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Cocaina e investigazione

Il lavoro che viene di seguito presentato è nato da diversi spunti di riflessione che mi sono stati offerti dall’esperienza professionale nella Polizia di Stato, con particolare riferimento al periodo trascorso alla Sezione Narcotici della Questura di Catanzaro e all’attuale sede di servizio che è la Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, oltre che dalla ricca letteratura che ho avuto modo di esaminare. In questi diversi contesti ed in varie situazioni ho analizzato il complesso mondo legato ad una droga “mitologica”, ossia la cocaina, con particolare attenzione alla sua commercializzazione ed alle misure di contrasto finalizzate a prevenirne e reprimerne la illecita produzione e diffusione nella società.
Ho scelto di parlare in particolare della cocaina tra le sostanze stimolanti perché è la più conosciuta e da più tempo presente nella società occidentale. Anche in Italia in questo ultimo ventennio è diventato un dilagante fenomeno, che si è inserito prepotentemente senza distinzione di classe sociale. La cocaina è ormai una droga trasversale che ha coinvolto il ricco signore industriale metropolitano del nord-Italia come l’anonimo impiegato comunale del più remoto paesino meridionale.Ho dedicato ampio spazio agli effetti della cocaina sull’uomo perché credo che l’informazione scientifica corretta sia sempre un punto di partenza importante per evitare di parlare di ciò che in realtà non si conosce. Il capitolo sui consumatori ha lo scopo di tentare di dare un volto a questo “tossicodipendente diverso” stando sempre attenti a non cadere in generalizzazioni sempre pericolose quando si parla di persone per fortuna sempre differenti e sempre in cambiamento.
Un'altra parte della tesi, alla quale ho voluto dare risalto è quella indirizzata alla conoscenza delle “multinazionali” del narcotraffico, alle dinamiche dell’enorme quantità di droga che le stesse immettono sul mercato internazionale ricavandone enormi ricchezze finanziarie. Queste sono le organizzazioni criminali sudamericane ed in particolare i cd. “cartelli” colombiani, tutori ed egemoni del mercato della cocaina. Non meno interesse ho dedicato al ruolo della mafia storica “nostrana”, con riferimento agli accordi intessuti negli anni da cosa nostra, dalla camorra e dalla ‘ndrangheta con i “narcos” colombiani ed all’evoluzione che questi gruppi mafiosi hanno sviluppato nel tempo.
Infine il capitolo sulla legislazione ed i poteri di investigazione delle forze di polizia, vuole sottolineare come la visione del tossicodipendente come unico e sempre uguale a se stesso si sia rispecchiata anche nell’ultimo testo di legge, non differenziando per niente i vari tipi di consumatori né per quantità né per sostanza, pretendendo di controllare un mare differenziato di persone e di problematiche con un’unica disciplina. Nonostante le lacune legislative, le Forze di Polizia hanno comunque a disposizione diversi strumenti finalizzati alla lotta alla droga, come le investigazioni cd. “speciali” (acquisto simulato di droga, l’agente infiltrato, il confidente di polizia) che incidono in modo più efficace rispetto alle ordinarie investigazioni. Tali operazioni si sono concretizzate anche in virtù dei rapporti di cooperazione internazionale esistenti con organismi di altri paesi oltre che dal ruolo di coordinamento svolto dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, istituita in Italia presso il Ministero dell’Interno.
L’obiettivo di questa tesi è pertanto quello di approfondire la conoscenza sia per quanto riguarda la sostanza-cocaina in senso stretto, che il tema delle investigazioni relative al traffico ed alla sua commercializzazione, che come vedremo ha sempre di più assunto un carattere transnazionale. In ogni caso, il tutto è finalizzato a favorire la ricerca di possibili spunti investigativi utili ad un’applicazione operativa di polizia nell’ambito della lotta alla droga.

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4 Introduzione Il lavoro che viene di seguito presentato è nato da diversi spunti di riflessione che mi sono stati offerti dall’esperienza professionale nella Polizia di Stato, con particolare riferimento al periodo trascorso alla Sezione Narcotici della Questura di Catanzaro e all’attuale sede di servizio che è la Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, oltre che dalla ricca letteratura che ho avuto modo di esaminare. In questi diversi contesti ed in varie situazioni ho analizzato il complesso mondo legato ad una droga “mitologica”, ossia la cocaina, con particolare attenzione alla sua commercializzazione ed alle misure di contrasto finalizzate a prevenirne e reprimerne la illecita produzione e diffusione nella società. Mentre lo stereotipo rimane quello dell’eroinomane, emarginato con una problematica vasta che riguarda il lavoro, la casa, una famiglia multiproblematica e una situazione sanitaria molto precaria la realtà è differente, in costante mutazione. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 è emerso un fenomeno completamente diverso: un numero crescente di persone arrivano a un consumo di sostanze, questa volta psicostimolanti, in particolare cocaina, pur non avendo alcun tipo di problema di emarginazione né di reinserimento, ma anzi socialmente assolutamente inserite. Queste persone non si considerano tossicodipendenti essendo del tutto differenti allo stereotipo del “tossico da piazza”. Interessante è riflettere sul significato della diffusione di queste sostanze: sono psicostimolanti, in particolare cocaina e ecstasy, quindi rispondono alle esigenze di una società che non conosce riposo né difficoltà ma solamente prontezza, successo ed efficientismo (molto differente dall’efficienza) e sono definiti ‘contattogeni’ cioè favoriscono il contatto tra

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Tommaso Paola Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.