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Esempi di giornalismo investigativo in Italia: il caso Gatti

È opinione diffusa che il giornalismo investigativo in Italia non esista.
Alcuni studiosi ritengono che non ci sia mai stato, altri che dopo aver giocato un ruolo importante, ad esempio nel caso Mani Pulite, sia stato accantonato.
Nelle prossime pagine verificheremo l’esattezza questa radicata convinzione, cercando di capire da dove deriva.
Nella prima parte sarà introdotto l’argomento, illustrando cosa si intende per giornalismo investigativo, dove nasce e dove si sviluppa.
Attraverso esempi faremo un breve paragone con la stampa statunitense e cercheremo di capire qual è il rapporto tra giornali e potere in Italia.
Analizzeremo la metodologia dell’investigazione, spiegheremo come nasce un’inchiesta e quali ostacoli ne possono impedire la realizzazione.
Si farà riferimento al panorama legislativo e ad alcune violazioni da parte del potere a danno della stampa.
Attraverso casi illustri, dimostreremo come il lavoro del giornalista che vuole investigare possa essere pericoloso.
Ci si concentrerà sulla forza della stampa e si osserverà come questo venga spesso usato in maniera scorretta.
Dopo aver fatto chiarezza sul quadro generale si potrà spiegare perchè si crede che nel nostro Paese non esista il giornalismo investigativo. Si cercherà di dimostrare che questo genere non è morto, ma piuttosto sta assumendo altre forme e conquistando nuovi spazi.
Nella seconda parte si analizzeranno alcune inchieste di Fabrizio Gatti, giornalista de L’Espresso. Il suo lavoro è un esempio di buon giornalismo investigativo in Italia.
Si riferiranno le reazioni di governo e istituzioni, la risonanza data dai media e gli eventuali cambiamenti prodotti.
Si cercherà di capire come il suo lavoro viene accolto dai lettori, attraverso il rimando a critiche e riconoscimenti ufficiali.
Particolarmente utili al fine dell’elaborazione di questa tesi sono stati i libri di Francesco Sidoti, studioso di investigazione, ma anche le numerose opere di Carlo Sorrentino, docente di comunicazione.
Ci si è avvalsi anche delle pubblicazioni di Angelo Agostini, direttore di Problemi dell’informazione, Wolfgang Acthner, corrispondente di varie testate statunitensi e docente universitario in Italia, Giovanni Bechelloni, Rodolfo Brancoli, Vittorio Roidi, Vittorio Zucconi e altri ancora.
È stata molto utile la lettura della rivista Problemi dell’infomazione dall’anno 1985 in poi.
Determinante l’analisi degli articoli di Fabrizio Gatti per L’Espresso, da ottobre 2005 a ottobre 2007.
Si sono inoltre consultati i siti internet di Repubblica e Corriere della sera, dell’Associazione Articolo 21, del Barbiere della sera, di Reporters sans frontières, di meltingpot e molti altri.
È stata interessante la visione Omnibus (La7) e di un filmato di France24 sull’immigrazione a Lampedusa.

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Introduzione È opinione diffusa che il giornalismo investigativo in Italia non esista. Alcuni studiosi ritengono che non ci sia mai stato, altri che dopo aver giocato un ruolo importante, ad esempio nel caso Mani Pulite, sia stato accantonato. Nelle prossime pagine verificheremo l’esattezza questa radicata convinzione, cercando di capire da dove deriva. Nella prima parte sarà introdotto l’argomento, illustrando cosa si intende per giornalismo investigativo, dove nasce e dove si sviluppa. Attraverso esempi faremo un breve paragone con la stampa statunitense e cercheremo di capire qual è il rapporto tra giornali e potere in Italia. Analizzeremo la metodologia dell’investigazione, spiegheremo come nasce un’inchiesta e quali ostacoli ne possono impedire la realizzazione. Si farà riferimento al panorama legislativo e ad alcune violazioni da parte del potere a danno della stampa. Attraverso casi illustri, dimostreremo come il lavoro del giornalista che vuole investigare possa essere pericoloso. Ci si concentrerà sulla forza della stampa e si osserverà come questo venga spesso usato in maniera scorretta. Dopo aver fatto chiarezza sul quadro generale si potrà spiegare perchè si crede che nel nostro Paese non esista il giornalismo investigativo. Si cercherà di dimostrare che questo genere non è morto, ma piuttosto sta assumendo altre forme e conquistando nuovi spazi. Nella seconda parte si analizzeranno alcune inchieste di Fabrizio Gatti, giornalista de L’Espresso. Il suo lavoro è un esempio di buon giornalismo investigativo in Italia. Si riferiranno le reazioni di governo e istituzioni, la risonanza data dai media e gli eventuali cambiamenti prodotti. Si cercherà di capire come il suo lavoro viene accolto dai lettori, attraverso il rimando a critiche e riconoscimenti ufficiali. Particolarmente utili al fine dell’elaborazione di questa tesi sono stati i libri di Francesco Sidoti, studioso di investigazione, ma anche le numerose opere di Carlo Sorrentino, docente di comunicazione. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gandha Shantala Savio Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.