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Turismo e sfruttamento nel dopo Tsunami

Informazioni tesi

  Autore: Claudia Pau
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Annamaria Baldussi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

Il maremoto che ha colpito l'Oceano Indiano è la prima catastrofe globalizzata; lo si capisce già dal nome con cui i media lo hanno battezzato, tsunami, una parola giapponese, forse la più adatta, ma sconosciuta ai più fino ad un anno fa. Catastrofe globalizzata, in quanto per la prima volta in un'area geografica sono state coinvolte non solo le popolazioni locali (e già questo, visto che l'area colpita è tutto il sud est asiatico, ne farebbe un fenomeno quasi unico), ma anche uomini e donne di decine di altre nazionalità. Perché? Perché nell'era della globalizzazione e del turismo di massa, quelle aree sono meta di milioni di turisti occidentali che vi si recano per i più svariati motivi, dall'evasione esotica a quella sessuale, dalla ricerca del paradiso perduto al viaggio mistico.
Tutto ciò ha fatto sì che per la prima volta nella storia di questo pianeta una catastrofe locale sia divenuta globale.
Obiettivo di questo lavoro sarà analizzare proprio l’influenza di questa tragedia in uno dei paesi asiatici più colpiti: la Thailandia, che vive prevalentemente di turismo e nota anche come una delle capitali del sesso mondiale.

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4 INTRODUZIONE Il maremoto che ha colpito l'Oceano Indiano è la prima catastrofe globalizzata; lo si capisce già dal nome con cui i media lo hanno battezzato, tsunami, una parola giapponese, forse la più adatta, ma sconosciuta ai più fino ad un anno fa. Catastrofe globalizzata, in quanto per la prima volta in un'area geografica sono state coinvolte non solo le popolazioni locali (e già questo, visto che l'area colpita è tutto il sud est asiatico, ne farebbe un fenomeno quasi unico), ma anche uomini e donne di decine di altre nazionalità. Perché? Perché nell'era della globalizzazione e del turismo di massa, quelle aree sono meta di milioni di turisti occidentali che vi si recano per i più svariati motivi, dall'evasione esotica a quella sessuale, dalla ricerca del paradiso perduto al viaggio mistico. Tutto ciò ha fatto sì che per la prima volta nella storia di questo pianeta una catastrofe locale sia divenuta globale. Obiettivo di questo lavoro sarà analizzare proprio l’influenza di questa tragedia in uno dei paesi asiatici più colpiti: la Thailandia, che vive prevalentemente di turismo e nota anche come una delle capitali del sesso mondiale. Per fare ciò sarà doveroso iniziare con un incipit sul turismo sessuale in generale, prima ancora che sul turismo, perché questa è proprio la piaga più grossa per questi paesi, un fenomeno estremamente negativo che si sta annidando all’interno del sistema economico rappresentato dal comparto turistico. Sarà poi analizzato il caso specifico della Thailandia, una tra le mete più ambite del turismo sessuale pedofilo. Il paese ha conosciuto negli ultimi venti anni un processo di industrializzazione intenso e rapido, ma presenta ancora due volti contrastanti, quello della tradizione rurale antica, della povertà e dell’arretratezza da una parte e quello del mondo urbano e dell’occidentalizzazione attorno alla capitale, Bangkok; dall’altra.

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Parole chiave

asia-orientale
storia thailandia
thailandia
tsunami
turismo
turismo sessuale

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