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Problematiche e sviluppo dell' “emission trading”: il caso dell'industria cartaria

I cambiamenti climatici rappresentano sempre più un problema da affrontare in modo diretto e questo non può essere fatto senza un’attenta valutazione del percorso normativo intrapreso dai Paesi firmatari della UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) nel corso degli anni.
Il Protocollo di Kyoto, sottoscritto nel dicembre del 1997, è un documento di importanza storica e rappresenta l’inizio di un interessamento alla riduzione delle emissioni di gas serra.
Come per le Nazioni interessate, anche per la mia tesi, questo è stato solo un punto di partenza.
Si approfondiscono comunque i tre meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto, quali strumenti per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, e quindi: Clean Developement Mechanism (CDM), Joint Implementation (JI) e International Emissions Trading (IET).
Maggiore attenzione è rivolta all’applicazione da parte della Comunità europea di quest’ultimo meccanismo, sfociata nella Direttiva 2003/87/CE, che istituisce un sistema per lo scambio di “quote di emissioni”.
Segue quindi un’analisi della direttiva soffermando l’attenzione sui caratteri identificativi della stessa.
Ovviamente quello che riguarda il nostro Paese non poteva che rappresentare il cuore della tesi.
Tutto si concretizza considerando il caso pratico dell’industria cartaria, della quale vengono illustrate situazioni attuali e problematiche.

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1 Introduzione L’effetto serra è un fenomeno naturale che permette il riscaldamento dell'atmosfera terrestre fino ad una temperatura adatta alla vita. Le attività dell'uomo, in particolare la combustione di vettori energetici fossili e il disboscamento delle foreste tropicali, hanno provocato un aumento sempre più rapido della concentrazione dei gas serra nell'atmosfera alterando l'equilibrio energetico della terra. I cambiamenti climatici riguardano l'aumento, in intensità e frequenza, dei fenomeni estremi (uragani, temporali, inondazioni, siccità, …), l'aumento del livello dei mari, la desertificazione, la perdita di biodiversità. La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC United Nations Framework Convention on Climate Change), approvata a New York il 9 maggio 1992, è la risposta pensata a livello internazionale per contrastare e ridurre al minimo gli effetti negativi dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta. La Convenzione ha come obiettivo la stabilizzazione a livello planetario della concentrazione dei gas ad effetto serra che sono le principali sostanze in grado di interferire ed alterare il clima globale. Fig. 1: Paesi Annex 1

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Matteo Guiducci Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.