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Psoralea morisiana come fonte di estratti e molecole pure con proprietà antiossidanti

Recentemente è stata valutata l’attività antiossidante di una serie di estratti ottenuti da numerose piante note nella medicina popolare sarda. Tra queste il genere Psoralea L. comprende circa 120 specie polimorfe e cosmopolite ed è nota in fitochimica come fonte di furanocumarine, di cui lo psoralene rappresenta il costituente principale.
Tra i metaboliti secondari si ritrovano anche isoflavonoidi e meroterpenoidi.
Psoralea morisiana (Bituminaria morisiana Greuter) è una specie endemica, ma non frequente, di alcune aree della Sardegna, si ritrova ad esempio nella zona di Monte Pino, Calangianus e nella Sardegna Nord-Occidentale.
Tra i principali metaboliti secondari di questa pianta, presenti nelle parti aeree, sono stati identificati:
- l’eribradina C, presente in maggior concentrazione, un pterocarpano prenilato con funzione antimicrobica;
- la bitucarpina A, il 5’-deprenil dimetil derivato della eribraedina C;
- la plicatina B, un cinnamato prenilato, utilizzata come agente antibatterico e nella chemioprevenzione;
- l’isoflavonoide 8 -prenildaizeina;
- lo steroide B-sitosterolo e il suo glucoside.

Questo lavoro è finalizzato alla valutazione delle proprietà antiossidanti degli estratti in metanolo, acetato di etile e etere di petrolio ottenuti dalle parti aeree della Psoralea morisiana. L’attività degli estratti è stata valutata durante l’autossidazione dell’acido linoleico a 37°C in assenza di solvente. Nello stesso sistema sperimentale è stata effettuata una valutazione delle proprietà antiossidanti di tre molecole isolate dagli estratti, l’eribraedina C, la bitucarpina A e la plicatina B, che risultano tra i principali componenti. L’estratto in acetato di etile è risultato il più efficace antiossidante in tutti i sistemi sperimentali utilizzati. E’ stato quindi condotto uno studio più approfondito sull’attività biologica degli estratti, utilizzando un modello sperimentale più complesso, le colture cellulari. L’eribraedina C e la plicatina B hanno mostrato delle notevoli proprietà antiossidanti. Sono state quindi effettuate una serie di prove sperimentali per valutare l’attività citotossica dell’eribraedina C e della plicatina B mediante le metodiche MTT e LDH su una linea cellulare immortalizzata di fibroblasti di rene di scimmia (VERO). L’eribraedina C, a concentrazioni non citotossiche, ha mostrato una notevole inibizione dello stress ossidativo indotto sulle cellule VERO da FeCl3. L'estensione del danno ossidativo e l'attività antiossidante sono state valutate misurando la produzione di MDA.

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4 INTRODUZIONE Stress ossidativo Numerosi processi fisiologici e patologici possono aumentare la produzione di sostanze ossidanti, come le specie reattive dell’ossigeno (ROS), o più comunemente radicali liberi, e compromettere il sistema di difesa antiossidante. Quando le sostanze ossidanti prevalgono e/o le sostanze antiossidanti si riducono, si configura lo stress ossidativo (1). I radicali liberi sono frammenti molecolari contenenti uno o più elettroni spaiati nell’orbitale periferico, e si formano per scissione omolitica di un legame covalente (2): A:B → A • + B • Questa loro caratteristica chimica li rende in genere estremamente instabili e capaci di reagire con altre molecole, per strappare ad esse l’elettrone mancante per raggiungere una configurazione più stabile. Si generano così altri radicali capaci a loro volta di reagire secondo un processo a catena. La formazione dei radicali liberi avviene non solo nei più importanti processi fisiologici come la respirazione cellulare, in cui si verificano reazioni di trasferimento elettronico, e l’invecchiamento, ma anche in numerosi processi patologici quali i danni causati da radiazioni ionizzanti ed eccitanti, la perossidazione dei lipidi insaturi di membrana, il processo infiammatorio, la trasformazione neoplastica, l’insorgenza dell’ateroma, le lesioni da ischemia e riperfusione (2).

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze MM.FF.NN.

Autore: Elisabetta Caredda Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1445 click dal 04/01/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.