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L'EMA (Environmental Management Accounting) come strumento per l'eccellenza ambientale: il progetto pilota in Tetra Pak Italia

Il presente studio si inserisce all’interno di un campo della ricerca che ambisce fondamentalmente ad un’integrazione tra economia ed ambiente che si possa declinare concretamente in ambito sia privato che di enti locali. In particolare questa tesi si propone di valutare la sperimentazione di uno strumento di contabilità ambientale e ha avuto come contesto di applicazione lo stabilimento di Rubiera (RE) di Tetra Pak Italia.
Nei capitoli 2 e 3 si evidenzia come in letteratura si sia riscontrata una sostanziale mancanza di riferimenti metodologici consolidati che integrino realmente le due dimensioni ambientale ed economica: pur essendoci un ventaglio di tecniche afferenti alla contabilità ambientale, esse tuttavia si focalizzano prevalentemente sull’uno o l’altro aspetto. In quest’ottica vede la propria genesi l’EMA (Environmental Management Accounting, o Controllo di Gestione Ambientale), che si configura come uno strumento di gestione interno che si concentra sui costi ambientali di un’organizzazione, con lo scopo di integrare le informazioni monetarie con quelle fisiche riguardanti la gestione ambientale e con il risultato di mutare la tradizionale visione dell’azienda in una visione basata sui flussi. Trattandosi però di una metodologia recente, vi sono allo stato dell’arte pochi casi studio al mondo e qualche tentativo in Italia.
Il capitolo centrale – il quarto – illustra, dopo una breve presentazione dell’azienda, il lavoro svolto in questa tesi, che ha preso spunto dai modelli della letteratura e ha seguito una metodologia che ha portato ad una riclassificazione dei costi ambientali dell’azienda in base ai principali aspetti ambientali significativi, servendosi di opportuni schemi adattati al caso specifico e compiendo anche un’analisi input-output del processo produttivo in ottica ambientale.
Nel quinto capitolo, prima delle conclusioni, si presentano i risultati ottenuti e vengono perciò compiute una serie di analisi accompagnate da alcune statistiche sulle diverse categorie di costo e ricavo considerate durante la riclassificazione; inoltre sono mostrati due indicatori che sono stati qui creati allo scopo di fornire dei parametri utili al monitoraggio dell’efficienza della gestione ambientale dell’organizzazione.
Infine, va sicuramente detto che trattandosi di uno studio preliminare possono esser fatti diversi miglioramenti e ampliamenti al modello utilizzato: segnatamente per quanto concerne il numero degli aspetti ambientali considerati, un’eventuale sistematizzazione e l’integrazione con il Sistema di Gestione Ambientale all’interno dell’azienda.

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1 Cap. 1 L’Ambiente e l’Impresa 1.1 Una “rivoluzione copernicana” nella definizione di Ambiente Per molti anni il termine “ambiente” ha indicato solamente il prodotto di una serie di processi fondamentalmente naturali, all’origine di tutto ció che ci circonda. Il termine infatti deriva dal latino “ambire” (i.e. circondare, stare attorno) e in questo si puó ritrovare un senso di centralitá dell’uomo, visto soprattutto come essere privilegiato – grazie alla propria superioritá intellettuale – per il quale l’ambiente é stato creato e dal quale é modificabile per i propri scopi di sviluppo e mantenimento, e non tanto come una parte integrante dell’intero sistema naturale. Questa visione peró puó rivelarsi insidiosa e dannosa in una societá come la nostra in cui le attivitá antropiche e i fenomeni ad esse collegati possono avere un impatto decisivo – e, come spesso si ha avuto modo di constatare, anche drastico e drammatico – sull’ambiente. Da ció é derivata l’esigenza nel tempo di andare a modificare tale concetto di “ambiente” in modo da tener conto degli effetti e i cambiamenti che l’uso irragionevole delle risorse naturali puó portare. Anzitutto, in tale nuova definizione di ambiente va considerata come imprescindibile la presenza dell’uomo, dato che, oramai, praticamente ogni area del pianeta ne risente, direttamente o indirettamente (pensiamo solo agli effetti globali e a lungo termine dati dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo legato alle attivitá umane). L’ambiente dunque va visto come un “unicum”, un insieme organico e dinamico formato dalla continua interazione tra componenti naturali da una parte e l’uomo dall’altra e in cui in ogni parte é visibile la sovrapposizione degli effetti piú “immediati” (legati alla storia) e quelli piú “lunghi” (propri invece dei tempi della natura). In altre parole s’intende la sintesi tra Natura e Cultura, e cioé un insieme integrato e “vivo”, che reagisce agli stimoli e alle variazioni l’uno dell’altro; come esempio si puó pensare alla risposta della natura all’attivitá dell’uomo di bruciare gli idrocarburi: la conseguenza é l’aumento della temperatura che comporta i noti effetti che sono sotto gli occhi di tutti (cambiamenti climatici, desertificazione, scioglimento delle calotte, erosione del suolo, ect). La risposta quindi va letta come una reazione ad un insieme di elementi volti ad alterare gli equilibri naturali.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Leonard Bernardelli Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.