Skip to content

Misure di sicurezza e doppio binario: dall'equivoco storico del codice liberale al sistema del codice Rocco. Il paradigma dei manicomi ''criminali''.

Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Flaquinti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Cappellini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 104

La presente ricerca ha per oggetto l’evoluzione storica del rapporto fra le pene e le misure di sicurezza nella legislazione penale italiana, con particolare riferimento al periodo compreso fra il codice penale Zanardelli del 1889 ed il codice penale Rocco del 1930, ma con uno sguardo anche alle esigenze di riforma che più volte si sono manifestate nel corso del periodo repubblicano.
Si è tentato anzitutto di individuare le funzioni assolte da pene e misure di sicurezza nei diversi periodi storici, tenuto conto dell’elaborazione dottrinale che ha accompagnato la redazione dei codici penali italiani e dei vari progetti di riforma.
Si è messo in luce come se da un lato il codice Zanardelli, in coerenza con i principi liberali della Scuola classica del diritto penale, assegnava alle pene la funzione di retribuzione del male arrecato con il reato commesso, dall’altro, tuttavia, disciplinava già alcuni provvedimenti di natura preventiva che si differenziavano dalla pena e che possono essere considerati i precedenti storici delle attuali misure di sicurezza.
A tal proposito, si è passati alla rassegna di quelli che erano i principi propugnati dalla Scuola positiva, la quale sottopose a dure critiche il codice liberale e propose l’unificazione delle misure di sicurezza e delle pene nell’unica categoria delle “ sanzioni criminali “, da applicarsi in considerazione della “ pericolosità criminale “ dei singoli delinquenti, in modo da poterle adattare a ciascuno di essi.
I postulati di questa Scuola portarono all’elaborazione di un progetto di parte generale di codice penale, il c.d. progetto Ferri, che introduceva una classificazione molto dettagliata dei delinquenti e delle sanzioni criminali.
Si trattò, tuttavia, di un progetto mai entrato in vigore, non solo per la sua incompiutezza, ma anche a causa sia dei profondi mutamenti politici intervenuti immediatamente dopo la sua elaborazione sia della necessità del fascismo di elaborare un codice che fosse espressione del suo regime.
Sono state quindi trattate le critiche avanzate da una dottrina ormai orientata verso l’unificazione delle contrapposte visioni delle due Scuole; critiche che portarono all’elaborazione di un nuovo codice penale, il codice Rocco del 1930, nel quale pene e misure di sicurezza rappresentavano, nell’intenzione del legislatore, due categorie ben distinte ed aventi finalità e caratteristiche diverse e che, per tale motivo, davano luogo al c.d. sistema del “ doppio binario “.
Nella ricostruzione della disciplina e delle funzioni assolte dalle misure di sicurezza, particolare attenzione è stata dedicata alla nascita ed all’evoluzione dei manicomi criminali, fino alle più recenti modifiche legislative introdotte dal legislatore repubblicano e da importanti pronunce della Corte Costituzionale.
In questa prospettiva, un ruolo fondamentale ha senz’altro giocato la
stessa Carta Costituzionale del 1948, che, con l’attribuire anche alle pene una funzione rieducativa, ha suscitato un vasto dibattito dottrinale, diretto prima a modificare e poi ad eliminare il sistema del doppio binario, vista l’identità di funzioni che pene e misure di sicurezza hanno finito per svolgere nel corso degli oltre 70 anni di vigenza del codice Rocco.
Un dibattito che ha trovato conferma nella legislazione penale più recente, che ha portato a restringere notevolmente il campo di applicazione delle misure di sicurezza.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
6 Capitolo 1 Il codice Zanardelli e il confronto fra la Scuola classica e la Scuola positiva Sommario: 1.1 Le contraddizioni del codice penale sardo del 1859 1.2 La pena nel pensiero della Scuola classica e della Scuola positiva 1.3 I caratteri del codice Zanardelli 1.4 Istituti e provvedimenti di natura preventiva nel codice Zanardelli 1.5 La nascita dei “ manicomi criminali “ 1.1 Le contraddizioni del codice penale sardo del 1859 La codificazione italiana preunitaria presentava insieme caratteri di continuità e di rottura rispetto al pensiero illuministico ed alla legislazione penale dell’inizio dell’800. Il codice penale sardo del 1859, destinato a diventare il primo codice penale dell’Italia unita, in coerenza con i principi dell’Illuminismo, stabiliva le garanzie della stretta legalità e dell’irretroattività della legge penale e disponeva il divieto di aumentare, diminuire o commutare le pene, se non nei casi ed entro i limiti stabiliti dalla legge stessa. Tuttavia, “ i principi garantistici erano spesso svuotati da norme penali incriminatici funzionali ad una tutela privilegiata degli interessi politici ed economici dei ceti dominanti ”. 1 1 C. F. Grosso, G. Neppi Modona, L. Violante, Giustizia penale e poteri dello Stato, Milano 2002, pp.154 ss

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

1889
alimena
carrara
codice
codice rocco
codice sardo
corte costituzionale
criminali
doppio binario
fabrizio flaquinti
ferri
flaquinti
giudiziario
lombroso
manicomi
misura
misure di sicurezza
ospedale
penale
pene
progetto ferri
psichiatrico
sicurezza
zanardelli

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi