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La tassazione delle partecipazioni in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Elena Nossa
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale e direzione delle aziende
  Relatore: Gianangelo Prof. Benigni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

Capitolo 1. Introduzione alla Participation Exemption.

1.1 Premessa.
È ben noto che l’esercizio di attività imprenditoriali avviene, in misura sempre crescente, sotto forma societaria. La necessità di ottenere vantaggiose situazioni competitive in termini di produzione e di distribuzione della ricchezza porta a ritenere la veste societaria la più idonea allo svolgimento di attività imprenditoriali quali il coordinamento di fattori produttivi, capitali, risorse umane, risorse “invisibili” ed all’utilizzo delle sinergie da essi generate. Le partecipazioni rappresentano lo strumento attraverso il quale le persone fisiche si inseriscono nel contesto societario, potendo effettuare la scelta del tipo di società, tra quelle previste dal nostro sistema di diritto commerciale, in funzione di quelle variabili che normalmente incidono su questo genere di decisioni, come ad esempio, la limitazione della responsabilità e la dimensione dell’impresa.
La realtà economica del nostro paese ci pone di fronte ad una struttura imprenditoriale fondata sulla prevalenza di imprese di piccole e medie dimensioni. Gli assetti proprietari delle società tramite le quali dette imprese sono gestite sono spesso concentrati nelle mani di un unico o di pochi gruppi familiari.
D’altro canto, il ceto imprenditoriale italiano mostra una consolidata propensione per il mantenimento del controllo dell’impresa nell’ambito originario (che spesso è proprio quello familiare), cosicché, a fronte di una crescita dimensionale dell’impresa non sempre corrisponde un allargamento della base proprietaria; sono noti, al riguardo, i frequenti richiami degli economisti alla ristrettezza del mercato borsistico italiano in raffronto con il grado di avanzamento del nostro sistema capitalistico.
Affiancata a questo tipo di realtà economica abbiamo quella dei "gruppi societari" sui quali, nell'ambito della stessa attività d'impresa, ci troviamo di fronte ad un insieme di società sviluppatesi in senso verticale ed orizzontale con distacco dalla società madre originaria. In questo caso la frequenza dei mutamenti degli assetti societari e delle compagini sociali ha motivazioni diverse da quelle delle cosiddette società "familiari". I gruppi societari, curano spesso attività molto ampie - talvolta anche eterogenee -, che si sviluppano in un mercato dinamico, e che quindi richiedono chelo strumento societario si adegui continuamente alle molteplici esigenze presenti Nelle attività esercitate. Le motivazioni che portano al mantenimento di imprese attraverso tali strutture soddisfano necessità diverse quali, ad esempio, la separazione delle diverse attività esercitate, oppure, all'interno della medesima attività, la separazione per aree geografiche, per tipologie di prodotti, o la separazione delle diverse fasi del ciclo produttivo, solo per citarne alcune.
La situazione, seppure lentamente, pare comunque destinata ad evolversi nel senso di un aumento del numero delle imprese che andranno a confrontarsi sul mercato mobiliare, e ciò sia a seguito dei processi di privatizzazione di grandi imprese e gruppi a partecipazione statale che in dipendenza della quantità sempre maggiore di risorse liquide che, con la perdita di interesse dell’impiego a reddito fisso, si vanno convogliando verso l’investimento azionario.
In questo quadro, i trasferimenti di proprietà delle partecipazioni sociali, possono rispondere a finalità diverse che vanno dal riassetto delle proprietà all’interno della famiglia dell’imprenditore-socio alle operazioni di ristrutturazione di grandi imprese o di gruppi societari ed ancora al semplice impiego-realizzo di piccolo risparmio.
Le partecipazioni e la loro circolazione assumono dunque nel mondo economico un ruolo fondamentale, poiché esse rappresentano il tratto d'unione tra le persone fisiche e le attività imprenditoriali esercitate attraverso società. Le partecipazioni societarie hanno una funzione di sintesi: sia nel consentire il controllo, la gestione e la circolazione dei beni e delle aziende che esse rappresentano, sia nel godimento di tali beni inteso come capacità di far affluire gli utili prodotti dall’impresa ai propri soci.
Questo ruolo di primo piano ed anche le varie conformazioni sopra accennate si rispecchiano nell'ambito del diritto tributario, dove si disciplinano i tributi applicabili ed i rapporti giuridici inerenti alle fattispecie che hanno come oggetto redditi scaturenti dalle partecipazioni stesse.

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Capitolo 1. Introduzione alla Participation Exemption. 1.1 Premessa. È ben noto che l’esercizio di attività imprenditoriali avviene, in misura sempre crescente, sotto forma societaria. La necessità di ottenere vantaggiose situazioni competitive in termini di produzione e di distribuzione della ricchezza porta a ritenere la veste societaria la più idonea allo svolgimento di attività imprenditoriali quali il coordinamento di fattori produttivi, capitali, risorse umane, risorse “invisibili” ed all’utilizzo delle sinergie da essi generate. Le partecipazioni rappresentano lo strumento attraverso il quale le persone fisiche si inseriscono nel contesto societario, potendo effettuare la scelta del tipo di società, tra quelle previste dal nostro sistema di diritto commerciale, in funzione di quelle variabili che normalmente incidono su questo genere di decisioni, come ad esempio, la limitazione della responsabilità e la dimensione dell’impresa. La realtà economica del nostro paese ci pone di fronte ad una struttura imprenditoriale fondata sulla prevalenza di imprese di piccole e medie dimensioni. Gli assetti proprietari delle società tramite le quali dette imprese sono gestite sono spesso concentrati nelle mani di un unico o di pochi gruppi familiari. D’altro canto, il ceto imprenditoriale italiano mostra una consolidata propensione per il mantenimento del controllo dell’impresa nell’ambito originario (che spesso è proprio quello familiare), cosicché, a fronte di una crescita dimensionale dell’impresa non sempre corrisponde un allargamento della base proprietaria; sono noti, al riguardo, i frequenti richiami degli economisti alla ristrettezza del mercato borsistico italiano in raffronto con il grado di avanzamento del nostro sistema capitalistico. Affiancata a questo tipo di realtà economica abbiamo quella dei "gruppi societari" sui quali, nell'ambito della stessa attività d'impresa, ci troviamo di fronte ad un insieme di società sviluppatesi in senso verticale ed orizzontale con distacco dalla società madre originaria. In questo caso la frequenza dei mutamenti degli assetti societari e delle compagini sociali ha motivazioni 5

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