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Vigilanza bancaria: soggetti e funzioni

Nel nostro sistema finanziario l’attività di vigilanza nasce e si sviluppa con riferimento specifico al settore bancario; poiché negli ultimi anni, tale settore ha subito profonde trasformazioni, anche per effetto del processo europeo di integrazione economica e finanziaria, appare necessario riprendere i concetti teorici fondamentali dell’attività di vigilanza e valutare le possibili prospettive di sviluppo.
In tale contesto i mercati finanziari hanno perso del tutto la dimensione della fisicità, contribuendo a delineare uno scenario mondiale entro cui si muovono con accresciuta mobilità gli investitori ed in cui gli intermediari si confrontano in un clima altamente competitivo. La prima conseguenza di questi processi è stata la crescente complessità dello scenario stesso e, le tradizionali linee-guida che da sempre ispirano le politiche di vigilanza sui mercati, hanno dovuto rapidamente aggiornarsi, al fine di contenere le conseguenze dello stesso processo di globalizzazione.
Le fragilità dei sistemi bancari hanno aperto la fase recente del dibattito sui fondamenti, i meccanismi e le modalità della regolamentazione pubblica, della vigilanza sulle banche, e in generale, sugli intermediari, prendendo atto che la vigilanza bancaria integra la politica monetaria nel determinare condizioni di stabilità sui mercati finanziari e creditizi; fenomeno, questo, che si è accompagnato alla trasformazione del ruolo della legge, oggi tesa sempre più a fissare le regole principali, delegando le circostanze particolari della disciplina al potere regolamentare e alla consolidazione delle leggi speciali mediante la tecnica del Testo Unico; sono sempre di più i paesi che ristrutturano l’attività di vigilanza affidandola ad un’autorità costituita appositamente per lo scopo, piuttosto che continuare ad affidarla alla propria Banca Centrale.
(Ultimamente) vi è stato in Italia l'impegno, sia da parte del legislatore che da parte delle autorità monetarie, di intensificare i punti deboli del nostro sistema finanziario. Il percorso ha visto l’attuazione delle direttive comunitarie in materia bancaria, l’emanazione del Testo Unico Bancario e l’aumento dell'operatività dell'industria finanziaria italiana. Tutto questo ha permesso all'Italia di partecipare con minor difficoltà al processo d’integrazione economica europea, mantenendo, in particolare, le funzioni di vigilanza bancaria e creditizia, di supervisione dei mercati, di tutela della concorrenza sul mercato del credito e, congiuntamente con la BCE, di sorveglianza sui sistemi di pagamento; a ciò si è aggiunta la crescente concorrenza internazionale, l’adozione della moneta unica, la continua innovazione tecnologica e finanziaria, che hanno determinato nel nostro paese una profonda evoluzione della struttura e delle modalità operative dei mercati finanziari.
Anche il sistema giuridico che definisce i controlli, la loro natura e la loro stessa entità, è stato oggetto di profonde innovazioni, ma soprattutto di molteplici progetti di legge; le autorità preposte hanno iniziato a rivedere strumenti e modalità delle forme di controllo, al fine di poter affrontare i maggiori rischi di instabilità che solitamente i processi di cambiamento comportano, soffermandosi sulle scelte economiche che possono aver dettato le ragioni del controllo.
A questo processo normativo, che definisce appunto le regole per gli intermediari, si collega una fitta attività di controllo, volta a verificarne l’osservanza.
Obiettivo di questo lavoro è quello di ripercorrere l’evoluzione che ha interessato e continua ad interessare la nascita, i modelli, le funzioni e le tipologie della vigilanza, il tutto nella prospettiva delle discipline comunitarie; analizzando non solo gli aspetti evolutivi delle autorità creditizie e la vigilanza sul sistema creditizio e finanziario, ma anche i molteplici progetti di legge sviluppati per riformare i rapporti tra il sistema delle imprese, i mercati finanziari e la tutela del risparmio, prima della nuova normativa in materia di tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari, legge n. 262/2005.
Era sicuramente arrivato il momento per l’Italia di elaborare una riforma nazionale, coerente con l'evoluzione in atto in Europa, come è stato fatto con una progressiva, sintomatica accelerazione in Germania con la creazione della BAF nel maggio 2002, in Francia con la loi n° 2003-706 de securité financière dell’agosto del 2003 che ha portato alla creazione dell'AMF.
Si è approfondito il confronto tra le autorità di pubblica vigilanza presenti in Italia con l’Autorité des Marchés Financiers vigente in Francia, con un vincolante richiamo alla missione istituzionale dell’inglese Financial Services Authority

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1 CAPITOLO I Le autorità creditizie Premessa Nella fase di trasformazione che sta attraversando il nostro paese, è importante sottolineare il ruolo delle diverse autorità creditizie, il loro ambito di attività e soprattutto la struttura che le caratterizza; inevitabile è l’approfondimento dei rapporti tra le stesse autorità, il ruolo che ognuna di queste svolge nell’attuazione della legge, nell’attribuzione della funzione di vigilanza e anche il rapporto che hanno con i diversi operatori che svolgono la loro attività all’interno del sistema finanziario; interessante è approfondire non solo il quadro attuale della vigilanza bancaria, messa in atto dalla Banca d’Italia con l'adempimento delle funzioni e degli obiettivi dello Statuto del sistema europeo di banche centrali (Sebc), ma anche il dettagliato lavoro di questa nell’attuazione delle disposizioni in materia di vigilanza in relazione alle altre autorità creditizie, CICR e Ministro dell'Economia e delle Finanze. Occorre inoltre osservare quale natura assumono questi organi, poiché la qualificazione di un organo come politico o amministrativo si riflette sia sul regime d’impugnazione degli atti, sia sui rapporti che s’instaurano tra i vari organi politici e amministrativi. La formula organizzatoria del governo del credito, cioè le funzioni dei tre organi di vertice ed il loro rapporto, deve essere analizzata attraverso gli articoli del d. lgs. 1° settembre 1993, n. 385, Testo Unico in materia bancaria e creditizia e alla luce del complesso apparato di leggi che lo hanno preceduto. 1. Il Comitato dei Ministri e la legge bancaria del 1936 Comunemente si fa risalire l’Istituzione del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (breviter CICR) all’art. 12 del r.d.l. 12 marzio 1936 n. 375 1 che poneva l’allora 1 Corpo normativo costituito da r.d.l. n. 375/1936 e dal r.d.l. n. 1400/1937 convertiti con modificazioni, rispettivamente nella legge n. 141/1938 e nella legge n. 936/1938 e recante il titolo Disposizioni per la tutela del risparmio e l’esercizio del credito.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Giovanni Guerriera Contatta »

Composta da 245 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.