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Abuso infantile familiare: danno psicologico e modalità d'intervento

Nella seguente tesi ho osservato le conseguenze e le cause possibili che comporta un abuso su minore.Il concetto di abuso si riferisce al maltrattamento fisico, sessuale , alla trascuratezza e all'abuso emotivo.Le conseguenze sul minore che prendo in esame sono di tipo neuro-fisiologico e psicopatologico.Descrivo l'abusante e soprattutto l'abusato nei suoi percorsi psicopatologici utilizzando perlopiù la teoria dell'attacamento e diversi approcci da quelli biologici a quelli psicodinamici.L'attenzione è rivolta alle dinamiche post-traumatiche, conseguenti all'attaccamento disorganizzato-disorientato.Dpts,Stati dissociativi,Aggressività etero-autodiretta,Did.Particolare importanza è rivolta alle difese psicologiche attuate per la gestione dell'angoscia relativa all'abuso subito,difese che cristallizzandosi pongono le basi per una futura struttura di personalità francamente borderline,con la sua tendenza a comportamenti devianti e auto-mutilanti.A conferma di questa continuità tra abuso infantile familiare e Organizzazione di Personalità Borderline porto l'interessante aromentazione di G.Liotti,che individua dei particolari Modelli Operativi interni responsabili dell'inibizione del sistema di attacamento.Sempre in quest'ambito teorico individuo le problematiche psicopatologiche presenti nell'abusante." In queste persone, che abusano i propri figli, albergano problematiche gravi di regolazione delle emozioni, di esibizioni delle emozioni, e di basso livello intellettivo, che fa sì che venga privilegiata l’azione al pensiero. Il già difficile compito e dovere dell’educazione fallisce in questi contesti, e arriva fino a una diseducazione, che genera nel futuro adolescente, se non aiutato dalla presenza di fattori protettivi (paragrafo 1.1 “Adattamento e vulnerabillità”), serie problematiche psico-sociali".
"La Personalità Borderline rappresenta una costellazione sintomatica che si avvicina molto a quella post-traumatica e spesso ne è la diretta conseguenza. La visione di una realtà di cattivi e di vittime si estrinseca dalla realtà familiare e viene proiettata nel ambiente esterno, sotto l’azione di meccanismi scissionali primitivi che non hanno ancora trovato un’integrazione. Le persone spaventano più di quanto attraggono, la percezione di sé è in continuo mutamento, non c’è nel paziente borderline un netto senso d’identità, ma piuttosto una ricerca d’identità. Il Sé del traumatizzato e del borderline è infatti frammentato, in diverse rappresentazioni, così come diverse sono state le modalità con cui i genitori si sono rivolti al figlio..."

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4 “ABUSO INFANTILE FAMILIARE : danno psicologico e modalità d’intervento” Introduzione L’abuso infantile in ambito familiare è una realtà statisticamente rilevante sul nostro territorio. Sempre più frequentemente emergono dalle statistiche giudiziarie e dalle associazioni di tutela, segnalazioni di abusi e di violenze a danno soprattutto delle donne e dei bambini. In un lavoro tratto dalla rivista “ Child Abuse and Neglect” del 2001 1 , la violenza domestica viene stimata su 3,3 milioni di bambini solo negli Stati Uniti. Si tratta di un panorama esasperante specie se consideriamo che la violenza intra- familiare può sfociare in reati di eccezionale gravità come l’omicidio. La cronaca italiana degli ultimi mesi ci da la prova di questa tragica conseguenza. La presenza di un numero così elevato di reati di questo tipo fa pensare che non esistano dei seri provvedimenti da parte delle autorità competenti , atti a limitare questi choc. Sovente la vittima viene accusata di debolezza, incapacità o addirittura connivenza. Il mito familiare radicato nella nostra cultura, le pressioni della parentela, la paura, il ricatto, l’intimidazione, la dipendenza economica o gli atavici retaggi del pater potestà rappresentano le ancòre alle quali l’abusato si deve attaccare in una sorta di legittimazione della violenza intra-familiare. Ma è proprio così ? E’ legittimo molestare il proprio figlio o , come dice Alice Miller 2 : “..uccidere il proprio figlio per il suo bene..” ? Io rispondo di no. La violenza fisica e morale è un reato alla persona , un insulto alla libertà di esistere che si concede al proprio figlio. La disciplina psicologica ci consegna le prove intoccabili che all’abuso del minore segue una limitazione del suo sviluppo psico-affettivo con conseguente anomalia del comportamento sociale. I provvedimenti legislativi della Costituzione italiana e del trattato dell’Unione Europea si confrontano su questo punto dichiarando che l’abuso minorile è una prevaricazione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. L’ordinamento italiano pone infatti tra i diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo, il pieno sviluppo della persona in tutte le sue manifestazioni, nei rapporti sociali, nella famiglia, sul lavoro. In base all’articolo 2 della Costituzione : “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità. ” , e ancora “..riconosce il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto (4), sancisce che “la libertà personale è inviolabile”(13), prevede espressamente che il matrimonio si regga sulla eguaglianza morale e giuridica dei 1 Reynolds,M.,Wallace,J.,Hill,T.,Weist,D.,Nabors,L.,2000”The relationship between gender, depression, and self-esteem in children who have witnessed domestic violence” in “child abuse and Neglect,25,2001,elsevier science ltd. 2 “Miller A. 1990 “ L’Infanzia Rimossa” Milano , Garzanti

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Alice Zambelli Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 15443 click dal 04/01/2008.

 

Consultata integralmente 17 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.