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Il rischio operativo informatico nel nuovo accordo di Basilea (Basilea2)

L’attività creditizia e finanziaria si contraddistingue da sempre per la complessità dei rischi che vi risultano strettamente connessi.
L’impresa bancaria è chiamata quotidianamente ad assumere e a gestire rischi di credito, di mercato e operativi, che sono frutto delle transazioni e dei rapporti che la banca instaura con la clientela e con gli altri protagonisti del settore creditizio e finanziario, e che possono essere fronteggiati e/o mitigati ricorrendo ad attente strategie e politiche di monitoraggio e contenimento del rischio.
L’obbiettivo principale che il Comitato di Basilea si è prefissato è quello di regolamentare e standardizzare la gestione dei rischi sui capitali delle aziende bancarie, ossia imporre alle banche una gestione ben definita del loro business in modo da rendere più improbabile il collasso di una di queste e di conseguenza evitare i gravi danni che potrebbero derivarne all’intera economia.
Il lavoro del Comitato ha dato i suoi primi frutti a partire dal 1988, anno in cui è stato emanato il testo del primo Accordo di Basilea (Basilea1), da subito applicato nei Paesi del G10, il quale ha poi riscosso un notevole successo diventando un documento osservato a livello internazionale.
Dalla data di pubblicazione del primo Accordo si sono susseguite diverse modifiche e aggiustamenti, ma solo dal 2000 il Comitato ha iniziato a lavorare alla stesura di una nuova versione dell’Accordo.
Il Nuovo Accordo di Basilea (Basilea2), prodotto nella sua prima bozza nel gennaio del 2001 e pubblicato nella sua veste definitiva nel giugno del 2004.
Con il Nuovo Accordo di Basilea, quindi, si introduce una nuova categoria di rischio a fronte del quale sarà necessario accantonare una quota di patrimonio ad hoc non prevista nell’Accordo del 1988.
Il rischio operativo viene definito come il rischio di perdite derivanti da errori o malfunzionamenti di processi o sistemi, da comportamenti non corretti o da eventi esterni.
Si tratta quindi di un rischio non legato alla peculiarità bancaria ma, in generale, concernente qualsiasi tipo di attività di business, in quanto si riferisce alla possibilità che fattori interni o esterni possano determinare eventi che abbiano un impatto dannoso sul conto economico dell’azienda.
Quindi il rischio operativo, nelle sue diverse manifestazioni, comprende i rischi collegati alla sicurezza del patrimonio informatico (sia fisico che logico). Ed è proprio su questo aspetto che il presente lavoro si concentra trattando, appunto, il rischio operativo informatico.

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9 Introduzione L’attività creditizia e finanziaria si contraddistingue da sempre per la complessità dei rischi che vi risultano strettamente connessi. L’impresa bancaria è chiamata quotidianamente ad assumere e a gestire rischi di credito, di mercato e operativi, che sono frutto delle transazioni e dei rapporti che la banca instaura con la clientela e con gli altri protagonisti del settore creditizio e finanziario, e che possono essere fronteggiati e/o mitigati ricorrendo ad attente strategie e politiche di monitoraggio e contenimento del rischio. L’obbiettivo principale che il Comitato di Basilea si è prefissato è quello di regolamentare e standardizzare la gestione dei rischi sui capitali delle aziende bancarie, ossia imporre alle banche una gestione ben definita del loro business in modo da rendere più improbabile il collasso di una di queste e di conseguenza evitare i gravi danni che potrebbero derivarne all’intera economia. Il lavoro del Comitato ha dato i suoi primi frutti a partire dal 1988, anno in cui è stato emanato il testo del primo Accordo di Basilea (Basilea1), da subito applicato nei Paesi del G10, il quale ha poi riscosso un notevole successo diventando un documento osservato a livello internazionale. Dalla data di pubblicazione del primo Accordo si sono susseguite diverse modifiche e aggiustamenti, ma solo dal 2000 il Comitato ha iniziato a lavorare alla stesura di una nuova versione dell’Accordo. Il Nuovo Accordo di Basilea (Basilea2), prodotto nella sua prima bozza nel gennaio del 2001 e pubblicato nella sua veste definitiva nel giugno del 2004, entrerà in vigore entro la fine del 2006 e modificherà, all’interno dei principali sistemi bancari mondiali, il modo di calcolare i requisiti patrimoniali relativi al rischio, sia per quanto riguarda gli aspetti strettamente finanziari (rischio di credito e di mercato), sia per quanto concerne il rischio operativo. Proprio l’inclusione dei rischi operativi nella gamma dei rischi che le banche devono prendere in considerazione al fine di determinare la copertura patrimoniale utile ai fini della vigilanza, rappresenta una delle modifiche sostanziali riscontrabili nel nuovo Accordo di Basilea.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Gennaro Cassiani Contatta »

Composta da 265 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2617 click dal 27/11/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.