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Il dirigente dell'area tecnico-diagnostica nell'ambito del dipartimento delle professioni sanitarie

Con l’introduzione del concetto di Azienda all’interno del SSN, reso necessario dalla sempre maggiore complessità delle procedure e della gestione delle risorse umane nonché dalla necessità di coniugare le aspettative della popolazione in termini di richiesta di assistenza sanitaria con le disponibilità economiche, è stata data piena applicazione all’organizzazione dipartimentale delle strutture sanitarie. Questa organizzazione è stata giudicata infatti la più idonea a conseguire gli obiettivi predetti.

Naturale corollario di questa impostazione è stato il coinvolgimento di figure in precedenza considerate subordinate alla figura del medico che sono state pienamente coinvolte in un vero e proprio processo di emancipazione culturale e professionale supportato anche dall’istituzione dei corsi di laurea relativi.

Con l’intento di dare senso compiuto a questo tipo di organizzazione, è stato istituito il Dipartimento delle Professioni Sanitarie cui afferiscono tutte le figure che operano nell’area infermieristico-ostetrica, della prevenzione, della riabilitazione, dell’assistenza sociale e tecnico-sanitaria.

Nell’ambito di quest’ultimo Dipartimento è stata riconosciuta la necessità di individuare la figura del Dirigente dell’Area Tecnico Diagnostica distinguendolo da quello dell’Area Tecnico Assistenziale. E’ a lui che spettano compiti di organizzazione dell’attività lavorativa, di gestione delle risorse disponibili, di razionalizzazione delle spese, di gestione dei rapporti interpersonali tra i dipendenti dell’area di riferimento.

E’ auspicabile che questa figura sia adeguatamente valorizzata dalla dirigenza aziendale e che al tempo stesso gli sia offerta la possibilità di esercitare il suo delicato compito in piena autonomia e responsabilità perché solo così saprà essere in grado di fornire tutto il supporto necessario a ché la organizzazione dipartimentale esca dalla fase teorica e diventi operatività quotidiana.

Nel corso di questa tesi vengono illustrate le tappe che hanno condotto alla individuazione di questa figura professionale nell’ambito della organizzazione dipartimentale delle Aziende Sanitarie, le leggi che ne regolano in qualche modo l’operato, le responsabilità nei confronti della dirigenza aziendale e le qualità che sarebbero necessarie ad una gestione ottimale di questi delicati compiti.

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4 PREFAZIONE L’Azienda Sanitaria può essere definita con Gianfranco Damiani (Istituto Igiene; Policlinico A. Gemelli) come la dimensione economica di un istituto in cui le risorse si combinano secondo comportamenti di lavoro realizzando la produzione di beni o servizi per il soddisfacimento della richiesta di salute proveniente dalla popolazione di una determinata area geografica. Fino alla pubblicazione della legge 833/78, l’attività delle strutture sanitarie era regolata secondo modelli organizzativi omogenei validi su tutto il territorio nazionale senza contemplare alcuna discrezionalità di scelta a livello locale. Le mutate condizioni socio-politico-economiche hanno condizionato la necessità di decentrare in qualche modo l’assunzione di decisioni a livello locale il che ha portato alla istituzionalizzazione delle Unità Sanitarie Locali (USL) sancita appunto dalla legge 833/78.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Vincenzo Bonetti Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.