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Intervento psicologico nei malati oncologici

ho voluto seguire il malato di cancro, bambino, adolescente, adulto, dall'inizio della diagnosi fino alla morte, ho seguito la famiglia, ho seguito i bambini ospedalizzati e le terapie che possono aiutare; ho parlato delle case d'accoglienza, dell'hospice, del bournout; ho inserito alla fine della tesi tutte le interviste che sono state rilasciate da malati,psicoterapeuti, volontari, ecc

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3 Introduzione Ho scelto di svolgere una tesi sull’“Intervento psicologico nei malati oncologici” da quando nel 2003 ho affrontato l’evento cancro in una persona a me molto cara, che purtroppo dopo mesi di sofferenza morì. La sua morte generò, all’interno del suo nucleo familiare, una frattura fra i diversi membri e, nonostante avessi già preso la laurea di I° livello in psicologia, non riuscivo ad aiutarli e al contempo stesso a capire i comportamenti delle singole persone; vedevo solo aggressività, instabilità di umore, confusione, ostilità, isolamento dal mondo esterno e dalle persone, che come me, fino a quel momento erano state accanto, tanto che per un lungo periodo fui anche io in crisi. Ad ottobre del 2006 entrai a far parte del Servizio Civile e i miei compiti principali comprendevano l’assistenza e l’accompagno di disabili, ma soprattutto di malati oncologici e l’aiuto-gestione delle case d’accoglienza vicino al Policlinico A. Gemelli per i malati di tumore che si sottoponevano a terapie in day hospital e per i loro familiari che venivano da altre città e nazioni. Ho conosciuto tante persone, tante storie, tutte diverse fra loro: molti sono guariti, altri sono in cura, altri ancora non ce l’hanno fatta, come il caso di una ragazza di soli ventuno anni che dal tumore al seno scoperto durante la fase di gestazione, è passato velocemente al fegato, lasciandole solo pochi mesi di vita e un bambino nato prematuro. Ho conosciuto una coppia d’anziani che abita in un paesino, in provincia di Caserta, che ogni volta che andavo a trovarli, mi facevano trovare il caffé già pronto e qualche prelibatezza della loro terra. Ho avuto l’onore di diventare amica di una signora malata di leucemia, con una storia travagliata alle spalle, ma una gioia di vivere che fa invidia alle persone “in salute”, che non apprezzano le piccole gioie quotidiane che la vita, per quanto difficile, offre sempre. Durante il servizio civile ho conosciuto clown che con un niente portavano il sorriso ai piccoli bimbi ammalati, tanto da scegliere di fare anche io un corso di clownterapia, dove ho imparato, quando andavo a fare servizio al reparto di oncologia al day hospital del Bambin Gesù di Roma e alla ludoteca dell’ospedale Bambin Gesù di Palidoro, che un palloncino con una forma da cagnolino o di spada può fare molto, nonostante per molti scettici, questo tipo di intervento venga ritenuto inutile o superficiale.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Chiara Della Cananea Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8277 click dal 17/12/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.