinianea alla caduta dell’Esarcato di Ravenna. Mio particolare interesse era quello di verificare l’ipotesi che i luoghi di culto intitolati ai santi militari fossero il segno di una specifica devozionalità da parte dell’esercito, che fossero, quindi, in connessione con stanziamentimilitari di fondazione bizantina; pertanto le attestazioni di culto da me studiate sono state catalogate in base all’associazione ad un centro urbano, ad un insediamento di tipo sparso o ad uno stanziamentomilitare bizantino. Benché il proposito iniziale fosse quello di estendere lo studio a tutta l’area della Pentapoli marittima, problemi di tempo, nell’esigenza di non limitarmi ad una enumerazione superficiale, mi hanno consigliato di restringere l’indagine al solo territorio romagnolo, escludendo pertanto le città merchigiane, e il loro territorio, facenti parte della Pentapoli marittima. Analizzanto una delle fonti primarie della mia ricerca, il Breviarium Ecclesiae Ravennatis, sono emerse tuttavia numerose attestazioni di luoghi di culto dedicati a santi militari1 in territorio marchigiano, nell’ambito quindi dei possessi della Chiesa ravennate. Ritengo dunque che la ricerca da me iniziata possa dare esiti molto interessanti se estesa a tuttal’area pentapolitana. 1 “territorio Fanensi in plebe Sancti Angeli”, III.2013, p. 232;“massa territorio Pensarense, plebibus Sancti Cristofori et Sancte […] rei ius sancte Ravennatis ecclesiae”, III.2139, p. 236; “territorio Ausimano, plebe Sancti Georgii”, II.94, p. 142; “de terra Sancti Vitalis ubi est fundata ipsa ecclesia Sancti Vitalis”, 84, p. 46; Breviarium Ecclesiae Ravennatis (Codice Bavaro) secoli VII-X., ed. G. Rabotti, Roma, 1985, FISI 110 1

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