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Analisi di Sistemi per la Privacy di nodi non cablati

L’ultimo decennio ha visto incrementare esponenzialmente gli utenti che fanno uso della grande rete (Internet), e coloro che adoperano tecnologie anche per effettuare delle operazioni non inerenti il mondo del lavoro.
La quantità di informazioni che ogni persona immette su internet aumenta sempre più. Tra queste, vi sono anche informazioni che possono essere private, come dati anagrafici, abitudini, informazioni circa l’uso di droghe, le preferenze politiche e molti altri dati. Le persone che inseriscono queste informazioni vorrebbero che non si venisse mai a sapere che sono informazioni relative a loro. In altre parole, temono che se questi dati venissero resi pubblici, si possa risalire a chi le ha rilasciate, o addirittura che queste informazioni indichino il diretto “proprietario”.
Un’applicazione dove gli individui forniscono delle informazioni personali sono i sondaggi; questi una volta venivano effettuati mediante le schede elettorali, oppure schede create appositamente. Con l’avvento della tecnologia, i metodi per raccogliere le informazioni relativi al sondaggio sono diventati elettronici, cosicché l’utente possa esprimere il proprio parere circa l’inchiesta adoperando un computer ed inviando i dati ad un nodo addetto alla raccolta dei dati. Quest’ultimo viene definito pollster (agente elettorale).
In tale applicazione gli individui, ovvero coloro che esprimono il proprio parere, vorrebbero garantito dal pollster che i dati forniti, non siano pubblicati e che non siano venduti a terze parti. Quindi la proprietà cui gli individui aspirano è proprio il rispetto della privacy sui dati che essi stanno fornendo.
Nell’ambito della ricerca di cui è frutto il presente elaborato, sono stati analizzati dei protocolli che permettono di garantire la privacy agli individui che forniscono delle informazioni relative ai sondaggi elettronici.
In particolare, alcuni di questi protocolli permettono agli individui di poter dimostrare pubblicamente se c’è stata una violazione della privacy da parte del pollster (agente elettorale). Oltre a garantire tale proprietà, i suddetti protocolli dovrebbero ottenere l’equità, ossia dovrebbero tutelare il pollster da accuse di atti che non abbia mai compiuto. Ad esempio, se il pollster non viola la privacy degli individui, allora questi non dovrebbero poterlo accusare del contrario. La letteratura dimostra che l’obiettivo di equità complica il raggiungimento degli obiettivi principali di un protocollo. Un esempio significativo proviene dal protocollo per il non-ripudio di Zhou-Gollmann, in cui un mittente e un ricevente non devono potersi avvantaggiare l’uno sull’altro. In particolare, nel caso del sondaggio elettronico, un pollster deve poter pubblicare i dati se e solo se i legittimi proprietari di quei dati ne hanno dato il consenso.

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Capitolo 1 - Introduzione - 7 - Capitolo 1 Introduzione L’ultimo decennio ha visto incrementare esponenzialmente gli utenti che fanno uso della grande rete (Internet), e coloro che adoperano tecnologie anche per effettuare delle operazioni non inerenti il mondo del lavoro. Gran parte degli utenti, infatti, quando vuole effettuare una ricerca, che sia scolastica, di lavoro, di arte culinaria o finalizzata allo shopping, cerca innanzitutto di gettare uno sguardo sul “mondo intero”, rappresentato appunto da Internet. Ovviamente la grande rete mette a disposizione anche servizi per il lavoro remoto, per la condivisione di informazioni tra amici, colleghi di lavoro e parenti, ma offre anche la possibilità di poter gestire da casa con assoluta tranquillità il proprio conto in banca (servizio di home banking) operazione che oggigiorno è consentita da qualsiasi ente bancario e finanziario. La quantità di informazioni che ogni persona immette su internet aumenta sempre più. Tra queste, vi sono anche informazioni che possono essere private, come dati anagrafici, abitudini, informazioni circa l’uso di droghe, le preferenze politiche e molti altri dati. Le persone che inseriscono queste informazioni vorrebbero che non si venisse mai a sapere che sono informazioni relative a loro. In altre parole, temono che se questi dati venissero resi pubblici, si possa risalire a chi le ha rilasciate, o addirittura che queste informazioni indichino il diretto “proprietario”. Per tale ragione negli ultimi anni si sente parlare sempre di più di privacy, di protezione dei dati sensibili. Ma, cos’è la privacy?

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Francesco Librizzi Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 388 click dal 27/12/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.