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L'efficacia del giudicato verso i rapporti dipendenti: dato legislativo, analisi dottrinale e giurisprudenziale



Oggetto dell’elaborato sarà la problematica dell’efficacia del giudicato sostanziale verso una particolare tipologia di rapporti giuridici: i rapporti dipendenti in modo permanente od istantaneo dal rapporto c.d. pregiudiziale o condizionante che sia stato oggetto di un processo e, sul cui accertamento, si sia venuta a consolidare la cosa giudicata materiale.
Può tale giudicato spiegare i propri effetti anche nei confronti dei soggetti titolari di tali rapporti dipendenti che, non avendo partecipato al processo, si configurano come terzi rispetto allo stesso, alla sentenza ed all’accertamento incontrovertibile in essa contenuto?
E se sì, a quale tipologia di rapporti dipendenti? Solo a quelli legati da un vincolo di tipo permanente con il rapporto giuridico principale o anche verso quelli legati da un vincolo che si presenta, secondo recenti ricostruzioni dottrinali, come istantaneo?
Non è facile dare conto di tali quesiti e, dunque, per potere trovare una risposta plausibile in grado di connettersi, senza porsi in contrasto con i seppur scarsi dati normativi in materia, con lo stato del diritto positivo, appare opportuno:

• in primo luogo, considerare i concetti chiave per accedere ad un primo livello di comprensione della tematica, gli articoli del Codice civile e di Procedura Civile che vengono in rilevo (artt. 2909, 1595 C.c., 404 ,105 C.p.c.) ed anche, visto la notevole importanza della materia e le implicazioni che essa porta, il testo costituzionale nell’affermazione dell’inviolabilità del diritto di difesa di cui all’art. 24 Cost.:”Tutti possono agire in giudizio a difesa dei propri diritti e interessi legittimi.La difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.”;
• in secondo luogo, compiere un’analisi critica di quelle che sono le varie teorie presentatesi in Dottrina così passando da quella tradizionale fermamente legata al dettato legislativo dell’Art. 2909 C.c. sostenuta tra gli altri da Attardi; a quella dei c.d. effetti riflessi; passando per la tendenza della c.d. dipendenza ad effetti permanenti o dipendenza civilistica e, infine per l’enunciazione della teoria del Liebman sulla c.d. efficacia naturale delle sentenze.
• In terzo luogo considerare come la Giurisprudenza degli ultimi anni si è posta di fronte ad una questione che, se si parte dall’assunto secondo il quale il Diritto va considerato nel suo “svolgersi” quotidiano come sosteneva, mutatis mutandis, il Calamandrei, non riveste un’importanza meramente teorica.

Salvo per quanto riguarda l’aspetto strettamente positivo dell’enunciazione dei vari articoli che verranno in rilievo, l’analisi che si cercherà di portare avanti, non sarà proposta in modo neutrale bensì sarà “accompagnata“ dai commenti di chi scrive.

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3 CAPITOLO I Introduzione SOMMARIO: 1.1. Oggetto dell’elaborato. – 1.2. Definizione di giudicato sostanziale e dei suoi limiti soggettivi. – 1.3. Art. 2909 C.c. come enunciazione del principio dell’efficacia del giudicato limitata “inter partes”. – 1. 4. I rapporti dipendenti: Art. 1595, 3° comma C.c.: ipotesi di estensione ex lege. 1.1 Oggetto dell’elaborato Oggetto dell’elaborato sarà la problematica dell’efficacia del giudicato sostanziale verso una particolare tipologia di rapporti giuridici: i rapporti dipendenti in modo permanente od istantaneo dal rapporto c.d. pregiudiziale o condizionante che sia stato oggetto di un processo e, sul cui accertamento, si sia venuta a consolidare la cosa giudicata materiale. Può tale giudicato spiegare i propri effetti anche nei confronti dei soggetti titolari di tali rapporti dipendenti che, non avendo partecipato al processo, si configurano come terzi rispetto allo stesso, alla sentenza ed all’accertamento incontrovertibile in essa contenuto? E se sì, a quale tipologia di rapporti dipendenti? Solo a quelli legati da un vincolo di tipo permanente con il rapporto giuridico principale o anche verso quelli legati da un vincolo che si presenta, secondo recenti ricostruzioni dottrinali, come istantaneo? Non è facile dare conto di tali quesiti e, dunque, per potere trovare una risposta plausibile in grado di connettersi, senza porsi in contrasto con i seppur scarsi dati normativi in materia, con lo stato del diritto positivo, appare opportuno: • in primo luogo, considerare i concetti chiave per accedere ad un primo livello di comprensione della tematica, gli articoli del Codice civile e di Procedura Civile che vengono in rilevo (artt. 2909, 1595 C.c., 404 ,105 C.p.c.) ed anche, visto la notevole importanza della materia e le implicazioni che essa porta, il testo costituzionale nell’affermazione dell’inviolabilità del diritto di difesa di cui all’art. 24 Cost.:”Tutti possono agire in giudizio a difesa dei propri diritti e interessi legittimi.La difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.”; • in secondo luogo, compiere un’analisi critica di quelle che sono le varie teorie presentatesi in Dottrina così passando da quella tradizionale fermamente legata al dettato legislativo dell’Art. 2909 C.c. sostenuta tra gli altri da Attardi; a quella dei c.d. effetti riflessi; passando

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Silvia Schiavon Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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