Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Poesia e comicità in La tigre e la neve di Roberto Benigni

Analisi della comicità peculiare del comico attraverso il film La Tigre e la Neve, evidenziando le sue doti di comunicatore comico-sentimentale. Inoltre viene sviluppato nei minimi particolari l'incontro della comicità con il sentimento.

Mostra/Nascondi contenuto.
III INTRODUZIONE In questo lavoro su Benigni si è scelto di analizzare le sue forme artistiche sia sotto il punto di vista comico, mettendo in risalto il ruolo dei personaggi, sia come esso s’instaura nel rapporto con la poesia. Tale scelta è pervenuta dall’osservazione di come l’artista abbia portato avanti per tutta la sua carriera sia attoriale che registica, facendoli compenetrare in un unico film: La tigre e la neve. Durante la lettura del testo, si vedrà come la maggior parte dell’analisi sia dedicata all’interpretazione critica comico- poetica delle sue interpretazioni. Appare chiaro quanto ciò sia importante per definire la poetica della sua ormai maturata visione del mondo. Il lavoro verrà diviso in tre sezioni: il primo capitolo tratterà le caratteristiche comiche di Benigni in particolar modo nei suoi film, il secondo invece tratterà l’uso della poesia nelle sue varie rappresentazioni, e nel terzo capitolo vedremo come la sua poetica abbia raggiunto un certo tipo di regole comunicative che includono sia lo stile comico che quello dell’arte poetica. Nel primo capitolo sarà effettuato un lavoro sulla comicità di Benigni, rilevando molte delle tecniche che hanno fatto la storia dell’arte comica: “Lo scambio del personaggio, il doppio, l’equivoco, l’adulto che si confonde con il bambino, il particolare con il generale, il sogno con la realtà. Questo atteggiamento rimanda ad una logica dell’interpretazione del mondo, come la definisce Cavell, cioè a “vedere qualcosa come qualcosa”. 1 Benigni nelle sue pellicole utilizza ora l’una ora l’altra tecnica. Nei ruoli da lui interpretati non è mai l’attore che si adatta alle regole del personaggio, ma al contrario è il personaggio che si deve adattare alle peculiarità dell’attore. Di conseguenza la storia è interpretata attraverso la 1 G. Cremonini, Playtime, Lindau, Torino 2000, p. 36

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Mirko Carangelo Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1906 click dal 13/12/2007.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.