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Alcolismo in famiglia: tutti per uno, ognuno per sè

Questa tesi è rivolta a tutti i familiari o amici di alcolisti, a coloro che, pur non essendone colpiti in prima persona, convivono col problema dell'alcolismo, ne subiscono le conseguenze e, come mi son sentita ripeter durante la mia attività di tirocinio in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti ed alcolisti, "non sanno più cosa fare".
Ho cercato, in questa tesi, di scoprire l'alcolismo in tutte le sue sfaccettature, dalle motivazioni che lo inducono, alla sua definizione alle sue conseguenze sulla società, sull'organismo dello stesso alcolista e sull'intero sistema famiglia, nelsue relazioni interne e col mondo esterno.
Cercando una soluzione al "non so cosa fare" del familiare dell'alcolista, ho conosciuto due realtà che si interessano proprio di questo: gli Al-Anon ed i Club degli Alcolisti in Trattamento.
Ho, quindi, vissuto in prima persona un'esperienza di conoscenza all'interno di questi due tipi di gruppi di auto-mutuo aiuto che ha avuto la durata di 3 mesi.
Durante gli incontri ho avuto modo di scoprire le differenze tra i due gruppi, cosa in ciascuno di essi viene richiesto al familiare, quali strumenti gli vengono forniti per ottemperare a tali richieste, quale tipo di sostegno gli viene offerto per affrontare la condizione in cui si trova.
Non solo le molteplici e sostanziali differenze tra i due gruppi sono il fulcro di questo mio elaborato, ma anche e soprattutto, al di là delle differenze metodologiche, ciò che questi hanno in comune e come non si possa definire quale dei due sia il migliore in assoluto, ma ciascun familiare possa capire e decidere quale dei due è il migliore per sè.

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3 Introduzione Si prospettava una giornata come tante altre in quella fredda mattina di ottobre: aspettavo l’arrivo del pulmino che mi avrebbe accompagnata al luogo in cui facevo tirocinio, ero davanti alla casa di uno degli alcolisti che sarebbe uscito all’arrivo del mezzo per salirvi con me. Quella mattina, però, il pulmino intardò e ben presto la solitudine della mia attesa venne interrotta da una signora che uscì dalla casa dell’alcolista e con cui ebbi modo di parlare un po’: era anziana, piena di “acciacchi”, infreddolita, dallo sguardo stanco, le sue parole esprimevano tanta voglia di lottare, quanta sfiducia nel potercela fare, tanto amore, quanto delusione ed amarezza nei confronti del proprio figlio...era la mamma dell’alcolista, il quale sarebbe uscito di lì a poco di casa, ubriaco, per salire con me sul pulmino. Da quella chiacchierata imprevista e per me così toccante ed incisiva, è scaturito in me il desiderio di conoscere il problema dell’alcolismo in una maniera più approfondita e in qualche modo diversa da quella in cui mi è stato presentato durante le lezioni o il tirocinio: volevo arrivare a comprendere e trovare il modo di aiutare quella signora e tanti altri che, come lei, convivono con l’alcolismo di un familiare. Questo desiderio mi ha condotta non solo a ricerche su cos’è l’alcolismo, chi coinvolge ed in che modo, ma anche e soprattutto ad un’esperienza diretta per scoprire se e come il familiare dell’alcolista può fare qualcosa per combattere tale problema e dove può trovare gli strumenti per farlo. Nel primo capitolo, per cominciare, viene dato un nome, un’identità al nemico comune a tutti gli alcolisti, i loro familiari e non solo: l’alcol. Questo viene descritto nelle sue caratteristiche fisiche e nel modo in

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Elena Bronzini Bedini Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3208 click dal 20/11/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.