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Oggetti d'ornamento di epoca tardo La Tène da Gropello Cairoli (PV)

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Martinengo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Rosanina Invernizzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

Studio di materiali inediti da una necropoli celtica scavata nel 2002 in provincia di Pavia. Breve excursus sull'origine dei Celti, sulle ondate migratorie che li hanno portati in Italia e sui popoli stanziatisi nelle zone geografiche d'interesse della tesi, gli Insubri e i Laevi. Caratteri dell'insediamento celtico in Lomellina e analisi dei materiali in questione, tra cui un frammento di torques in argento.

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INTRODUZIONE. I Celti sono un popolo di origine indoeuropea che si stanzia e si sviluppa nell’Europa Centrale e le cui modalità e i tempi di formazione sono ancora piuttosto complessi da distinguere e da definire, nell’ambito delle culture protostoriche sviluppatesi in area continentale. Proprio l’identificazione dei primi Celti appare ancora controversa e dibattuta, in quanto sono molteplici i fattori che concorrono alla formazione di un ethnos, alla sua identificazioni da parte di esterni e alla sua autocoscienza. 1 Per questi motivi i primi Celti che possiamo riconoscere archeologicamente sono definiti in una facies culturale convenzionalmente chiamata hallstattiana occidentale che caratterizza nel VI secolo a.C. l’area compresa in direzione ovest-est tra il Massiccio Centrale e la Boemia e in senso nord-sud tra il Mittelgebirge e le Alpi. Più precisamente, la cultura di Hallstatt copre il periodo che va dall’VIII alla metà del V secolo a.C. 2 Questa facies archeologica trae il suo nome da un grande sepolcreto di tombe a tumulo scoperto alla metà del XIX secolo a Hallstatt, importante località per l’estrazione di salgemma 3 , nella regione del Salzkammergut 4 , nella regione montuosa dell’Alta Austria. Hallstatt non è, in quella regione, l’unica località sfruttata in questo senso ma è sicuramente la più antica. Si trattava di uno stanziamento a carattere permanente, destinato a minatori. Dall’esame dei corredi tombali risulta che a Hallstatt giungevano uomini da luoghi molto diversi e lontani, dando all’insediamento minerario un carattere transregionale 5 . La cultura di Hallstatt presenta, a partire dal VI secolo, la distinzione di un gruppo sociale per la propria ricchezza, una ristretta élite o aristocrazia, che molto probabilmente si identificava con la classe dirigente. Il rito funerario praticato era l’inumazione, come ci testimoniano le tombe a tumulo aperte in larga parte già nella seconda metà del XIX secolo e definite “tombe principesche” (Fürstengräber), non già in riferimento alla condizione sociale dei defunti, ma alla sontuosità dei corredi e soprattutto alla presenza di molti materiali preziosi, come i torques in lamina d’oro 6 e indicativi di un certo potere sociale come i carri a quattro ruote e i servizi 1 GRASSI 1991, p.7. 2 TARPINI 2004, p. 62. 3 Il sale è stato per tutta l’antichità, e non solo, un prodotto indispensabile per la conservazione degli alimenti, oltre che per il loro insaporimento. Ricordiamo quanto fu importante per lo sviluppo economico della neonata Roma il controllo della via Salaria. Inoltre il sale era utilizzato per la lavorazione di alcune materie, come il cuoio. 4 DEMANDT 2003, p. 5 FREY 1991, p.77.1 1

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Parole chiave

archeologia
celti
celti a pavia
celti in lomellina
insubri
necropoli celtica
pavia
torques timoline

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