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Ruolo e integrazione del private equity nelle economie avanzate

Informazioni tesi

  Autore: René Lundmark
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master in Economics, Institutions and Public Policies
Anno: 2007
Docente/Relatore: Raffaele de Courten
Istituito da: Università Cattolica di Milano, ASERI - Università della Svizzera italiana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

Ruolo e integrazione del private equity nelle economie avanzate

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INTRODUZIONE Il presente lavoro di tesi di master è volto ad approfondire diverse tematiche nell'ambito del private equity (PE). Posti i cardini fondamentali definitori dell'attività oggetto d'analisi, lo scopo diventa poi sottoporre in modo trasparente alla comprensione del lettore diverse problematiche che suscitano l'apprensione, vuoi degli investitori istituzionali, vuoi più o meno direttamente dei risparmiatori, vuoi degli operatori di tale asset class, vuoi dell'opinione pubblica quando si tratta di controversie etiche, vuoi delle autorità pubbliche quando si tratta di regolamentare o deregolamentare o sentenziare nell'ambito di un settore della finanza alternativa caratterizzato da un forte dinamismo evolutivo, soprattutto per quanto riguarda il mercato italiano. Vengono analizzati in modo critico, sia da un punto di vista economico, che etico - giuridico, l'operato e la struttura di un fondo di private equity, identificando i principali conflitti d'interesse e proponendo le principali misure di attenuazione o eliminazione degli stessi, note alla letteratura finanziaria. Si proporranno riflessioni sugli effetti benefici sull'economia reale contrapposti a punti critici insiti al private equity, con l'idea di anche solo identificare dei punti interrogativi che esigono una risposta, senza aver la presunzione di fornirla. Da un punto di vista metodologico, il lavoro si sviluppa su tre parti, in capo alle quali risiede la presente introduzione e in coda alle quali si proporranno le dovute conclusioni. Nella prima parte dopo un’ouverture sulla definizione tecnica di private equity (CAPITOLO 1), verrà descritto lo stato dell'arte del settore del private equity, dalla definizione e descrizione dettagliata delle fasi operative che lo compongono, ai diversi approcci a tali fasi operative (CAPITOLO 2); alle strutture d’investimento che lo veicolano, sia via architetture d’intermediazione diretta che indiretta, nazionale ed internazionale; ai requisiti strutturali degli investitori del settore (CAPITOLO 3). La necessità di introdurre la prima parte definitoria a capo della tesi trova spiegazione nel fatto che, alle nostre latitudini, l'interesse accademico per tale settore non è ancora così consolidato e non sono ancora diffuse cattedre apposite, se non in corsi specialistici. La seconda parte concerne i problemi di valutazione delle performance e delle competenze, alla base dei rapporti tra investitori (sottoscrittori di fondi di private equity), intermediari (gestori di FPE) e imprenditori; espone poi i conflitti d’interesse che tra questi soggetti possono insorgere e come affrontarli sul piano degli incentivi economici e delle clausole contrattuali, in attesa di una maggior regolamentazione del comportamento etico degli operatori PE. Nel CAPITOLO 4 si propone dunque la trattazione tecnica degli indicatori di performance propri al PE, dalla 5

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