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La perdita della mutualità prevalente nelle società cooperative. Aspetti civilistici, contabili e fiscali.

L’art. 45 della Costituzione riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata; il riconoscimento è sempre avvenuto con la promozione delle cooperative mediante la previsione di strumenti agevolativi d’ogni genere: finanziari, tributari, ecc., fatto sempre salvo il controllo, a cura delle Autorità preposte, sulle finalità e sulle modalità di svolgimento dell’attività.
L’evoluzione dell’economia nazionale negli ultimi cinquanta anni ha fatto sorgere l’esigenza di favorire il carattere imprenditoriale delle cooperative, la loro crescita e la competitività, anche attraverso l’accesso ai mercati finanziari (art. 2 co. 1 lett. a) e b) della legge delega 3 ottobre 2001, n. 366), inducendo il legislatore delegato a prevedere norme che assicurassero comunque il perseguimento della funzione sociale delle cooperative, previa individuazione delle cooperative costituzionalmente riconosciute.
Tale individuazione si rendeva necessaria per ovviare ai numerosi inconvenienti sorti in passato circa l’ammissibilità delle cooperative soprattutto alle agevolazioni di tipo fiscale; nella pratica, infatti, era possibile distinguere le cooperative aventi tutti i caratteri mutualistici dalle cooperative c.d. “spurie” nelle quali la mancanza di uno o più requisiti, comportando la perdita delle agevolazioni, aveva dato origine ad un rilevante contenzioso.
A tal fine, la riforma del diritto societario, contenuta nella legge delega n. 366/2001 e nel successivo decreto legislativo 17 gennaio 2006, n. 6, molto opportunamente ha distinto le cooperative a mutualità prevalente dalle altre (categoria quest’ultima ricavabile per esclusione non essendo stata prevista una specifica individuazione), assoggettando le prime ad una serie di particolari obblighi, ulteriori rispetto a quelli previsti per le cooperative non a mutualità prevalente, e riconoscendo solo ad esse l’applicazione delle agevolazioni di carattere tributario previste dalle leggi speciali, fermo restando, quindi, per le cooperative non a mutualità prevalente, il diritto a usufruire delle agevolazioni tributarie di carattere generale e delle altre agevolazioni previste a favore della cooperazione (agevolazioni creditizie, previdenziali, contributive, ecc.).
La nuova regolamentazione individua e disciplina sotto l’aspetto civilistico, ed è la prima volta che ciò accade, anche i casi di perdita del requisito della mutualità prevalente, situazione questa che non può non ripercuotersi evidentemente, oltre che sui profili prettamente civilistici (da cui discendono anche le problematiche connesse alla redazione del bilancio straordinario), anche in ambito tributario, considerato che l’aspetto più rilevante che differenzia le due diverse tipologie di cooperative è rappresentato proprio dalla applicazione di talune agevolazioni fiscali solo alle cooperative a mutualità prevalente.
Nel presente lavoro, quindi, partendo dal significato e dai contenuti della mutualità prevalente, saranno inizialmente esaminate le due differenti situazioni di perdita della mutualità prevalente e, successivamente, saranno esaminati i conseguenti effetti civilistici e tributari, evidenziando le problematiche in essere e le possibili soluzioni, senza affrontare le questioni, meritevoli di una separata ed approfondita trattazione, conseguenti all’eventuale obbligo di devoluzione delle riserve indivisibili a seguito della perdita del requisito soggettivo.
In particolare, saranno esaminati:
- gli adempimenti previsti dalla disciplina civilistica a carico di amministratori, collegio sindacale, revisore contabile e assemblea della cooperativa,
- le modalità di redazione e le particolarità del bilancio straordinario,
- i necessari adempimenti di natura tributaria relativi ai periodi di imposta interessati dalla perdita della mutualità prevalente.

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3 Introduzione L’art. 45 della Costituzione riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata; il riconoscimento è sempre avvenuto con la promozione delle cooperative mediante la previsione di strumenti agevolativi d’ogni genere: finanziari, tributari, ecc., fatto sempre salvo il controllo, a cura delle Autorità preposte, sulle finalità e sulle modalità di svolgimento dell’attività. L’evoluzione dell’economia nazionale negli ultimi cinquanta anni ha fatto sorgere l’esigenza di favorire il carattere imprenditoriale delle cooperative, la loro crescita e la competitività, anche attraverso l’accesso ai mercati finanziari (art. 2 co. 1 lett. a) e b) della legge delega 3 ottobre 2001, n. 366), inducendo il legislatore delegato a prevedere norme che assicurassero comunque il perseguimento della funzione sociale delle cooperative, previa individuazione delle cooperative costituzionalmente riconosciute. Tale individuazione si rendeva necessaria per ovviare ai numerosi inconvenienti sorti in passato circa l’ammissibilità delle cooperative soprattutto alle agevolazioni di tipo fiscale; nella pratica, infatti, era possibile distinguere le cooperative aventi tutti i caratteri mutualistici dalle cooperative c.d. “spurie” nelle quali la mancanza di uno o più requisiti, comportando la perdita delle agevolazioni, aveva dato origine ad un rilevante contenzioso.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Vito Dulcamare Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.