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Dal modello del deficit al modello del dialogo: i musei scientifici la comunicazione scientifica e il dibattito su scienza e società

Informazioni tesi

  Autore: Concetta Perreon
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Comunicazione pubblica sociale e politica
  Relatore: Luigi Amodio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 268

Oggetto di questo lavoro di tesi è l’analisi di un fenomeno molto complesso e attuale, cioè il rapporto tra la scienza e la società, di cui si cerca di mettere in rilievo le principali evoluzioni occorse nel tempo e che, negli anni più recenti, hanno sancito il passaggio dalla “divulgazione scientifica” alla “comunicazione scientifica partecipata”.
Lo studio parte, nello specifico, dal ruolo dei musei scientifici; già dalle prime pagine è possibile verificare che, nel corso della storia, il museo è cambiato, evolvendo dal museo come “teatro della natura” al museo come “teatro per la cittadinanza scientifica”; dal “museo conservativo” al “museo educativo”.
Insomma, ogni epoca ha avuto le sue istituzioni museali, con specifiche missioni e finalità spesso diverse.
Altro punto fondamentale della tesi è l’analisi di quella che definiamo “condizione della scienza post-accademica”, nonché dei principali caratteri della comunicazione pubblica della scienza oggi. Un’analisi corroborata, anche, da un lavoro di indagine empirica che vuole inquadrare questi temi attraverso le testimonianze e le esperienze di chi è protagonista, in prima fila, di questi fenomeni.
La tesi si articola in quattro capitoli.
Il primo ricostruisce il percorso storico, l’evoluzione che ha portato alla nascita dei science centre contemporanei a partire dalle antiche “camere delle meraviglie”. L’analisi condotta in questo capitolo cercherà di specificare, di questo percorso, i momenti critici e gli eventi più rilevanti – interni ed esterni alle vicende scientifiche in senso stretto – che hanno condizionato gli sviluppi dell’istituzione museale scientifica nelle successive epoche storiche.
Il secondo capitolo, vuole mettere in chiaro i vari aspetti del rapporto tra scienza e società e il ruolo, che ne consegue, della comunicazione scientifica come mediatrice. Alla luce di questo discorso, lo stesso capitolo, nella parte finale, descrive l’importante ruolo che occupano oggi i musei scientifici, in particolare i science centre, i quali possono proporsi come uno dei principali luoghi in cui si può attuare una nuova “cittadinanza scientifica attiva ”.
Il terzo capitolo si propone di introdurre brevemente le strutture della comunicazione scientifica attive nella regione Campania, con particolare riferimento a quelle museali, con l’intento di capire quale sia il loro modo di costruire un nuovo rapporto tra scienza e società, di quali siano la loro storia, i loro strumenti operativi e il loro ruolo.
L’ultimo capitolo ha come obiettivo di capire – attraverso un’indagine qualitativa sul campo basata sul giudizio, l’esperienza e le competenze di osservatori privilegiati, protagonisti a vari livelli e in varie forme della comunicazione scientifica – la condizione della scienza di oggi: di come si è passati dal “modello del deficit” (ossia quel modello di divulgazione scientifica inteso come un’attività di trasmissione unidirezionale, di un sapere scientifico oggettivo, verso un pubblico passivo che, vittima di deficit di conoscenza, ascolta e capisce solo parzialmente l’informazione scientifica) alla comunicazione scientifica partecipata; di quale sia il ruolo della divulgazione e comunicazione scientifica; del ruolo degli esperti di comunicazione scientifica e, infine, del ruolo delle strutture scientifiche: musei, science centre, associazioni scientifiche.
Questa ricerca, naturalmente, non ha lo scopo di presentare una realtà generalizzabile, ma di confutare o meno, almeno in parte, l’ipotesi costruitasi nell’arco della tesi: se cioè sia avvenuto, e come è avvenuto, il passaggio dalla divulgazione scientifica a una comunicazione scientifica partecipata e se il modello del deficit sia, o meno, in crisi.

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- 10 - INTRODUZIONE Oggetto di questo lavoro di tesi è l’analisi di un fenomeno molto complesso e attuale, cioè il rapporto tra la scienza e la società, di cui si cerca di mettere in rilievo le principali evoluzioni occorse nel tempo e che, negli anni più recenti, hanno sancito il passaggio dalla “divulgazione scientifica” alla “comunicazione scientifica partecipata”. Lo studio parte, nello specifico, dal ruolo dei musei scientifici; già dalle prime pagine è possibile verificare che, nel corso della storia, il museo è cambiato, evolvendo dal museo come “teatro della natura” al museo come “teatro per la cittadinanza scientifica”; dal “museo conservativo” al “museo educativo”. Insomma, ogni epoca ha avuto le sue istituzioni museali, con specifiche missioni e finalità spesso diverse. Altro punto fondamentale della tesi è l’analisi di quella che definiamo “condizione della scienza post-accademica”, nonché dei principali caratteri della comunicazione pubblica della scienza oggi. Un’analisi corroborata, anche, da un lavoro di indagine empirica che vuole inquadrare questi temi attraverso le testimonianze e le esperienze di chi è protagonista, in prima fila, di questi fenomeni. La tesi si articola in quattro capitoli. Il primo ricostruisce il percorso storico, l’evoluzione che ha portato alla nascita dei science centre contemporanei a partire dalle antiche “camere delle meraviglie”. L’analisi condotta in questo capitolo cercherà di specificare, di questo percorso, i momenti critici e gli eventi più rilevanti – interni ed esterni alle vicende scientifiche in senso stretto – che hanno condizionato gli sviluppi dell’istituzione museale scientifica nelle successive epoche storiche. Il secondo capitolo, vuole mettere in chiaro i vari aspetti del rapporto tra scienza e società e il ruolo, che ne consegue, della comunicazione scientifica come mediatrice. Alla luce di questo discorso, lo stesso capitolo, nella parte finale,

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Parole chiave

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