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Il Neo-Nomadismo nell'era globale: i viaggiatori del XXI secolo

Informazioni tesi

  Autore: Micol Rosso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione di massa
  Relatore: Valeria Giordano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 279

Lo scopo della tesi è quello di voler analizzare come si è evoluta la figura del viaggiatore attraverso i secoli arrivando a capire la valenza che ha assunto nella società contemporanea.
Partendo dall’analisi dei cambiamenti che ha subito la società negli ultimi decenni, correlati principalmente alla globalizzazione mondiale, all’avvento dei media e delle tecnologie informatiche, all’eliminazione delle distanze dovute ai nuovi mezzi di trasporto divenuti più rapidi, questa dissertazione è atta a dimostrare che la società in cui stiamo attualmente vivendo sia ad alto tasso di nomadismo. Non un nomadismo tradizionale, ma un neo-nomadismo con caratteristiche nuove rispetto al passato.
Inoltre, a causa dei nuovi media interattivi, abbiamo imparato a vivere su due piani paralleli, distinti e separati, ma che talvolta si intersecano in maniera produttiva: il reale ed il virtuale.
Il viaggio perciò di conseguenza, oltre ad essere esperito nel mondo reale, si compie sovente anche nel mondo virtuale.
Entrambi questi fattori hanno contribuito a modificare definitivamente l’approccio che il cittadino contemporaneo ha rispetto al mondo che lo ospita, facendolo sentire più libero di muoversi, ma soprattutto producendo un’autocoscienza di sé stesso in quanto cittadino potenzialmente cosmopolita.
Di conseguenza, la società di viaggiatori che si è andata creando, a causa dei vari fattori analizzati durante il percorso, è una società multisfaccetata e polivalente, difficilmente etichettabile a causa delle diverse personalità che la compongono, ma certamente rappresentativa dei tempi che corrono.
Attraverso le interviste effettuate, che avranno altrettanta importanza all’interno del corpo del testo, quanto le citazioni maggiormente «dotte», si intende appunto sottolineare la pluralità di figure che compongono la categoria del traveller.
Inoltre si vorrebbe dare forte peso alla valenza del viaggio come mezzo utile al fine di una maggior interculturalità e comunicazione (realmente) globale, sottolineando come esso sia uno strumento fondamentale per creare quella tanto agognata società globale verso cui la società contemporanea sta inevitabilmente tendendo.
Per quanto concerne il punto di vista metodologico, si è deciso di utilizzare lo strumento dell’intervista semistrutturata, raggiungendo un totale di 50 interviste rivolte a persone che viaggiano per motivi diversi, in quanto gli intervistati hanno la libertà di andare a fondo della tematica approfonditamente, ma soprattutto si possono sollecitare risposte più sincere.
Tramite le interviste si è voluto approfondire le caratteristiche che accomunano i diversi modi di viaggiare, sottolineando le differenti sfaccettature che invece diversificano i molteplici tipi di viaggiatore contemporaneo.
Inoltre, all’interno del corpo del testo, si è deciso di avvalersi di numerose citazioni letterarie, artistiche, cinematografiche e, naturalmente, scientifiche/tecniche, per sottolineare la forza dirompente del viaggio sulla società e di come l’atto del viaggiare influenzi gli ambiti più disparati.

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4 Introduzione Mai, in nessuna epoca precedente a quella attuale, si è viaggiato in maniera così massiccia e frequente: “la società attuale è caratterizzata da una crescente mobilità degli individui” (Nuvolati, 2006, p. 7). Nel corso della Storia, l’uomo ha sempre viaggiato, in modalità e per ragioni diverse, tanto da far diventare la pratica del viaggio, una sorta di metafora della stessa esistenza umana: Molti hanno osservato che il viaggio è un terreno di metafore di provenienza globale, un giardino di simboli con cui si esprimono transizioni e trasformazioni d’ogni genere. Si è attinto all’esperienza della mobilità umana per esprimere il significato della morte (come « trapasso »), la struttura della vita (come un « cammino » o pellegrinaggio), per strutturare i mutamenti della situazione sociale ed esistenziale in riti d’iniziazione (riti di passaggio) e persino per indicare il movimento attraverso una parte di testo (un passo) (Leed, 1992, p. 13). In quanto metafora, il termine “viaggio” o i vari sinonimi dello stesso, vengono spesso usati come espressioni per rappresentare qualcos’altro. Nel linguaggio comune si utilizza il termine “aldilà”, nel senso del mondo dei defunti, l’espressione “venire al mondo”, intesa come nascere, oppure “andare all’altro mondo”, per il termine morire. Si dice anche “finire fuori strada” se sbagliamo, o che “siamo ad un bivio” se siamo costretti ad una scelta, o che “abbiamo preso una sbandata” se ci siamo innamorati, che “siamo in un vicolo cieco” se ci troviamo in crisi. Insomma spesso sfruttiamo il concetto del viaggio per esprimere fenomeni totalmente diversi: “il viaggio è un terreno comune di metafore perché è famigliare a tutti gli esseri umani che si muovono. Quindi rappresenta una fonte di riferimenti continui per spiegare aree di pensiero o di esperienza (...)” (p. 14). Un’allegoria molto forte per esprimere il concetto del viaggiare, è rappresentato dall’idioma inglese: “a rolling stone”, letteralmente tradotto con “la pietra rotolante”, un modo di dire che simboleggia l’essere in cammino, il continuo errare. È un concetto “attinto al mito degli schiavi neri strappati all’Africa” (Maffesoli, 1997, p. 47) ed è stato sfruttato da celebri cantastorie come Bob Dylan e Muddy Watters i quali cantavano “I’m a rolling stone”, come per affermare con fierezza: “sono una pietra che rotola e non si ferma!” Oltre logicamente al ben noto gruppo omonimo, The Rolling Stones, che ne ha fatto il proprio manifesto. Il viaggio è un evento conturbante, materialmente in grado di modificare il normale e lineare corso delle cose. Dunque è da sempre un’attività creatrice e produttiva di portata globale: “Se esiste insomma una “forza” della mobilità che influenza le realtà umane, essa appare evidente nei caratteri comuni a queste società e generatori delle differenze che le distinguono, caratteri che dovrebbero essere individuabili nel nostro presente, nella nostra società di viaggiatori” (p. 26). L’idea è quella che sempre più persone si spostino su questo pianeta, per motivazioni varie ed in maniera piuttosto disinvolta. Così come le ragioni ed i modi di viaggiare sono cambiati con l’evolversi delle civiltà, parimenti possiamo osservare che il modo di viaggiare contemporaneo è contraddistinto dal momento storico che stiamo vivendo: “il viaggio è una forza centrale e non periferica nelle trasformazioni storiche, della creazione del luogo, della mappa del territorio, insomma la territorializzazione dell’umanità, è un’impresa della mobilità” (Leed, 1991, p. 29). È uno specchio sincero del percorso effettuato dalla storia della società e dagli individui che la compongono: Perciò è importante capire come la mobilità informa i rapporti sociali, se non altro perché le società che emergono da un movimento comune sono una fonte primaria di quelle nuove unità

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