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Le pistole non discutono - tracce degli anni di piombo nello Spaghetti-Western

Informazioni tesi

  Autore: Marco Ughetto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: D.A.M.S.
  Relatore: Giulia Carluccio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

Il Western è un genere che attraversa, tra alti e bassi, tutta la storia del cinema, a partire dai suoi esordi fino ai giorni nostri. Da sempre viene considerato un genere tipicamente americano, per la sua tendenza a raccontare la genesi degli Stati Uniti, attraverso la messinscena, in verità più mitica che storicamente filologica, di vicende legate all'epopea dell'andata ad Ovest. Negli anni Sessanta però, anche le cinematografie europee furono invase da un abnorme quantità di film ascrivibili al genere Western, pur essendo le loro culture sottostanti lontane anni luce dalle vicende d'oltre oceano. In particolare in Italia si assiste ad un fenomeno di portata planetaria che verrà definito Spaghetti-Western. Analizzando le differenze più evidenti, sia tematiche che linguistiche, tra alcuni film nostrani e i grandi capolavori del Western classico, emergono tratti che inequivocabilmente ci riportano alle vicende italiane del medesimo periodo in cui le pallottole di Sergio Leone cominciavano a fischiare sul grande schermo. Una carrellata di personaggi che riassumono i tratti tipici dell'italianità in ambientazioni in cui il pessimismo verso la società, la sfiducia verso le istituzioni politiche e religiose, la disistima nei confronti delle forze dell'ordine, sembrano riportarci a capofitto all'attualità dei fatti occorsi tra gli anni Sessanta e Settanta nella nostra nazione. Le prime rivolte studentesche e operaie, la nascita di Lotta Continua, il terrorismo, le stragi, fino al rapimento e l'omicidio di Aldo Moro, sembrano nascere da una filosofia che aborrisce il dialogo e la diplomazia, e preferisce lasciar parlare le armi e la violenza. Una società che assomiglia moltissimo alle città semi-deserte dei Western italiani, dove esistono solo sceriffi corrotti e pavidi, pistoleros silenziosi e scaltri che brillano per il loro individualismo e il loro cinismo, e una violenza nemmeno troppo latente che diventa l'unico sistema di amministrazione della giustizia, surrogato di istituzioni non in grado di assolvere ai propri compiti.

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Introduzione Introduzione Il Western è indubbiamente uno dei generi più longevi, oltre che di maggior successo, che il cinema abbia saputo inventare durante il corso della sua storia. Più volte, e da più parti, è stato sottolineato che, pur narrando vicende con un taglio più mitico e simbolico che storico e filologico, da sempre riesce a raccontare la cultura americana del Novecento meglio di qualsiasi altra forma artistica. Tra l’altro, trattasi di un genere che negli anni ha subito forti mutamenti, sia di linguaggio, sia di tematiche, sia di approccio verso queste ultime, adeguandosi quasi perfettamente ai cambiamenti generazionali intercorsi nella mentalità del paese. Si è evidenziato, come vedremo, che nel Western gli Americani hanno trovato la miglior rappresentazione, seppur non sempre aderente alla realtà dei fatti, della nascita della propria nazione. Una genesi caratterizzata dalla lotta per la sopravvivenza, affrontata sia negli anni della prima colonizzazione, sia nell’Ottocento, quando si trattò di conquistare i territori occidentali durante la cosiddetta “corsa all’oro”. Il miraggio dei giacimenti auriferi ebbe come conseguenza una massiccia emigrazione verso occidente che impose la realizzazione di connessioni nel settore delle comunicazioni tra i territori ad Ovest del Mississippi e gli Stati della costa atlantica. Fu questo il secolo in cui emerse l’opposizione tra il colono e gli spazi sconosciuti e minacciosi, pieni di pericoli incombenti, che divenne presupposto per l’innescarsi di una dialettica tra universo civilizzato e mondo selvaggio da civilizzare, da sempre paradigma della dicotomia bene/male. In questa lotta, e in tutto quanto da essa è rappresentato simbolicamente, è racchiusa l’essenza della storia degli Stati Uniti, dalle sue origini fino ai giorni nostri. Impossibile dunque non comprendere il peso e il successo di un genere che ha riportato, come detto, in versione più mitica che storicamente mimetica, gli elementi chiave del passato del popolo americano. Un’importanza che acquisisce rilievo soprattutto in un secolo difficile e contraddittorio come il Novecento, in particolare nei decenni successivi alla crisi economica del ’29, quando la ricerca di un’appartenenza nazionale cui aggrapparsi fu uno dei punti cardine ai quali la politica si legò per uscire da situazioni disperate, o anche solo per giustificare scelte non sempre ampiamente condivise. Verso la metà degli anni Sessanta però il Western esplode improvvisamente e inaspettatamente anche in molte produzioni europee. Spagna, Francia, Germania e, soprattutto, Italia forgeranno un numero impressionante di pellicole che possono tranquillamente ascriversi al genere, tra le quali non è raro trovare anche prodotti di alta qualità cinematografica. In 3

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